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È morta Lina Wertmüller, regista di Pasqualino Settebellezze e Travolti da un insolito destino…

Blogo ricorda Lina Wertmüller, regista di cult come “Pasqualino Settebellezze” e “Travolti da un insolito destino…” scomparsa a 93 anni.

E’ scomparsa all’eta di 93 anni Lina Wertmüller, regista e sceneggiatrice di spicco del cinema italiano e autrice di commedie di culto come Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972), Film d’amore e d’anarchia (1973) e Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974), pellicole che lanciarono la coppia Giancarlo Giannini e Mariangela Melato.

I crediti come sceneggiatrice di Lina Wertmüller l’hanno vista esordire come autrice del poliziottesco Città violenta (1970) con Charles Bronson e Telly Savalas, delle commedie “preistoriche” di Pasquale Festa Campanile, Quando le donne avevano la coda (1970) e Quando le donne persero la coda (1972) e il film Fratello sole, sorella luna di Franco Zeffirelli (1972)

Wertmüller è stata la prima donna nella storia ad essere candidata all’Oscar come migliore regista nel 1977 per il film Pasqualino Settebellezze, sesta collaborazione con Giancarlo Giannini dopo averlo diretto esordiente per la prima volta nei musicarelli degli anni sessanta con Rita Pavone: Rita la zanzara (1966) e Non stuzzicate al zanzara (1967). A ottobre 2019 le è stata assegnata una stella sulla Hollywood Walk of Fame e nel 2020 l’Academy le ha insignito il Premio Oscar alla carriera.

La triste notizia della scomparsa della regista è stata data da un amico di famiglia attraverso i social: “E’ mancata serenamente a casa, vicino alla figlia e ai suoi cari”.

“Con Lina Wertmüller se ne va una leggenda del cinema italiano, una grande regista che ha realizzato film densi di ironia e intelligenza, la prima donna candidata all’Oscar per la miglior regia. Roma le darà l’ultimo saluto allestendo la camera ardente in Campidoglio”. ha annunciato in un tweet il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich meglio nota come Lina Wertmüller nasce a Roma il 14 luglio 1928 da padre pugliese e madre romana. A diciassette anni si iscrive all’Accademia Teatrale diretta da Pietro Scharoff. In seguito, per alcuni anni, è animatrice e regista degli spettacoli dei burattini di Maria Signorelli. Successivamente, collabora con i registi teatrali: Guido Salvini, Giorgio De Lullo e Garinei e Giovannini.

Lavora sia per la radio che per la televisione, in veste di autrice e regista della prima edizione della celebre trasmissione Canzonissima e del Giornalino di Gianburrasca, primo musical-comedy televisivo chiamando, per la prima volta in televisione, grandi attori di teatro come Tofano, Valeri, Garrani, Valori e collaboratori di grande qualità come Piero Tosi per scene e costumi e Nino Rota per le musiche orchestrate da Bacalov, vincitore di 3 premi Oscar.

Il debutto nel cinema arriva prima come segretaria di edizione in …e Napoli canta! di Armando Grottini (1953) e successivamente come aiuto regista di Fellini sui set de La dolce vita (1960) e (1963). Il suo esordio come regista avviene nel 1963 con I basilischi, film che nasce da una sua idea e che Wertmüller sceneggia, dirige e doppia prestando la voce a ben otto personaggi secondari. “I Basilischi” è descritto come “una delicata analisi dei giovani della provincia del meridione italiano, affrontata con toni ironici e grotteschi”. Il film viene apprezzato subito all’estero e premiato con la “Vela d’Argento” e il “Fipresci” ex-aequo al Festival di Locarno 1963 e riceve molti altri premi in diversi festival europei tra cui Vienna, Londra e Taormina.

Nel 1965 dirige Nino Manfredi in Questa volta parliamo di uomini, pellicola seguita da due musicarelli girati colo lo pseudonimo di George H.Brown: Rita la zanzara e Non stuzzicate la zanzara con Rita Pavone e Giancarlo Giannini (esordiente) riunendo, anche in questa occasione, nomi prestigiosi come Gilulietta Masina, Turi Ferro, Paolo Panelli e Bice Valori. Prima di imboccare la via della commedia di culto, nel 1968 dirige con Piero Cristofani il western Il mio corpo per un poker (The Belle Starr Story) accreditati con gli pseudonimi di Nathan Wich e George Brown. Il film vede protagonisti Elsa Martinelli, Robert Woods e George Eastman.

Dopo un periodo di collaborazione come sceneggiatrice con Cayatte (Katmandu), Sollima (Città violenta), Festa Campanile (Quando le donne avevano la coda, Quando le donne persero la coda) e Zeffirelli (Fratello sole, sorella luna), Lina Wertmüller torna dietro la macchina da presa per Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972), magistrale affresco del sud italiano e dei suoi miti attraverso la storia di un giovane siciliano immigrato a Torino interpretato da un irresistibile Giancarlo Giannini affiancato da Mariangela Melato, Agostina Belli e Turi Ferro. Il film imposterà una serie di commedie che segneranno un vero e proprio stile Wertmüller e che si contraddistingueranno non solo per i suggestivi titoli chilometrici, ma anche per una satira grottesca e travolgente di borghesia e proletariato. Con “Mimì Metallurgico” prende il via una lunga e prolifica collaborazione tra Giannini e Wertmüller, ma s’impone all’attenzione del pubblico anche una nuova coppia: Giancarlo Giannini-Mariangela Melato che Wertmüller dirigerà anche in Film d’amore e d’anarchia, ovvero: stamattina in Via dei Fiori nella nota casa di tolleranza…(1972) e l’acclamato Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974).

