Las Leonas: trailer e anticipazioni del docufilm prodotto da Nanni Moretti al cinema del 15 settembre

Tutto quello che c’è da sapere su “Las Leonas”, il docu-film su immigrazione e calcio femminile prodotto da Nanni Moretti al cinema dal 15 settembre.

Dopo la presentazione a Venezia 79, rassegna “Giornate degli Autori”, il 15 settembre arriva nei cinema Las Leonas, il docufilm di Chiara Bondì e Isabel Achával che racconta la storia di un gruppo di donne immigrate a Roma, legate dalla passione per il calcio. Seguendole durante le partite del Trofeo Las Leonas si osserva anche la loro vita privata, il loro lavoro, il loro sguardo, tra speranze, aspettative e giornate molto impegnative. Produce (e partecipa amichevolmente) Nanni Moretti.

Trama e cast

La trama ufficiale: Sul campo di calcio Vis Aurelia, in un quartiere lontano dal centro di Roma, si svolge il campionato di calcio a 8 femminile internazionale: trofeo Las Leonas. A partecipare sono sei squadre; ne fanno parte soprattutto calciatrici latinoamericane, ma anche marocchine, moldave, capoverdiane, cinesi, italiane…Il film racconta le storie di vita, i sogni, le difficoltà di Vania, Melisa, Joan, Bea, Siham, Ana, Elvira; ognuna con il proprio percorso di emigrazione, con la propria storia familiare ma tutte accomunate dalla stessa passione per il calcio. Leonesse nella vita e sul campo di calcio, le protagoniste, quasi tutte badanti, domestiche o tate, vengono riprese nelle case dove lavorano, nella vita familiare e durante il campionato di calcio, quando il campo diventa luogo di aggregazione, momento di libertà, di divertimento e di riscatto sociale.

Un film con Bea (Peruviana, 36 anni), Elvira (Ecuadoriana, 48 anni), Ana (Moldava, 40 anni), Melisa (Peruviana, 38 anni), Joan (Peruviana, 34 anni), Vania (Capoverdiana, 37 anni), Siham (Marocchina, 44 anni) e con Nanni Moretti.

Las Leonas – trailer e video

Curiosità

  • “Las Leonas” è stato presentato a Venezia 79, “Giornate degli Autori” nella sezione “Notti veneziane” in accordo con Isola di Edipo.
  • Le registe Isabel Achával e Chiara Bondì nel 2013 hanno firmato insieme la regia del cortometraggio Nel mare dove sono nata io, prodotto dalla Locomotion Films e Fondazione Chiara Idea. Fa parte della selezione “Cortometraggi che passione!”, i migliori corti italiani selezionati dalla FICE (Federazione Italia Cinema d’essai).
  • Il team che ha supportato le registe Isabel Achával e Chiara Bondì dietro le quinte ha incluso la direttrice della fotografia Sabrina Varani e la montatrice Desideria Rayner. Loredana Conte è l’aiuto regista con Giulia Bella che ha curato il suono in presa diretta. Le musiche originali sono del compositore Mario Tronco.

Note di regia

Abbiamo voluto raccontare le storie di alcune donne straniere accomunate dalla passione per il calcio. La prima volta che le abbiamo viste giocare ci è sembrato che sul campo di calcio accadesse qualcosa di speciale. Era come se stessero volando dietro la palla. Il campo di calcio si era trasformato in un momento di riscatto sociale e rappresentava il raggiungimento di un desiderio difficile da trovare nella vita reale. Volevamo raccontare la sensazione di libertà e di gioia che ci trasmettevano. Bea, Siham, Melisa, Vania, Elvira, Joan e Ana, le protagoniste del nostro film, ci sono sembrate da subito delle grandi lottatrici. Fiere e forti come delle leonesse, vanno avanti nella vita con ottimismo e coraggio, malgrado le difficoltà delle loro storie personali. Come dice Ana, una ragazza moldava protagonista del film, parlando delle sue compagne di calcio: “Sono loro che mi hanno insegnato ad accettare la vita, ad affrontarla così com’è, a non piangersi mai addosso”. Molte di loro sognavano di diventare delle giocatrici professioniste, altre non avevano mai giocato in vita loro, ma per tutte correre dietro una palla significa poter sognare e dimenticare la fatica di ogni giorno. Il contrasto tra la fatica del lavoro, la solitudine di vivere in un Paese straniero lontano dai propri familiari e l’adrenalina, la forza che emerge giocando a calcio, ci è sembrato da subito molto forte. Questo è stato il punto di partenza del nostro film. Ci interessava proprio valorizzare la forza che ognuna di queste donne tira fuori nella propria vita come accade anche, in un certo senso, correndo dietro la palla. Ecco che il campo di calcio si trasforma in una metafora delle loro esistenze. [Isabel Achával e Chiara Bondì]

