L’ultima notte d’amore: trailer e anticipazioni del film con Pierfrancesco Favino al cinema dal 9 marzo

Tutto quello che c’è da sapere su “L’ultima notte di Amore”, il film di Andrea Di Stefano con Pierfrancesco Favino che farà tappa al Festival di Berlino 2023 per poi uscire nei cinema il 9 marzo.

Dopo la presentazione al 73º Festival Internazionale del Cinema di Berlino nella sezione Berlinale Special Gala, dal 9 marzo arriva nei cinema d’Italia con Vision Distribution L’ultima notte d’amore, terza regia dell’attore Andrea Di Stefano (Escobar) con protagonista Pierfrancesco Favino nei panni di un onesto poliziotto in procinto di andare in  pensione che affronterà un’ultima notte di servizio che metterà a rischio la sua vita e la sua carriera.

L’ultima notte d’amore – Trama e cast

La trama ufficiale: Di Franco Amore (Pierfrancesco Favino), si dice che è Amore di nome e di fatto. Di se stesso lui racconta che per tutta la vita ha sempre cercato di essere una persona onesta, un poliziotto che in 35 anni di onorata carriera non ha mai sparato a un uomo. Queste sono infatti le parole che Franco ha scritto nel discorso che terrà all’indomani della sua ultima di notte in servizio. Ma quella notte sarà più lunga e difficile di quanto lui avrebbe mai potuto immaginare. E metterà in pericolo tutto ciò che conta per lui: il lavoro da servitore dello Stato, il grande amore per la moglie Viviana, l’amicizia con il collega Dino, la sua stessa vita. In quella notte, tutto si annoda freneticamente fra le strade di una Milano in cui sembra non arrivare mai la luce.

Il cast del film include anche Linda Caridi, Antonio Gerardi, Francesco Di Leva, Camilla Semino Favro, Martin Francisco Montero Baez, Mauro Milone, Carlo Gallo, Mauro Negri, Fabrizio Rocchi, Katia Mironova, Chandra Perkins

L’ultima notte d’amore – trailer e video

Curiosità sul film

P. Favino, foto di Loris T. Zambelli

 

  • Andrea Di Stefano è alla sua terza regia dopo Escobar (Escobar: Paradise Lost) del 2014 e The Informer – Tre secondi per sopravvivere del 2019.
  • Il team che ha supportato il regista Andrea Di Stefano dietro le quinte ha incluso il direttore della fotografia Guido Michelotti (L’immortale), il montatore Giogiò Franchini (Padrenostro), lo scenografo Carmine Guarino (È stata la mano di Dio) e la costumista Olivia Bellini (La paranza dei bambini).
  • Le musiche originali del film sono del compositore Santi Pulvirenti (La mafia uccide solo d’estate, Orecchie, Tutti a bordo, E noi come stronzi rimanemmo a guardare, Un paese quasi perfetto).
  • “L’ultima notte di Amore” eè prodotto da Indiana Production, Memo Films, Adler Entertainment e Vision Distribution, in collaborazione con Sky.

Andrea Di Stefano – Note biografiche

Andrea Di Stefano è nato a Roma nel 1972. E’ cresciuto guardando le commedie italiane e il cinema di genere popolare. Da timido adolescente qual era trovò rifugio nel teatro. “Ho iniziato a teatro,” racconta. “Questa cosa mi ha aiutato. Salivo sul palco, recitavo, ma quando scendevo la mia timidezza aveva di nuovo il sopravvento.” A 20 anni parte alla volta di New York dove frequenta la scuola di recitazione. Nel 1997, Marco Bellocchio gli offre il suo primo ruolo in Il principe di Homburg. Dodici mesi dopo, Dario Argento gli affida un ruolo in Il fantasma dell’opera. Una volta tornato negli Stati Uniti, Julian Schnabel lo sceglie al fianco di Javier Bardem e Johnny Depp in Prima che sia notte. Nel 2007, sotto la regia di Marina De Van, ha recitato assieme a Sophie Marceau e Monica Bellucci in Non ti voltare, che è stato proiettato a Cannes. In seguito ha recitato in Nine uscito nel 2009; nel film, Rob Marshall gli ha affidato un ruolo secondario, ma ad Andrea Di Stefano non importava: stava già pensando alla storia di Paradise Lost. Come racconta lui stesso: “Ho fatto dei buoni film e ho recitato in alcuni buoni ruoli, ma alla fine ho capito che volevo qualcos’altro”. Ho sempre amato raccontare storie. Ce l’ho dentro. Mentre non posso dire lo stesso della regia. Non avevo mai pensato di fare un film. Avevo solo una storia da offrire. Riesco a trascrivere solo quello che vedo nella mia testa. Dal mio punto di vista il regista riproduce una sorta di mondo dei sogni di sua creazione. Vedo le inquadrature più belle e i migliori allestimenti scenici nei miei sogni. Cerco di cucire assieme le immagini, le scene e le emozioni e di metterle al servizio della storia, usando le mie esperienze come attore e i miei gusti cinematografici. Ho sempre amato il cinema; Sono un fan di Aurora di Murnau, di di Fellini, e di tutta l’opera di Kurosawa. E’ senza dubbio la mia unica passione sin dall’infanzia. Le riprese non sono state facili, ma ciascuno ha dato il meglio di sé. La mia ossessione era riuscire a trovare il giusto equilibrio tra le emozioni e quello che accadeva davanti alla macchina da presa, in modo che gli spettatori potessero percepire onestà nella scena, così come viene trasmessa dagli attori.

