Home Notizie È la serie del momento su Netflix: sta battendo ogni record in tutto il mondo

È la serie del momento su Netflix: sta battendo ogni record in tutto il mondo

Berlino e la dama con l’ermellino domina Netflix in tutto il mondo: il franchise di La Casa di Carta stabilisce un nuovo record con 57 giorni in Top 10.

6 Giugno 2026 13:00

Se c’è un franchise che su Netflix continua a dimostrare una resistenza fuori dalla norma, è quello di La Casa di Carta. Mentre la seconda stagione dello spin-off, Berlino e la dama con l’ermellino, occupa la prima posizione in classifica in tutto il mondo per la seconda settimana consecutiva, accade qualcosa di ancora più interessante alle sue spalle: la prima stagione, Berlino e i gioielli di Parigi, uscita nel dicembre 2023, ha raggiunto i 57 giorni complessivi nella Top 10 di Netflix, il risultato più impressionante dell’intera classifica globale della piattaforma. Un numero che dice tutto sulla capacità di questo franchise di tornare in vita ogni volta che arriva un nuovo capitolo, e sulla fedeltà di un pubblico distribuito in decine di paesi.

La locandina ufficiale di Berlino e i gioielli di Parigi, spin-off di La Casa di Carta su Netflix

Berlino e la dama con l’ermellino: la seconda stagione che ha scatenato tutto

La seconda stagione è arrivata su Netflix il 15 maggio 2026 con un lancio da manuale. Nei giorni precedenti, a Siviglia, la produzione aveva organizzato un evento di tre giorni lungo il Guadalquivir: migliaia di fan in tuta rossa e maschere di Dalí, un colpo di scena sul fiume, e una performance a sorpresa di Rosalía che ha trasformato il lancio in qualcosa di più vicino a un evento culturale che a una campagna promozionale. Il fulcro narrativo è un nuovo colpo: Berlino e il suo complice storico Damián riuniscono una banda a Siviglia per organizzare il furto, o meglio la simulazione del furto, della Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci. Un piano impossibile, come tradizione del franchise impone.

Il record dei 57 giorni e i numeri della prima stagione

La prima stagione, Berlino e i gioielli di Parigi, era già un caso da manuale quando era uscita: prima settimana come serie più vista al mondo, ingresso nella Top 10 in 91 paesi, sette settimane consecutive nella classifica delle serie in lingua non inglese, 348 milioni di ore di visione totale e 53 milioni di visualizzazioni. Numeri che collocano il franchise tra i fenomeni non-English più rilevanti della storia della piattaforma. Il dettaglio del 2026 è però quello dei 57 giorni cumulativi in Top 10: un record che si spiega con l’effetto-traino della seconda stagione, che sta riportando gli spettatori al primo capitolo come accade sempre quando una serie ha abbastanza potere narrativo da creare retroattivamente nuovi fan.

Chi è Berlino e dove si inserisce nella saga

Berlino è il prequel dello spin-off che racconta la storia di Andrés de Fonollosa, meglio conosciuto come Berlino, uno dei personaggi più amati di La Casa di Carta, interpretato da Pedro Alonso. La serie è ambientata prima degli eventi della serie madre, nel periodo in cui Berlino non era ancora a conoscenza della propria malattia e non era rinchiuso nella Zecca di Madrid: siamo nel suo “periodo d’oro”, quando il ladro elegante, teatrale e ossessionato dall’amore pianificava alcuni dei colpi più audaci della sua vita criminale. La prima stagione lo vedeva a Parigi, intento a rubare gioielli per 44 milioni di euro in una singola notte. La seconda lo porta a Siviglia, con un piano ancora più ambizioso. Autori: Álex Pina ed Esther Martínez Lobato, gli stessi creatori della serie madre.

La parte del mondo che la sta ignorando

Nonostante i numeri globali, il franchise fatica a fare breccia nel mercato anglofono, in particolare negli Stati Uniti, dove i contenuti in lingua non inglese restano sistematicamente sottorappresentati nelle classifiche locali. È un fenomeno noto e paradossale: la stessa piattaforma che ha trasformato Squid Game in un evento culturale planetario non riesce a replicare lo stesso effetto con i titoli spagnoli nel mercato americano. La barriera della lingua pesa, e per quanto il doppiaggio e i sottotitoli siano ormai la norma, una parte consistente del pubblico statunitense non arriva mai a scoprire quello che il resto del mondo guarda.