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Stasera in tv: “Occhiali Neri” di Dario Argento su Rai 4

Rai 4 stasera propone “Occhiali Neri”, thriller del 2022 diretto da Dario Argento e interpretato da Ilenia Pastorelli, Asia Argento, Xinyu Zhang, Andrea Gherpelli, Mario Pirrello, Maria Rosaria Russo, Gennaro Iaccarino.

25 Ottobre 2023 11:59

Occhiali Neri, su Rai 4 il ritorno al thriller del maestro Dario Argento, a dieci anni dal suo “Dracula 3D”, con un cast che include la figlia Asia Argento e l’attrice Ilenia Pastorelli lanciata dal film “Lo chiamavano Jeeg Robot”.

Occhiali Neri – Cast e personaggi

Ilenia Pastorelli: Diana
Asia Argento: Rita
Andrea Gherpelli: Matteo
Mario Pirrello: ispettore capo Aleardi
Maria Rosaria Russo: ispettrice Bejani
Gennaro Iaccarino: ispettore Baldacci
Xinyu Zhang: Chin
Paola Sambo: suora dell’istituto
Ivan Alovisio: medico oftalmico
Giusuppe Cometa: bambino dell’istituto
Gianluca Giugliarelli: Pardi
Guglielmo Favilla: Jerry
Viktorie Ignoto: escort
Gladys Robles: Marisol
Mario Scerbo: facchino dell’albergo
Maurizio Jiritano: cliente escort
Cristiano Simone Iannone: padre eclissi
Fabrizio Eleuteri: killer
Tiffany Zhou: Feng

Occhiali Neri – Trama e trailer

Roma. L’eclissi oscura il Sole in una torrida giornata d’estate. È il presagio del buio che avvolge Diana quando un serial killer la sceglie come preda. La giovane escort, per sfuggire al suo aggressore, va a schiantarsi contro una macchina, perdendo la vista. Dallo choc Diana riemerge decisa a combattere per la sua sopravvivenza, ma non è più sola. A difenderla e a vedere per lei adesso ci sono Nerea, il suo cane lupo tedesco e il piccolo Chin, sopravvissuto all’incidente. Il bambino cinese con i suoi grandi occhi, la voce dolce dall’accento straniero, il carattere di un ometto indipendente e indifeso allo stesso tempo, la accompagnerà nella fuga. Ossessionati dal sangue che li circonda, saranno uniti dalla paura e dalla disperata ricerca di una via di scampo, perché l’assassino non vuole rinunciare alle sue prede. Chi si salverà?

Curiosità sul film

  • “Occhiali Neri” segna la sesta volta che Argento dirige la figlia Asia dopo Trauma, La sindrome di Stendhal, Il fantasma dell’Opera, La terza madre e Dracula 3D del 2012 che è stato l’ultimo film di Argento, che nel frattempo ha diretto tre opere a teatro (Macbeth, Lucia di Lammermoor, Salomè) e si è anche cimentato come scrittore pubblicando l’autobiografia “Paura”, l’antologia “Horror. Storie di sangue, spiriti e segreti” e collaborando al numero 383 di Dylan Dog “Profondo nero”.
  • La sceneggiatura di “Occhiali Neri” scritta da Dario Argento con Franco Ferrini (C’era una volta in America) risale al 2002, all’epoca venne accantonata a seguito del fallimento della società di produzione di Cecchi Gori. Ferrini e Argento hanno scritto insieme anche Il cartaio, Non ho sonno, Due Occhi diabolici, Phenomena, Trauma, Opera e La sindrome di Stendhal.
  • Il team che ha supportato Dario Argento dietro le quinte ha incluso il direttore della fotografia Matteo Cocco (Sulla mia pelle), la montatrice Flora Volpelière (I miserabili) e lo scenografo Marcello Di Carlo (La mafia uccide solo d’estate).
  • Il film, una coproduzione Italia Francia, è prodotto da Getaway Films e da Conchita Airoldi e Laurentina Guidotti per Urania Pictures, in collaborazione con Rai Cinema, CINE + e il contributo del Ministero della Cultura.

