Home Notizie Il film di Mario Martone su Netflix che non puoi assolutamente perdere: scadrà a breve

Il film di Mario Martone su Netflix che non puoi assolutamente perdere: scadrà a breve

Mente “Fuori”, il suo ultimo film è nelle sale cinematografiche, su Netflix c’è Qui rido io: un viaggio che ripercorre la vita del grande attore e commediografo Eduardo Scarpetta.

30 Maggio 2025 15:00

Mario Martone ha portato in alto la bandiera del cinema italiano al Festival di Cannes con Fuori, il suo ultimo film, l’unico italiano in corso alla Croisette,  che racconta uno spaccato di vita di Goliarda Sapienza, scrittrice controversa e femminista del Novecento, interpretata dalla bravissima Valeria Golino. La pellicola, che non ha ricevuto la Palma d’Oro, ma che ha comunque ottenuto ben sette minuti di applausi e il grande apprezzamento degli addetti ai lavori,  in questi giorni è nelle sale di tutta Italia.

Nato a Napoli il 20 novembre 1959, Martone si è appassionato al teatro fin da giovane, intraprendendo prestissimo una carriera ricca e intensa. Nel 1977 ha fondato il gruppo sperimentale “Nobili di Rosa”, poi evolutosi in “Falso Movimento” e infine in “Teatri Uniti”, insieme a nomi altisonanti come Toni Servillo e Antonio Neiwiller.

Il suo debutto cinematografico risale al 1980, ma raggiunge la notorietà nel 1992 con Morte di un matematico napoletano, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia. Seguono successi come L’amore molesto (1995), Teatro di guerra (1998), e la partecipazione al film collettivo Un altro mondo è possibile (2001).

Doppio appuntamento con Mario Marone ora: al Cinema e su Netflix

Mario Martone si è formato nel teatro, dove ha costruito una lunga esperienza anche in ambito lirico, dirigendo opere sui più importanti palcoscenici italiani, tra cui il Teatro alla Scala di Milano. Il passaggio al cinema è avvenuto quasi in modo naturale, permettendogli di mettere in gioco le sue capacità e il suo talento dietro la macchina da presa.

Qui rido io di Mario Martone
Qui rido io di Mario Martone è ancora per poco su Netflix-Youtube@01Distribution-cineblog

Oggi che il suo nome è associato al suo ultimo grande lavoro cinematografico, Fuori, c’è una seconda occasione per lasciarsi travolgere dall’arte del maestro, standosene tranquillamente seduti sul divano. Adesso infatti su Netflix è disponibile uno dei suoi film più belli, Qui rido io, con protagonista il suo caro amico Toni Servillo. 

Si tratta di un film che unisce il fatto storico all’ intensità emotiva passando da un’interpretazione altissima da parte di Servillo, nei panni del celebre commediografo Eduardo Scarpetta. Questo titolo, uno dei gioielli del cinema italiano degli ultimi anni, sarà disponibile su Netflix solo fino al 31 maggio. Un motivo in più per non perdere tempo e lasciarsi coinvolgere da una narrazione che fonde teatro, famiglia e scontro generazionale in modo potente e raffinato.

Presentato in concorso alla 78ª Mostra del Cinema di Venezia, il film è molto più di un semplice biopic. È una riflessione sull’arte, sull’identità e sul prezzo del successo, ambientata nella Napoli della Belle Époque, dove Scarpetta era una vera istituzione. Ma dietro il successo, come spesso accade, si celano ombre, contraddizioni e tensioni familiari che la pellicola indaga con profondità.

Il racconto prende il via nel 1910, quando Eduardo Scarpetta è al culmine della sua carriera teatrale. Creatore del celebre Felice Sciosciammocca — maschera comica che è stato in grado persino  di soppiantare Pulcinella nel cuore dei napoletani — Scarpetta si muove tra palcoscenico e una vita privata complessa, segnata da un intricato intreccio di legami affettivi, figli naturali e riconosciuti, e ambizioni familiari spesso conflittuali. Tra questi spiccano i giovani Eduardo, Titina e Peppino De Filippo, che cresceranno nell’ombra ingombrante di un padre che li sostiene ma non li riconosce.

Mario Martone dà vita al racconto lasciandosi trasportare dall’ ispirazione di un mondo passato, che riesce a presentare allo spettatore con  ambientazioni storiche curate e dialoghi curati nei minimi particolari. Toni Servillo ruba la scena:  il suo Scarpetta è carismatico, contraddittorio, capace di suscitare ammirazione e fastidio. Un uomo che ha fatto del teatro il proprio regno, pagando però un prezzo altissimo in termini di relazioni umane.