Il potere del cane: Sam Elliott demolisce il cowboy di Benedict Cumberbatch

L’attore Sam Elliott demolisce senza pietà il cowboy ritratto da Benedict Cumberbatch nell’acclamato “Il potere del cane” di Jane Campion.

Benedict Cumberbatch e il suo tormentato cowboy dell’acclamato Il potere del cane di Jane Campion è l’unico che potrebbe contrastare lo strafavorito Will Smith nella categoria Migliore attore protagonista ai prossimi Oscar 2022, con Smith che si è già aggiudicato un paio di premi che consolidano il suo status di favorito per la prestigiosa statuetta: un Golden Globe e un Screen Actors Guild Award.

Nel dramma western prodotto da Netflix, Cumberbatch è un carismatico allevatore che ispira paura e timore reverenziale in coloro che lo circondano. Ad un certo punto il suo mite e remissivo fratello (Jesse Plemons) porta a casa una nuova moglie (Kirsten Dust) con suo figlio (Kodi Smit-McPhee) e in Phil si scatena una crudeltà latente che lo spinge a tormentarli.

In un’intervista con il podcast “WTF” di Marc Maron (via Insider), l’attore veterano Sam Elliott candidato all’Oscar al miglior attore non protagonista per il film A Star Is Born e recente protagonista di 1883, prequel della popolare serie tv Yellowstone,  ha avuto un moto di intolleranza verso il personaggio di Cumberbatch in “Il potere del cane”, definendo una “schifezza” il Phil Burbank di Cumberbatch e paragonando i cowboy del film agli spogliarellisti Chippendales che “indossano papillon e non molto altro”.

Ecco com’erano tutti questi fottuti cowboy in quel film. Vanno in giro in gambali e senza magliette. Ci sono tutte queste allusioni all’omosessualità in tutto il film.

Quando a Elliott viene spiegato che che il personaggio di Cumberbatch è un gay che non accetta la sua sessualità e che l’intero film viene costruito intorno a questo tormento interiore, ma Elliott non accetta che il film venga definito un western.

Dov’è il western in questo western? Voglio dire, Cumberbatch non è mai uscito dai suoi fottuti gambali. Aveva due paia di gambali: un paio di lana e un paio di pelle. E ogni ca**o di volta che entrava da qualche parte – non era mai stato a cavallo, forse una volta – che entrava in quella casa del ca**o, saliva le scale del ca**o, si sdraiava a letto con i suoi gambali e suonava il suo banjo. È io tipo, ma che ca**o?”

Elliott non ha risparmiato critiche neanche alla regista Jane Campion e non va per il sottile:

Che ca**o ne sa questa donna di laggiù del West americano? Perché ca**o ha girato questo film in Nuova Zelanda e lo ha chiamato Montana? E dici che era così? Mi ha fatto davvero inca**are questo modo di fare le cose…Sono appena tornato dal Texas, dove uscivo con le famiglie, non con gli uomini, ma con le famiglie. Famiglie grandi, lunghe, estese e di più generazioni che si guadagnavano da vivere e le loro vite erano tutte incentrate sull’essere cowboy. E ragazzo, quando ho visto quel [film], ho pensato: “Ma che ca**o? Dove sta andando a finire il mondo di oggi?”.

E’ chiaro che Elliott inquadra il cowboy come una figura iconica e cinematograficamente ben delineata, per capire meglio la sua idea di cowboy basta guardare la sitcom The Ranch dove Elliott interpreta un burbero allevatore, separato e padre di due figli (Danny Masterson e Ashton Kutcher), con cui l’uomo interagisce su due piani diversi ma egualmente conflittuali. Elliott non ha digerito la prospettiva in cui si è raccontato il tormento e la frustrazione di un uomo gay nel 1925 in un ambiente come quello degli allevatori, ma nonostante la demolizione sistematica del film da parte di Elliott, “Il potere del cane” si presenterà agli Oscar 2022 con ben 12 nomination all’attivo tra cui miglior film, regia e attore protagonista per Benedict Cumberbatch.