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Ozzy Osbourne, la rockstar prestata al cinema tra parodie, cameo e citazioni

Con la scomparsa di Ozzy Osbourne ricordiamo i suoi indimenticabili momenti cinematografici: cameo memorabili, parodie esilaranti e citazioni divenute leggendarie.

23 Luglio 2025 07:00

Ozzy Osbourne, scomparso ieri a 76 anni, non è stato solo una leggenda della musica rock ma anche un’icona pop che ha lasciato segni indelebili nel mondo del cinema e della televisione.

Nonostante non abbia mai avuto ruoli da protagonista, Ozzy ha saputo costruire una presenza cinematografica unica, fatta di apparizioni brevi ma memorabili che ne hanno confermato la statura iconica ben oltre il palcoscenico musicale.

Ozzy Osbourne al cinema

L’esordio di Ozzy al cinema è nel 1986 in Morte a 33 giri, un film che aveva coinvolto molte stelle del rock di quel periodo tra le quali anche Gene Simmons dei Kiss. Ozzy, curiosamente, interpretava un prete, il reverendo Aaron Gilstrom.

Il cantante si divertì talmente tanto durante le riprese da chiedere al suo agente un maggiore coinvolgimento anche in altre pellicole. Non sempre parodie. Per esempio il cantante compare tra i testimoni principali del documentario Il declino della civilizzazione moderna insieme ad Alice Cooper, Dave Mustaine e ancora Gene Simmons, in un capitolo interamente dedicato al mondo del metal.

Little Nicky

Ma uno dei cameo più celebri di Ozzy Osbourne è stato sicuramente quello in “Little Nicky – Un diavolo a Manhattan” (2000), film con Adam Sandler nel quale Ozzy interpreta sé stesso in una scena epica nella quale morde la testa di un pipistrello, richiamando l’incidente realmente avvenuto durante un concerto nel 1982 che quasi gli costava la vita.

Questo cameo non è solo una parodia autoironica, ma una dimostrazione della capacità di Ozzy di giocare con la propria immagine pubblica. Il film, che annoverava tra i suoi cameo anche Henry Winkler (il Fonzie di Happy Days) ebbe un discreto successo.

Apparizioni bizzarre

Ozzy compare anche nel remake di Ghostbuster prodotto con scarso successo nel 2016, sempre nei panni di se stesso, e in Moulin Rouge dove lo si riconosce appena tra le fatine dell’assenzio, guidate da una splendida Kylie Minogue, in una scena fortemente lavorata con la tecnologia digitale.

Altra particina anche in Private Parts. Mentre una citazione molto amata dai fan è quella nel film culto con Mike Myers “Wayne’s World – Fusi di testa” (1992), in cui Ozzy viene citato da un roadie, che racconta di essere stato incaricato per una intera tournee di togliere da una coppa di brandy tutte le M&Ms marroni…. “Se no Ozzy non sale sul palco”.

Ozzy Osbourne
Ozzy Osbourne in una foto del 5 luglio scorso con Slash e AXL dei Guns and Roses – Credits Instagram @ozzyosbourne

Parodie e citazioni

Ozzy Osbourne è stato oggetto di numerose parodie cinematografiche e televisive, segno della sua riconoscibilità globale. Tra le più note c’è la sua versione caricaturale in “South Park”, dove la sua figura viene estremizzata in modo comico, riflettendo le sue famose stranezze comportamentali.

Anche la serie animata “I Simpson” ha reso omaggio a Ozzy in più occasioni, rappresentandolo sempre come una figura simpatica, stralunata e affettuosamente ironica.

In particolare, la sua apparizione nel 2003 nell’episodio “Today I Am a Clown” rimane una delle più memorabili, con il cantante che scherza sul proprio passato di eccessi e la propria fama di “principe delle tenebre”.

Il documentario e la tv: l’Ozzy Osbourne autentico

Sul fronte documentaristico, Ozzy Osbourne è stato protagonista di diversi documentari che hanno approfondito la sua vita personale e artistica, su tutti “God Bless Ozzy Osbourne” (2011). Diretto dal figlio Jack, il film è una testimonianza intima e cruda della complessità della rockstar, tra successi, cadute, rinascite e l’amore per la famiglia.

Un’eredità cinematografica immortale

La scomparsa di Ozzy Osbourne lascia un vuoto profondo nella musica, ma anche nel cinema, che ha saputo utilizzarlo come un’icona ironica e autoironica, sempre pronta a sfidare i cliché e a scherzare sulla propria leggenda. Sottolineando per altro che la musica di Ozzy e dei Black Sabbath ha spesso fatto irruzione in diversi film: perché il cantante era un grande appassionato di cinema e faceva di ogni citazione sul grande schermo della sua musica un motivo di vanto.

In particolare quando Jack Black gli chiese di usare Iron Man per School of Rock che l’attore suona con la Gibson Diavoletto, la stessa di Toni Iommi. Ozzy, che era amico di Jack Black gli rispose…. “a me va bene, ma chiedilo a Toni. Il riff è il suo”.

Stessa risposta anche per Jon Favreau, regista di Iron Man, che pretese la stessa canzone dei Black Sabbath nel punto culminante del film omonimo con Robert Downey jr.

Paranoid compare in Kong Skull Island, Time Machine ancora in Wayne’s World e Sweet Leaf nel bellissimo Almost Famous, altro film che parla di una band in tournée citando spesso Ozzy e i Sabbath