Jeremy Renner ad Alice nella Città: dal trauma alla rinascita attraverso il cinema
Jeremy Renner presenta My Next Breath ad Alice nella Città, raccontando la rinascita dopo l’incidente e il suo percorso nel Marvel Cinematic Universe.
Jeremy Renner è arrivato ad Alice nella Città, la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata alle nuove generazioni, portando con sé qualcosa di più personale di qualsiasi personaggio Marvel: il racconto diretto della propria sopravvivenza. L’attore americano, noto al grande pubblico come Clint Barton / Hawkeye nell’universo cinematografico Marvel, ha scelto il festival romano come palcoscenico per presentare My Next Breath, la sua memoir sulla rinascita dopo un incidente grave che ha segnato la sua vita in modo radicale.
Jeremy Renner ad Alice nella Città: la memoir e la masterclass
La partecipazione di Jeremy Renner ad Alice nella Città ha avuto una struttura precisa e densa. L’attore ha tenuto una masterclass rivolta principalmente al pubblico giovane del festival, confrontandosi con una platea che conosce il suo lavoro soprattutto attraverso i film Marvel. Ma il cuore dell’incontro non era il cinema d’azione: era My Next Breath, il libro in cui Renner racconta il percorso di recupero seguito all’incidente, un testo che non si limita alla cronaca dell’evento fisico ma esplora il significato più profondo di quella esperienza.
La scelta di presentare questo progetto editoriale in un festival dedicato ai giovani non è casuale. Alice nella Città ha da sempre una vocazione educativa e formativa, e la storia di Renner — un uomo che ha dovuto reimparare a muoversi, a lavorare, a stare nel mondo — si presta naturalmente a un dialogo con chi sta ancora costruendo la propria identità. La memoir diventa così uno strumento narrativo doppio: racconto personale e, implicitamente, riflessione su cosa significhi resistere.
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Hawkeye e quindici anni con gli stessi colleghi
Accanto alla presentazione del libro, Renner ha portato al festival due episodi della serie Hawkeye, la produzione Disney+ che lo ha visto nei panni dell’arciere sordo Clint Barton. La scelta di includere Hawkeye nel programma di Alice nella Città è coerente con il target del festival: la serie, uscita nel 2021, ha costruito un pubblico giovane e affezionato, e la presenza fisica di Renner trasforma la visione in un evento.
Durante la masterclass, l’attore ha parlato del lavoro su Hawkeye con una prospettiva che va oltre la singola produzione. Renner ha lavorato con gli stessi colleghi per quindici anni all’interno del Marvel Cinematic Universe, un dato che racconta molto sulla continuità e sulla fedeltà professionale che caratterizza il franchise. Quindici anni sullo stesso set, con le stesse persone, costruendo un personaggio che nel corso del tempo è cambiato insieme all’attore che lo interpreta. È un tipo di esperienza che nel cinema contemporaneo, frammentato e veloce, è sempre più rara.
Il lavoro con i bambini attraverso la fondazione
Un elemento che emerge con forza dal profilo pubblico di Renner in questo periodo è il suo impegno con i bambini attraverso la sua fondazione. Non si tratta di un dettaglio marginale: è parte integrante del modo in cui l’attore ha ridefinito le proprie priorità dopo l’incidente. Presentarsi ad Alice nella Città — un festival che per definizione mette i ragazzi al centro — con una memoir e una masterclass è coerente con questa traiettoria.
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Il lavoro con le nuove generazioni, mediato dalla fondazione, rappresenta per Renner un prolungamento naturale del messaggio contenuto in My Next Breath: l’idea che le esperienze più difficili possano diventare risorse, che il recupero non sia solo fisico ma anche relazionale e sociale. Portare questo messaggio davanti a un pubblico giovane, in un contesto festivaliero che premia la qualità e la profondità, è una scelta editoriale e umana precisa.
Cosa significa portare una memoir al festival
La presenza di Jeremy Renner al festival romano solleva una questione più ampia sul rapporto tra attori e narrazione autobiografica. Negli ultimi anni, diversi protagonisti del cinema di genere hanno scelto la scrittura come strumento per recuperare il controllo sulla propria immagine pubblica, spesso dopo eventi traumatici o controversi. My Next Breath si inserisce in questa tendenza, ma con una specificità: Renner non sta gestendo una crisi reputazionale, sta raccontando una rinascita.
La distinzione è importante. Il libro non è una risposta difensiva al mondo esterno ma un tentativo di dare forma narrativa a qualcosa di profondamente personale. Presentarlo ad Alice nella Città, davanti a un pubblico che non cerca il gossip ma il cinema come linguaggio, è una scelta che dice molto sull’intenzione dell’autore. E la masterclass — strumento tipicamente riservato ai grandi autori, ai registi con una filmografia consolidata — restituisce a Renner una dimensione professionale che va oltre il personaggio in costume.
Quello che Alice nella Città ha ospitato in questo ottobre 2026 non è semplicemente la visita di un attore famoso: è l’incontro tra un uomo che ha attraversato qualcosa di estremo e un festival che crede nel potere formativo del cinema. My Next Breath è il punto di contatto tra le due cose, e la risposta del pubblico romano dirà molto su quanto quella storia risuoni al di là dei confini della cultura pop americana da cui proviene.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.