La collaborazione di Giannini e Wertmüller proseguirà con Pasqualino Settebellezze (1975) che raggiunge il successo internazionale e conquista il mercato americano, rendendo Wertmüller la prima donna nella storia ad essere candidata all’Oscar come migliore regista, al film si aggiungono altre tre candidature: Miglior film in lingua straniera, miglior attore protagonista a Giancarlo Giannini e migliore sceneggiatura originale a Lina Wertmüller. Giannini apparirà in altri due film della regista: La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia (1978) in cui sarà affiancato da Candice Bergen e Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici (1978) con Giannini che recita con un’altra popolare coppia del cinema italiano, Sophia Loren-Marcello Mastroianni. Il film uscirà nei cinema americani con il titolo Revenge, ma in realtà una versione più lunga del titolo originale (Un fatto di sangue nel comune di Siculiana fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici. Amore-Morte-Shimmy. Lugano belle. Tarantelle. Tarallucci e vino) vanta il record nel Guinness dei primati come titolo più lungo di un film nella storia del cinema.

Oltre che dirigere il suo attore feticcio Giannini, negli anni ottanta Lina Wertmüller dirigerà anche Ugo Tognazzi in Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante di strada (1983), Enrico Montesano in Sotto.. sotto.. strapazzato da anomala passione (1984), Harvey Keitel in Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti (1985) e Michele Placido in Una notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e profumo di basilico (1986).

Nel 1989 Wertmüller dirige In una notte di chiaro di luna con Peter O’Toole e Faye Dunaway, pellicola che precorre i tempi e affronta il tema dell’AIDS; l’anno successivo porta in tv la commedia di Eduardo De Filippo Sabato, domenica e lunedì (1990) con Sophia Loren, Luca De Filippo, Luciano De Crescenzo e Pupella Maggio, film tv da cui verrà tratta anche una versione per le sale cinematografiche. Nel 1992 dirige Paolo Villaggio nell’adattamento del caso editoriale Io speriamo che me la cavo; nel 1996 porta sul grande schermo il romanzo Ninfa plebea di Domenico Rea vincitore del Premio Strega con un cast che include Stefania Sandrelli e Raoul Bova; lo stesso anno dirige Veronica Pivetti e Tullio Solenghi nella commedia Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica (1996), un lavoro in cui la regista sfodera il suo inconfondibile tono grottesco nell’affrontare il tema del conflitto di classe che, questa volta, oppone un operaio di rifondazione comunista in cassa integrazione ad una parrucchiera leghista. Fernando e Carolina del 1999 racconta gli anni adolescenziali del “re lazzarone” Ferdinando di Borbone, e il suo matrimonio con Carolina, la figlia di Maria Teresa d’Austria.

Per al tv Lina Wertmüller per la tv dirige vari documentari e diversi film tv come Il decimo clandestino, da un racconto di Guareschi, con Piera degli Esposti e Dominique Sandà, Francesca e Nunziata tratto dal romanzo di Maria Orsini Natale con Sophia Loren, Giancarlo Giannini, Raoul Bova, Claudia Gerini. Una saga familiare tra popolo e nobiltà di una donna impoverita che realizza la più grande fabbrica di pasta della Penisola Sorrentina. L’ultimo lavoro per il grande schermo della regista risale al 2004, si tratta della commedia Peperoni ripieni e pesci in faccia dove ritrova Sophia Loren affiancata da Carolina Rosi, Angela Pagano ed Elio Pandolfi. Lina Wertmüller concluderà la sua carriera con due film tv, la commedia romantica Mannaggia alla miseria! (2009) con Gabriella Pession e Sergio Assisi, un adattamento della Carmen (2010) per la tv e il corto documentario Roma, Napoli, Venezia… in un crescendo rossiniano del 2014.

Filmografia

I basilischi (1963)
Questa volta parliamo di uomini (1965)
Rita la zanzara (1966)
Non stuzzicate la zanzara (1967)
Il mio corpo per un poker, co-regia di Piero Cristofani (1968)
Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972)
Film d’amore e d’anarchia – Ovvero “Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza…” (1973)
Tutto a posto e niente in ordine (1974)
Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974)
Pasqualino Settebellezze (1975)
La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia (1978)
Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici (1978)
Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada (1983)
Sotto.. sotto.. strapazzato da anomala passione (1984)
Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti (1985)
Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico (1986)
In una notte di chiaro di luna (1989)
Sabato, domenica e lunedì (1990)
Io speriamo che me la cavo (1992)
Ninfa plebea (1996)
Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica (1996)
Ferdinando e Carolina (1999)
Peperoni ripieni e pesci in faccia (2004)

Fonte: Corriere della Sera