Il nuovo horror di Ridley Scott è il perfetto erede di Shining. Una perla da non perdere
Ridley Scott continua a esplorare territori lontani dalla fantascienza che lo ha reso celebre e questa volta punta dritto verso un horror psicologico che promette di lasciare il segno.Il regista e produttore britannico è infatti tra i nomi di punta dietro The Terror: Devil in Silver, nuova miniserie che sta attirando l’attenzione degli appassionati del
Ridley Scott continua a esplorare territori lontani dalla fantascienza che lo ha reso celebre e questa volta punta dritto verso un horror psicologico che promette di lasciare il segno.
Il regista e produttore britannico è infatti tra i nomi di punta dietro The Terror: Devil in Silver, nuova miniserie che sta attirando l’attenzione degli appassionati del genere per la sua atmosfera inquietante e per i richiami a due opere considerate autentici pilastri della cultura popolare: Shining e Qualcuno volò sul nido del cuculo.
La serie rappresenta il terzo capitolo dell’antologia horror The Terror ed è basata sull’omonimo romanzo dello scrittore Victor LaValle. A differenza delle stagioni precedenti, che raccontavano eventi storici contaminati dal soprannaturale, questa nuova storia si concentra su un ambiente molto più claustrofobico: un ospedale psichiatrico apparentemente dimenticato dal mondo.
Al centro della vicenda c’è Pepper, un uomo della classe operaia che, a causa di una serie di circostanze sfortunate, viene ricoverato contro la sua volontà nel New Hyde Psychiatric Hospital. Quella che inizialmente sembra una battaglia contro la burocrazia e le ingiustizie del sistema sanitario si trasforma rapidamente in qualcosa di molto più oscuro.
Tra pazienti dimenticati, medici dai comportamenti ambigui e presenze che sembrano nascondersi nei corridoi dell’istituto, Pepper scopre che dietro una misteriosa porta d’argento potrebbe celarsi una forza maligna capace di nutrirsi della sofferenza umana. Per trovare una via d’uscita dovrà affrontare non soltanto il terrore che lo circonda, ma anche i propri demoni interiori.
Perché ricorda Shining e Qualcuno volò sul nido del cuculo
La definizione che sta incuriosendo maggiormente il pubblico è proprio quella che paragona la serie a un incontro tra Shining e Qualcuno volò sul nido del cuculo. Il richiamo al capolavoro di Stanley Kubrick emerge dall’atmosfera opprimente e dalla progressiva perdita di punti di riferimento da parte del protagonista. Quello al film con Jack Nicholson, invece, arriva dal contesto manicomiale e dalla critica ai meccanismi di potere che governano le istituzioni destinate a curare le persone più fragili.
Non si tratta però di una semplice imitazione. Gli autori hanno spiegato che l’obiettivo è raccontare una storia che mescola horror soprannaturale, denuncia sociale e riflessione sulla salute mentale, mantenendo sempre al centro il percorso umano del protagonista.

A interpretare Pepper è Dan Stevens, attore conosciuto per produzioni come Downton Abbey e per diversi ruoli nel cinema horror degli ultimi anni. Attorno a lui ruota un cast composto da nomi di grande esperienza come Judith Light, CCH Pounder, Stephen Root e Aasif Mandvi.
Dietro la macchina produttiva troviamo invece Scott Free Productions, la società fondata da Ridley Scott, insieme agli showrunner Chris Cantwell e Victor LaValle. La regia dei primi episodi è stata affidata a Karyn Kusama, autrice apprezzata per lavori come Jennifer’s Body e per il suo contributo alla serie Yellowjackets.
Un horror diverso dal solito
Negli ultimi anni il pubblico ha dimostrato di apprezzare sempre più gli horror che utilizzano il soprannaturale per parlare di temi reali. The Terror: Devil in Silver sembra inserirsi perfettamente in questa tendenza, scegliendo di raccontare l’emarginazione, la solitudine e il fallimento di certi sistemi sociali attraverso una storia di paura e tensione psicologica.
Per Ridley Scott si tratta dell’ennesima incursione in un genere che continua a regalargli soddisfazioni. E se le promesse verranno mantenute, questa miniserie potrebbe diventare uno dei titoli horror più discussi dell’anno tra gli appassionati di racconti cupi, inquietanti e ricchi di significati nascosti.