La ballata dei gusci infranti: trailer e tutte le anticipazioni sul film di Federica Biondi con Lina Sastri

Tutto quello che c’è da sapere su “La ballata dei gusci infranti”, il film sul sisma del 2016 con Lina Sastri e Giorgio Colangeli al cinema dal 31 marzo.

Il 31 agosto debutta nei cinema d’Italia La ballata dei gusci infranti di Federica Biondi, un film sul sisma del 2016 nelle Marche interpretato da Lina Sastri, Simone Riccioni, Caterina Shulha e Giorgio Colangeli. La trama è composta da quattro storie ambientate ai piedi dei Monti Sibillini, nel cuore dell’Italia, nei momenti precedenti il sisma che sconvolgerà le vite dei protagonisti e non solo.

Trama e cast

 

La trama ufficiale: “La Ballata dei Gusci Infranti” è un film che racconta quattro storie ambientate ai piedi dei Sibillini, nel cuore dell’Italia. Il filo che rilega le storie come in un’antologia è il matto del villaggio, Jacopo, che vive in mezzo alla natura e la attraversa sempre a piedi, cita Dante e conosce tutti, pur restando ai margini. Si fa amico un giovane parroco africano appena arrivato a gestire una piccola parrocchia. Fra emarginati ci si intende e ognuno a modo suo sa accogliere le stranezze dell’altro. Jacopo è il figlio di Alba e Dante, attrice lei e drammaturgo lui. Ritiratisi in una casa isolata sull’Appennino marchigiano, i due artisti dedicheranno alla comunità che li ha accolti ormai da anni il loro ultimo spettacolo, una rielaborazione del Paradiso di Dante Alighieri. A pochi chilometri di distanza, proprio a ridosso dei Sibillini, c’è la fattoria di Lucia che si ritrova all’improvviso a condurre l’azienda da sola, abbandonata dal marito, attratto da una vita più facile. Tenterà di aiutarla Jacopo, con cui Lucia baratta spesso del formaggio per un pugno di noci, e insieme, un po’ a casaccio, sapranno riorganizzare la fattoria. In un borgo vicino, abitano David ed Elisabetta che vivono l’attesa del primogenito tra la paura del futuro e le prima sinistre scosse di terremoto. Nella tensione molteplice del momento, i ragazzi vedono infrangersi la superficie liscia dell’amore, tremano le fondamenta e franano le certezze, ma una mattina sarà così davvero per tutti: un terremoto farà perdere a tutti qualcosa, spezzando la quotidianità e l’equilibrio. Dalle macerie e tra chi è rimasto si farà forza la capacità di andare avanti, di sopravvivere e ricominciare, che spingerà ancora di più l’uno accanto all’altro.

Il cast de “La ballata dei gusci infranti” include Lina Sastri, Simone Riccioni, Barbara Enrichi, Caterina Shulha, Giorgio Colangeli, Miloud Mourad Benamara e Samuele Sbrighi.

La ballata dei gusci infranti – trailer e video

Primo Teaser ufficiale pubblicato il 22 febbraio 2022

Nuovo trailer ufficiale pubblicato il 7 marzo 2022

Curiosità

 

  • La regista Federica Biondi dirige “La ballata dei gusci infranti” da una sua sceneggiatura scritta con David Miliozzi e Jonathan Arpetti.
  • Il team che ha supportato la regista Federica Biondi dietro le quinte ha incluso il montatore Jack Lucas Laugeni, il costumista Simone Oliveri (E fu Sera e fu Mattina), la scenografa Giorgia Stella e il direttore della fotografia Jamie Robert Othieno. Con le musiche originali di Zenith.
  • Vista di recente nella serie tv Tutta Colpa di Freud, i crediti cinematografici dell’attrice e modella bielorussa Caterina Shulha includono ruoli in Smetto Quando Voglio di Sidney Sibilia, La Vita Possibile di Ivano De Matteo, “Hotel Gagarin” di Simone Spada, “Non Sono Un Assassino” di Andrea Zaccariello, L’uomo del Labirinto di Donato Carrisi dove veste i panni di un transessuale, ma anche in Cetto C’è – Senza dubbiamente, una commedia di grandissimo successo a fianco ad Antonio Albanese. Shulha ha appena terminato le riprese del thriller The boat diretta da Alessio Liguori e le riprese di Ipersonnia dove e co-protagonista insieme a Stefano Accorsi.
  • I crediti cinematografici di Simone Riccioni includono ruoli in E fu sera e fu mattina (2014), Universitari – Molto più che amici (2013), Come saltano i pesci (2016) e Tiro Libero (2017) di cui è produttore, co-sceneggiatore e protagonista, Voice of the Wolf – La Voce del Lupo (2017) come co-protagonista al fianco di Christopher Lambert e Maria Grazia Cucinotta, La Mia Seconda Volta (2019). Nel 2020 apre una scuola/palestra per attori a Macerata con il nome “Cinema che passione”.
  • Sul grande schermo la cantante e attrice Paola Lavini è stata diretta da Alice Rohrwacher (‘Corpo celeste’), Marco Pontecorvo (‘Tempo instabile con probabili schiarite’ con Turturro), Marco Tullio Giordana (‘Sanguepazzo’), Pupi Avati , Marco Bellocchio , Michael Radford (regista de “Il postino”) e Giorgio Diritti in Volevo nascondermi film plurimpremiato sulla storia del pittore emiliano, Antonio Ligabue, con cui si aggiudica la nomination al globo d’oro nel 2020. Tra il 2020 ed il 2021 ha girato Anima bella di Dario Albertini , Gli anni Belli di Lorenzo D’Amico de Carvalho, Brado di Kim Rossi Stuart , ‘Io e mio fratello’ di Luca Lucini. ‘School of mafia’ di Pondi, ‘California’ di Cinzia Bomoll. Vince vari premi con il film Terra bruciata di Luca Gianfrancesco ed in particolare come migliore interprete del 2018 al Ferrara Film Festival.

