Home Notizie Mur, dove vedere il documentario di Kasia Smutniak. Di cosa parla, la trama

Mur, dove vedere il documentario di Kasia Smutniak. Di cosa parla, la trama

La popolare attrice Kasia Smutniak fa il suo esordio alla regia con un documentario intenso e drammatico. Disponibile gratis.

25 Agosto 2025 13:00

Nel marzo del 2022, pochi giorni dopo l’invasione russa dell’Ucraina, l’Europa ha mostrato una straordinaria solidarietà nell’accogliere i rifugiati, con la Polonia in prima linea. Tuttavia, proprio il Paese che ha aperto le sue porte ai fuggiaschi dalla guerra, sta ora costruendo il muro più costoso d’Europa lungo il confine bielorusso, con l’intento di impedire l’ingresso di altri migranti.

Questo paradosso diventa il cuore pulsante di Mur, il film d’esordio alla regia di Kasia Smutniak, che, insieme alla co-sceneggiatrice Marella Bombini, porta sullo schermo una riflessione cruda e intima sul tema delle migrazioni, dei muri e delle contraddizioni politiche.

Mur, di Kasia Smutniak

Il film si sviluppa come un viaggio nella cosiddetta “zona rossa”, un’area del confine polacco dove l’accesso è vietato e dove il governo polacco cerca di nascondere la costruzione del muro che divide l’Europa e la sua umanità. Smutniak, armata di una videocamera leggera e dell’aiuto di attivisti locali, intraprende un percorso rischioso, documentando ciò che molti preferirebbero non vedere e che i media sono stati esclusi dal raccontare.

Documentario Kasia Smutniak
Il documentario di Kasia Smutniak, Mur foto: la7.it – (cineblog.it)

Il Mur che appare nel film è duplice: il primo è quello che respinge chi fugge da terre devastate dalla guerra, che attraversano il Puszcza Białowieża, la più antica foresta d’Europa, un intricato labirinto di alberi secolari che diventano la barriera naturale a una speranza di salvezza. Il secondo è il muro della memoria, quello che Smutniak ha conosciuto da bambina, quello del cimitero ebraico nel ghetto di Litzmannstadt a Łódź, città che conserva le cicatrici della Seconda Guerra Mondiale. È qui che la regista si confronta con il proprio passato, scoprendo un legame profondo tra i muri fisici che separano i popoli e quelli simbolici che dividono le memorie storiche.

Il muro, protagonista del film, è non solo una barriera fisica ma anche un simbolo delle divisioni che l’Europa sta vivendo. Mur si propone come un diario intimo della regista, che torna nel suo paese d’origine, la Polonia, per confrontarsi con il proprio passato e con la drammatica realtà dei migranti che tentano di attraversare il Puszcza Białowieża, la più antica foresta d’Europa, alla ricerca di salvezza.

Mur è un racconto che intreccia la storia personale della regista con la grande narrazione storica, facendo emergere una riflessione universale: l’accoglienza non deve fare distinzioni. Chiunque sia in pericolo, chiunque fugga dalla guerra e dalla persecuzione, merita di essere soccorso senza barriere, senza l’alibi di differenze politiche, culturali o sociali. La regista, attraverso il suo film, sottolinea che un continente che si definisce democratico non può innalzare muri per separare le persone, soprattutto in tempi di crisi.

Parliamo di un prodotto di qualità, molto intenso, che potete visionare (e ne vale davvero la pena!) in streaming sul sito di La7. Gratuitamente.