Festa del cinema di Roma 2020: i vincitori della sezione “Alice nella Città”

Tutti i premiati di Alice nella città sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma: miglior film “Kajillionaire” di Miranda July.

Annunciati i premi di “Alice nella Città”, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata ai giovani.

Miglior film dell’edizione 2020 di “Alice nella Città” è Kajillionaire di Miranda July con la seguente motivazione:

Per la capacità di creare una storia in grado di tradurre tematiche classiche in immagini dolci e spietate, raccontata con uno sguardo surreale e cinico. Attraverso dei personaggi grotteschi, metafora di una realtà genitoriale tossica molto attuale. La famiglia non è solo quella in cui nasciamo, ma quella che ci costruiamo.

Il Premio Speciale della Giuria di “Alice nella Città” è andato invece a Punta Sacra di Francesca Mazzoleni assegnato da una giuria di 16 ragazzi di età compresa tra i 15 e i 18 anni con la seguente motivazione:

Per aver saputo raccontare in modo mai banale una comunità dalle mille sfaccettature riuscendo a mostrare bellezza e malinconia, luci e ombre di chi la vive quotidianamente.

A seguire trovate gli altri premi assegnati durante la diciottesima edizione di “Alice nella Città” con annesse motivazioni delle giurie.

Premio Camera d’Oro Alice – Ibrahim di Samir Guesmi

Un’opera che sorprende per la maturità della regia e delle interpretazioni, che racconta sapendo evocare con gli sguardi invece di spiegare con le parole il complicato rapporto tra un padre in difficoltà e un figlio alla ricerca nel delicato percorso dell’adolescenza. Un genitore che ha sbagliato e sofferto in gioventù, e che, da educatore, cerca senza sosta l’equilibrio tra redarguire gli sbagli e offrire la possibilità di imparare a superarli. Un film che parla d’amore, carico di pietas e dolcezza su un’umanità che cerca di resistere sempre al confine tra devianza e resilienza.

Menzione Speciale del Premio Camera d’Oro – Gagarine di Fanny Liatard & Jérémy Trouilh

Una storia emblematica che si ispira ad un accadimento reale avvenuto in un contesto periferico, il comprensorio (“cité”) Gagarine, che prese il nome dal celebre cosmonauta sovietico che lo inaugurò nel 1963. Terreno di confronto e scontro tra culture diverse e seconde generazioni, luoghi di ghettizzazione e devianza come tanti altri a cui tanta attenzione ha offerto il cinema d’autore soprattutto francese, con il suo linguaggio naturalistico, che in taluni casi ha rischiato di creare un cliché, viene raccontata questa volta con stile inedito, mescolando il repertorio reale con atmosfere favolistiche e intuizioni visionarie, regalandoci un film sorprendente.

Il premio e la menzione sono stati assegnati dalla giuria composta da Eva Cools (regista e sceneggiatrice), Agostino Ferrente (regista e sceneggiatore), Caterina Guzzanti (attrice), Claudio Noce (regista), Roberta Torre (regista).

Premio Raffaella Fioretta – Il mio corpo di Michele Pennetta

Per averci fatto conoscere Oscar e Stanley, due corpi, due anime; due solitudini che si sfiorano per un istante vagando prigionieri nella stessa terra alla ricerca di emancipazione. Il mio corpo è un’opera che ci racconta di abbandono, di rifiuto, di degrado e umanità, Pennetta lo fa con grande efficacia ma soprattutto con una preziosa delicatezza che lo contraddistingue.

Il premio è assegnato dalla giuria composta da Dario Albertini (regista), Valentina Lodovini (attrice) e Riccardo Milani (regista). Il premio prevede un contributo di 3000 euro.

Premio al Miglior Cortometraggio a El Silencio del Rio di Francesca Canepa

Con la sua regia evocativa il Film riesce a coniugare una piccola ma significativa storia di formazione ad una più grande trama metaforica e a traghettarci, attraverso una sorta di ‘realismo-magico’ verso un mondo possibile fatto di storie e di sogni che devono poter essere vissuti e raccontati.

Menzione Speciale nella sezione Cortometraggi per la Regia – Tropicana di Francesco Romano

Per una regia asciutta e decisa che sa andare dritta al segno, per una sapiente direzione degli attori sempre intensi e credibili. Non in ultimo per la critica sociale a un mondo fatto di ruoli inadeguati e di inadeguate relazioni che rischiano di mettere a repentaglio l’ultimo baluardo d’Amore: il rapporto tra genitori e figli.

Premio e menzione speciale sono stati assegnati da una giuria composta da Paola Minaccioni (attrice), Fabio Mollo (regista) e Carlotta Natoli (attrice).

Il Premio RB Casting al Miglior Attore Esordiente Italiano – Antonio Bannò per Tigers di Ronnie Sandahl

Seppur in poche e significative scene Antonio riesce a raccontare un personaggio e le sue emozioni, la sua disillusione e la sua rabbia in modo coerente e convincente. La sua interpretazione resta impressa nello spettatore e contribuisce in modo impattante alla storia del film e al percorso emotivo del protagonista. Crediamo che Antonio incarni una tipologia di attore internazionale, fuori dagli schemi e di gran talento che, ci auguriamo, questo premio contribuisca a mettere in risalto.

Menzione Speciale del Premio RB Casting va a Ludovica Francesconi per Sul più bello

Per averci restituito un personaggio ironico, vibrante e carico di energia. Con leggerezza e autenticità crea immediatamente empatia, coinvolgendo lo spettatore sia dalla sua prima scena. Una giovane promessa del cinema italiano.

Il premio e la menzione speciale sono stati assegnati da una giuria composta da Laura Muccino (Casting director), Roberto Proia distributore e produttore Eagle), Tiziana Silvaggi (talent agent).

DO Rising Star Award per il Miglior Attore Esordiente non Italiano – Enrik Enge per Tigers

Offre un personaggio straordinariamente complesso: intelligente, sensibile, ostinato, fisicamente vulnerabile e allo stesso tempo forte. Illumina lo schermo con il suo ritratto magnetico di Martin Bengtsson; la rappresentazione è così avvincente che non solo credi al suo viaggio mentre si svolge, ma crederai anche a qualsiasi sua variazione. Per questo notiamo come la sua interpretazione sostenga questo film in maniera convincente.

Menzione Speciale DO Rising Star Award – Alseni Bathily per Gagarine.

Il premio e la menzione speciale sono stati assegnati da una giuria composta da Richard Cook (Irlanda), Karin Dix (Germania), Sally Fisher (Usa), Billy Lazarus (Usa), Michela Pini (Svizzera).

Premio Rolling Stone alla Miglior Colonna Sonora – Gagarine di Fanny Liatard & Jérémy Trouilh e Menzione Speciale alla colonna sonora di Punta Sacra di Francesca Mazzoleni

La regista ha lavorato con due nomi già noti alla scena cine-musicale italiana, Lorenzo Tomio e Theo Teardo, ma vi ha affiancato i brani originali del rapper Chiky Realeza e il suo mix tra urban nostrano e atmosfere classiche sudamericane, da Héctor Lavoe a Victor Jara. Un risultato sperimentale, controcorrente e libero per il panorama italiano, come il film a cui fa da commento sonoro.

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