Isabel Achaval & Chiara Bianchi – note biografiche

Laureata in regia cinematografica presso l’Universidad del Cine di Buenos Aires, dopo aver recitato in numerosi film e nel primo format francese lanciato sul mercato argentino, Fort Boyard, Isabel Achaval inizia a lavorare per la televisione e il cinema. Nel 2004 segue la formazione professionale «Realizzare un documentario» presso l’Istituto Nazionale dell’Audiovisivo (INA) di Parigi. Partecipa al Berlinale Talent Campus dove ottiene il ruolo da protagonista nel cortometraggio: The Taming of the night con la regia di Beatrice Kobow. Storie di pioggia è il suo primo film documentario come autrice e regista, coprodotto dalla televisione pubblica belga. Distribuito in Italia dalla Blue Film. Nel 2010 ha collaborato con Rai Tre firmando la regia di un cortometraggio dal titolo Nati separati. Ha anche recitato nei cortometraggi dei registi belgi: Nicole Palo (Anna ne sait pas) e Romain Graf (Week end). Nel 2016 si trasferisce a New York dove comincia la collaborazione con l’artista Marina Sagona. Insieme partecipano al progetto Trame d’autore ideato da Simona Marchini – con l’obiettivo di fare dialogare artisti, registi e scrittori. Nel 2017 firma la regia del cortometraggio 47 anni, 1 mese e 3 giorni, ispirato al racconto della scrittrice Jhumpa Lahiri e alle opere d’arte di Marina Sagona. Il progetto è presentato alla Festa del Cinema di Roma dello stesso anno. Sempre a New York, durante la pandemia, realizza anche il documentario Central Park attualmente in fase di post produzione. Oggi vive a Bruxelles insieme alla sua famiglia.

Laureata in filosofia presso l’Università la Sapienza di Roma, dopo aver concluso un dottorato sulla video-arte, frequenta vari corsi di scrittura creativa tra cui quelli della Rai “Script” e della Scuola Nazionale di Cinema (2001-02). Ha scritto e realizzato, insieme a Cecilia Comani, il cortometraggio Rosa rosae, prodotto dalla Farout Films e vincitore del Concorso Corto Lazio 2000. Ha scritto e realizzato il documentario Io madre prodotto dalla Blue Film e vincitore al Parma Video Film Festival 2006. Negli ultimi anni, contemporaneamente alla scrittura, si è dedicata alla produzione seguendo la realizzazione di documentari come Pietro Germi: il bravo, il bello, il cattivo selezionato al Festival di Cannes 2009 e coprodotto con la7, Ascent Film e Blue Film. Nel 2010 ha seguito la produzione del documentario su Ugo Tognazzi Ritratto di mio padre, regia di Maria Sole Tognazzi, e la produzione del documentario La balena di Rossellini, di Claudio Bondì. Nel 2017 partecipa al progetto Trame d’autore ideato da Simona Marchini. Firma come regista il cortometraggio Monte Soratte, è sera, ispirato al testo poetico di Claudio Damiani e alle opere d’arte di Jannis Kounellis, presentato come evento speciale alla Festa del Cinema di Roma 2017.

Foto e poster

Ultime notizie su Film Italiani

Tutto su Film Italiani →