Home Notizie Elon Musk contro Christopher Nolan: “Ha ceduto alla cultura woke per ottenere più premi”. L’Odissea diventa un caso

Elon Musk contro Christopher Nolan: “Ha ceduto alla cultura woke per ottenere più premi”. L’Odissea diventa un caso

Elon Musk contro il regista Christopher Nolan per alcune scelte legate alla rappresentazione cinematografica dell’Odissea. Il dibattito social divide pubblico e critica in attesa dell’uscita ufficiale del film: il prossimo 16 luglio 2026.

14 Maggio 2026 12:20

Christopher Nolan tornerà sul grande schermo a luglio 2026 con la sua versione de L’Odissea. Quello che è stato, fin da subito, un annuncio importante per il cinema internazionale sta diventando un caso mediatico e politico. I trailer del lungometraggio con Matt Demon nei panni di Odisseo stanno facendo discutere pubblico e critica per diversi motivi: il primo è di natura linguistica. I protagonisti parlano con un accento fortemente americanizzato, questo aspetto per gli esperti di cinema è un problema.

La tradizione vuole, almeno finora, che i film storici di Hollywood utilizzino un accento britannico per rappresentare una lingua antica con solennità e un peso rilevante in termini di passato. Una sintesi narrativa e vocale che dia dignità a tempi in cui era impossibile risalire a precisi stilemi linguistici. In Grecia antica non si parlava Inglese, ma l’espediente utilizzato fino a oggi (tramite quella che in gergo tecnico viene definita Received Pronuntiation) sembrava aver messo d’accordo pubblico e critica dai tempi della rappresentazione cinematografica di Ben-Hur.

Elon Musk attacca Christopher Nolan

Nolan, invece, fa parlare americano (per giunta con espressioni fortemente colloquiali) sia Demon che gli altri protagonisti. La critica giornalistica insorge: “Sembra di stare in Ohio”, tuona l’Hollywood Reporter, ma l’idioma non è l’unico problema per l’intellighenzia della settima arte. L’altro aspetto discutibile, arriviamo quindi al secondo motivo di contrasto, secondo pubblico e parte della critica riguarderebbe il ruolo di Lupita Nyong’o.

La nota attrice, celebre non solo ma anche per la sua bellezza estetica, è chiamata a interpretare Elena di Troia. Un ruolo centrale, ma stavolta oggetto di dibattito non sono le doti interpretative dell’attrice. Semmai il colore della sua pelle. Sembra una polemica dell’ultim’ora, ma il casting che ha portato alla scelta dell’interprete è diventato un caso politico. Ad aprirlo il milionario Elon Musk. Il noto magnate su X ha scritto che Nolan ha perso la sua integrità.

La stoccata al regista e il dibattito social

La frase – postata su X – ha fatto molto rumore e in tanti hanno cominciato a dare ragione all’ex alleato politico di Donald Trump. Il fondatore di Tesla ha successivamente rincarato la dose: “Il regista ha ceduto alla cultura woke per avere più premi a disposizione”. Una stoccata aggiuntiva che non ha fatto altro che aumentare il dibattito attorno a un’opera diventata controversa prima ancora di arrivare sul grande schermo.

A questo punto le aspettative attorno al film sono crescenti e la discussione che lo accompagna diventa il miglior spot possibile per guardare quella che, comunque, diventerà un’opera manifesto. Se le voci sulla natura dei casting, in grado di alimentare il dibattito sulla scelta di determinate attrici, hanno attraversato non senza fatica la lavorazione della serie originale su Harry Potter, figuriamoci cosa può succedere con l’Odissea.

Nessuna reazione ufficiale

Scomodare Omero, cinematograficamente, non è mai stato facile. Stavolta, però, oltre allo scetticismo generale, si aggiunge anche una diffidenza che aleggia sulla riuscita del prodotto. Un film diviene un caso politico e, ad ogni modo, chi ne risente è l’arte stessa quando deve fare i conti con pressioni sempre più alte. Nolan, dal canto suo, continua a osare con tutto quel che comporta. Dentro e fuori la sala.