Pierfrancesco Favino – Note biografiche

Pierfrancesco Favino nasce a Roma il 24 agosto 1969. Tra i film che lo hanno messo subito in evidenza meritano una menzione speciale “L’ultimo bacio” di Gabriele Muccino, “El Alamein” di Enzo Monteleone, “Le chiavi di casa” di Gianni Amelio. Il suo percorso cinematografico prosegue con pellicole molto amate dal pubblico italiano come “Romanzo Criminale” di Michele Placido, “La Sconosciuta” di Giuseppe Tornatore, “Saturno Contro” di Ferzan Ozpetek e “Cosa voglio di più” di Silvio Soldini. Opere che gli valgono i primi importanti premi della critica. Nel corso della sua carriera ha condiviso il set con i più importanti registi italiani, ne sono esempio “L’industriale” di Giuliano Montaldo, “A.C.A.B.” e “Suburra” di Stefano Sollima, “Romanzo di una strage” di Marco Tullio Giordana, “Le Confessioni” di Roberto Andò, “Baciami Ancora”, “A Casa tutti bene”, “Gli Anni più belli” di Gabriele Muccino. Con il suo ultimo film, “Il Traditore” di Marco Bellocchio, presentato in concorso alla 72esima edizione del Festival di Cannes, ottiene un consenso internazionale unanime grazie all’interpretazione del pentito di mafia Masino Buscetta, aggiudicandosi un Nastro D’Argento, il terzo della sua carriera, e un David di Donatello come Migliore Attore Protagonista. Il film ha rappresentato l’Italia nella corsa agli Oscar 2020. Durante lo stesso anno ha interpretato, con grande successo di pubblico, Bettino Craxi nel film “Hammamet” di Gianni Amelio per il quale ricevuto un Nastro d’Argento e un Globo d’Oro come Migliore Attore Protagonista. Tra le partecipazioni a produzioni estere occorre citare: “Le Cronache di Narnia: il principe Caspian” di Andrew Adamson, “Miracolo a Sant’Anna” di Spike Lee, “Angeli e Demoni” e “Rush” di Ron Howard, “World War Z” di Marc Forster, “Marco Polo 1° e 2° stagione” (Netflix), “Une Mère” di Christine Carrière, “My Cousin Rachel” di Roger Michell e “The Catcher Was A Spy” di Ben Lewin. Tra le produzioni televisive italiane più popolari ed apprezzate dal grande pubblico, i biopic di Rai Uno: “Gino Bartali l’Intramontabile”, “Pane e libertà” e “Qualunque cosa succeda” di Alberto Negrin; “Il generale Della Rovere” di Carlo Carlei. A teatro in questi ultimi anni ha scritto, diretto e recitato gli spettacoli “Servo per Due” e “La Controra”. Nel corso dell’ultimo biennio è andato in scena con l’atto unico “La Notte poco prima delle foreste”. Spettacoli premiati dalla critica teatrale con due Maschere d’Oro, il massimo riconoscimento italiano del settore. Dirige la scuola di perfezionamento del mestiere dell’attore L’Oltrarno di Firenze.

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