Note di regia

“Occhiali Neri” è un film che ho immaginato alcuni anni fa senza poterlo realizzare, ma a cui non ho mai smesso di pensare. La difficoltà era legata al mercato che ricercava storie violente e senza senso, mentre io vivevo finalmente una fase di riconciliazione con i miei incubi e avevo deciso di spalancare la porta del terrore e oltrepassarla. Infatti “Occhiali Neri” rappresenta per me il punto di arrivo di un percorso inciso nel mio destino di autore suggestionato fin da bambino dai racconti di Edgar Allan Poe. Adesso che i tempi sono cambiati non voglio tradire l’essenza della storia così come lo stile che la deve interpretare. Il fulcro di tutto è l’eclissi solare che apre il film sovrapponendo la luce accecante del giorno alle ombre create per terra dalla gente che guarda. Le ombre poi, si trasformano a poco a poco quando il sole viene oscurato e dal colore giallo si passa al blu notte. È un presagio che anticipa la cecità che investirà Diana la protagonista. La cecità è un tema che ho già visitato, mi affascina l’idea (quando giro) di comunicare quella sensazione di fragilità e panico che domina il cuore pulsante del personaggio. Sono stato conquistato dalla bellezza di Ilenia Pastorelli, ma anche dalla fragilità del suo aspetto che esiste in netto contrasto con la potenza del suo sguardo – uno sguardo che cambierà quando dovrà indossare gli occhiali neri del film. Ho raccontato, alternando primi piani a intensi campi lunghi, la sequenza di omicidi che senza pietà, come un elemento necessario, conducono alla catarsi finale. Ho riproposto un’accurata attenzione ai dettagli, strumento utile per restituire una visione “altra” della realtà osservata e per andare sempre oltre la superficie delle cose. E con l’utilizzo della soggettiva, ho amplificato l’angoscia dei personaggi per rendere la paura palpabile. Ci sono pochi dialoghi, ma sostenuti da una potente colonna sonora creata da Arnaud Rebotini per sottolineare l’inquietante atmosfera che lascia aleggiare la minaccia di un killer ridotto ad una forma indefinita e fantasmagorica. Vedo la musica protagonista al pari della performance degli attori, un’istanza narrativa che rende la storia di questa fuga più tangibile. Per quanto riguarda la fotografia: dall’esterno all’interno, dalla luce al buio ho sottolineato la claustrofobia che percepisce Diana in tutti i modi nonostante gli spazi aperti e isolati. Ho mostrato la campagna, il bosco, il fiume e la notte non meno ostili del mostro che la perseguita. Voglio far sentire allo spettatore il vento, e così tutti i rumori e i suoni amplificati e riverberati. Parlando dei personaggi principali mi pongo, come sempre in ogni mio film, la domanda: “Chi sono e come si muovono”? In questo caso sono due persone speciali. Lei adulta e cieca, lui bambino troppo giovane per cavarsela da solo. Inoltre due diverse culture: lei italiana, il bambino cinese. Questo binomio è il motore di “Occhiali Neri”, l’asse su cui ruota la vicenda principale. Nel film ho raccontato la vita notturna attraverso il contrasto di colori accesi come il rosso e il giallo e freddi come l’azzurro e il grigio. Il ritmo e il tono del film vanno di pari passo con la tensione e la suspense. “Occhiali Neri” è quello che deve essere e cioè un giallo all’italiana molto intenso, dove però è presente un elemento nuovo rispetto ai miei film precedenti, e cioè il sentimento e la tenerezza. [Dario Argento]

Occhiali Neri – La colonna sonora

  • Le musiche originali del film sono di Arnaud Rebotini (Curiosa, 120 battiti al minuto, Blair Witch, Eastern Boys).
  • Nel 2020 Argento ha dichiarato che avrebbe lavorato con i Daft Punk per la colonna sonora del film, tuttavia i produttori del film hanno smentito la notizia affermando che si trattava di un desiderio di Argento a cui non erano tuttavia seguiti accordi reali.

1. Occhiali Neri 5:58
2. L’Ospedale 2:55
3. Occhiali Neri Variazione I 5:06
4. Inseguimento Notturno 6:08
5. L’Orfanotrofio 3:16
6. La Morte Di Rita 0:57
7. Il Corpo di Rita 2:40
8. Matteo Ridipinge Il Furgone 0:22
9. La Confessione 1:35
10. Serpenti e Cacciatori 5:39
11. Il Canile 2:04
12. La Scomparsa 0:28
13. Un’Eclissi Su Roma 2:45
14. Diana Da Sola Nel Bosco 3:35
15. La Solitudine di Daina 5:31
16. Il Cane e Il Poliziotto 0:48
17. Una Serata Buia 4:55
18. Occhiali Neri Variazione II 0:26

La colonna sonora di “Occhiali Neri” è disponibile su Amazon.

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