Note di regia

“La Ballata dei gusci infranti” narra la fragilità della vita e la forza del senso di appartenenza. Ogni identità nel film sembra racchiusa in un guscio di lumaca, ognuno ha la propria vita fatta di scelte che riguardano luoghi in cui vivere e persone da tenersi accanto, in un’idea di completezza. L’insieme dà l’illusione della certezza e della protezione ma la vita è anche imprevisto e, sotto il passo devastante di un gigante, il guscio talvolta può infrangersi. Il film è un’antologia di storie di un territorio, avvolte da una copertina che ritrae il volto distruttivo di un terremoto che ha spezzato equilibri e legami per crearne di nuovi. L’impatto con la fine del proprio mondo fa emergere uno spirito di sopravvivenza altrettanto naturale e imponderabile. Perdere la famiglia o la casa è qualcosa che ha a che fare con la nostra identità, è un evento che ci cambia più di ogni altra cosa, anche se il legame con la famiglia e con la casa è in realtà indissolubile, impossibile da sciogliere: se un giorno dovessimo perderci, l’unica cosa da fare sarebbe prendere la strada di casa. Recuperando il cibo, i luoghi, i profumi, i ricordi con cui siamo cresciuti torneremo a noi stessi. Le quattro storie sono componimenti poetici ispirati dal concetto della “casa” che molti confondiamo con l’identità stessa, un luogo che parla di noi, in cui ci sentiamo più coerenti con la nostra anima. Ogni personaggio ha il proprio dolore e i propri misteri che emergono come polvere dalle macerie, gli schemi saltano, gli assetti cambiano ma nella nuova dimensione in cui verranno tutti catapultati sapranno trovare un motivo per guardare avanti. Ho scelto di dare alla macchina da presa un continuo movimento per sentire di più la presenza dei passi, della terra, di una superficie solida che durante il terremoto si cerca come acqua nel deserto. Spesso la camera fa movimenti circolari, girando intorno agli attori perché, delle personalità descritte, le spalle rivelano molto: sia il peso che hanno saputo portare che i pensieri che tengono racchiusi e, nel movimento, sono andata a cercare poi i volti che, finché rimaniamo alle spalle, abbiamo il tempo di immaginare, così fortemente espressivi di tutti gli interpreti; oltre ad essere, quello alle spalle, un punto di vista descrittivo di ciò che stanno guardando e vivendo. Il paesaggio gioca un ruolo importante nel film, è l’involucro fragile a cui i protagonisti sono sentimentalmente legati e da cui, come negli amori più dolenti, vengono traditi. Amo i piani sequenza e ne ho adottati diversi per poter stare dentro alle storie con una volontà documentaristica pur trattandosi di fiction, e per poter lasciare che, nel tempo naturale della vita di una scena, il tutto potesse trasmettere la verità a cui ci si ispira e ogni dettaglio potesse essere guardato. [Federica Biondi]

Chi è Federica Biondi?

 

Federica Biondi nasce a Jesi (An) nel 1978, subito dopo la laurea in Scienze della Comunicazione (Ind. Comunicazione di Massa), inizia a scrivere sceneggiature, frequentare i set di cinema indipendente e approcciarsi al montaggio. Nel 2009 insieme a dei collaboratori fonda ad Ancona la Guasco, una produzione cinematografica con cui entra sui set di cinema delle grandi produzioni, si occupa di service nelle Marche, scrive sceneggiature e cura produzioni proprie. Come filmmaker indipendente realizza vari fashion movie, spot e documentari su figure di artisti (Carlo Cecchi, Wolfango, Susi Kramer, Laurel Holloman, Antonella Cinelli, ecc.) e alcuni videoclip, uno dei quali selezionato al Festival Cortinametraggio 2017. Dirige inoltre Fabrizio Ferracane, con cui collabora più volte, Barbara Ronchi e Fabrizia Sacchi in “Vicini” (2018), un cortometraggio distribuito da Zen Movie e diffuso sulle piattaforme Rai e Amazon Prime. Con il corto “Alla fine della nuvola” (2019) prodotto dal Centro Studi Piero Calamandrei vince il premio come miglior regista donna al festival Mirabilia di Torino 2020 e partecipa a vari altri festival. La sua produzione è piuttosto eterogenea e il cortometraggio “Rustico” (2019) che scrive e dirige per Simone Subissati Architects viene proiettato alla Biennale d’architettura di Venezia 2021. Con il documentario “Gli anni folli della velocità” (2020), montato con immagini d’archivio degli anni ’50 partecipa a numerosi festival internazionali e vince alcuni premi e menzioni speciali. Per Piceni Art For Job dirige “La Cortese” un cortometraggio prodotto da YukFilm! e scritto da Leonardo Accattoli, in uscita nel 2022.

Foto e poster

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