Mufasa, il capolavoro di animazione disponibile su Disney+: fate felici i vostri bimbi
Un racconto intenso che riprende la magia epica della Savana del Re Leone, partendo dalle origini e toccando argomenti di amore, competizione e fratellanza
Dal 26 marzo 2025 la magia della savana è tornata su Disney + con Mufasa-Il re Leone diretto da Barry Jenkins e sta incantando i bambini (di tutte le età, soprattutto coloro che sono cresciuti affascinati dalla storia di Simba). Si tratta di immersione pura nelle emozioni, in stile epico e meravigliosamente bello da vedere. Questa nuova produzione della Disney riaccende il mito del Re Leone andando a scavare nelle origini della storia di uno dei personaggi più amati del mondo dell’animazione.
Senza rivelare troppo, perché vogliamo lasciare a chi non l’ha ancora visto il piacere di lasciarsi travolgere dalla trama, si può dire che il film riesce perfettamente nell’impresa di essere allo stesso tempo un prequel e un sequel.
Lo scopo è accompagnare lo spettatore nel passato per scoprire le radici di Mufasa, il padre di Simba, per poi farlo ritornare al presente per accompagnare Kiara, figlia di Simba, in un momento particolare della sua crescita. Con una narrazione coinvolgente il film abbraccia tre generazioni e invita a riflettere sul coraggio, sull’identità e sulle scelte che ci rendono ciò che siamo.
Azione e introspezione
Il ricordo nella storia di Mufasa ha un ruolo importante perché attraverso di esso si aprono porte, si comprendono significati: il tutto condito con nuove composizioni musicali che richiamano il filone che già tutti conosciamo e che accompagnano lo spettatore in un racconto che unisce l’epica africana al dramma shakespeariano, con quella fluidità che solo l’animazione di ultima generazione può regalare.

Ma cosa racconta la storia? Senza spoilerare troppo possiamo dire che prende forma in un passato remoto in cui Mufasa è ancora un cucciolo e dopo essere scampato ad una piena finisce nelle mani (o meglio, nelle zampe) di una nuova famiglia di leoni guidata dal fiero Obasi e dalla saggia Eshe. È qui che conosce Taka, il futuro Scar, e nasce un legame fraterno che sarà destinato a trasformarsi in rivalità. Tra prove di forza, avventure, inseguimenti e legami sentimentali, il giovane Mufasa costruisce la sua identità, affronta le proprie paure – in particolare quella dell’acqua – e conquista il suo posto nel cerchio della vita.
E’ un film che cattura, anche per la capacità di equilibrio perfetto tra azione e introspezione, come per esempio la battaglia con gli Emarginati o la fuga mozzafiato attraverso il canyon: scene che convivono con momenti più intime e simboliche, dando vita ad un ritmo che non annoia per niente. Toccante anche il ritrovamento finale della madre, a suggellare un arco narrativo coerente e profondo.
Mufasa-Il re Leone non si limita a raccontare come il cucciolo sia diventato re, ma mostra anche l’origine della caduta di Scar. Taka è un personaggio stratificato, fragile, diviso tra l’amore fraterno e la gelosia. Il suo percorso verso l’oscurità è trattato con delicatezza, senza mai dimenticare la tragica umanità (o meglio, “leoninità”) che lo caratterizza. La scena in cui si ribattezza Scar, rinunciando al proprio nome dopo aver tradito Mufasa, è tra le più forti e simboliche dell’intera pellicola.
Completano il quadro una Sarabi giovane e coraggiosa, Zazu nei panni di fedele sentinella, e Rafiki, che con la sua saggezza guida il cammino spirituale dei protagonisti. Il film inoltre è dedicato alla memoria di James Earl Jones, la voce storica di Mufasa, scomparso nel 2024. Un omaggio discreto che impreziosisce ulteriormente un’opera che merita di essere vista con tutta la famiglia.