Piccola Piuma: morta l’attivista nativa americana che rifiutò l’Oscar di Marlon Brando

Piccola Piuma, l’attrice e attivista che aveva recentemente ricevuto le scuse dell’Academy per i fatti avvenuti agli Oscar 1973 è scomparsa a 75 anni.

Piccola Piuma, ex attrice e nota attivista per i diritti dei nativi americani, famosa per aver aver rifiutato nel 1973 per conto di Marlon Brando, l’Oscar assegnato all’attore come miglior attore per “Il Padrino”, è morta a 75 anni a seguito di una diagnosi di tumore al seno.

Sono giunte in grande ritardo, ma giusto in tempo le scuse ufficiali dell’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences per il trattamento a dir poco barbaro che “Piccola Piuma” subì durante la cerimonia degli Oscar, la sera in cui si presentò sul palco per rappresentare Marlon Brando. “Piccola Piuma” prima della sua scomparsa era riuscita a partecipare ad una lettura pubblica della lettera di scuse dell’Academy tenutasi presso l’Academy Museum lo scorso 17 settembre.

“Piccola Piuma” quella sera salì sul palco e come da programma rifiutò la statuetta, a quel punto ebbe solo 60 secondi per leggere la dichiarazione scritta da Brando sui diritti dei nativi americani, venne poi scortata fuori dal palco accompagnata dai fischi dei membri del pubblico.

[Brando] con grande rammarico non può accettare questo premio molto generoso. E le ragioni di questo sono il trattamento riservato agli indiani d’America oggi dall’industria cinematografica [il pubblico inizia a fischiare] – scusatemi – e in televisione nelle repliche, e anche con i recenti avvenimenti a Wounded Knee”. “Piccola Piuma” in questa ultima citazione fa riferimento ad una protesta organizzata dagli attivisti dell’American Indian Movement un mese prima della cerimonia, per protestare contro i continui maltrattamenti dei nativi americani, protesta posta sotto un oscuramento mediatico imposto dalle autorità.

Le reazioni alle dichiarazioni di “Piccola Piuma” alla cerimonia degli Oscar non si limitarono ai fischi dalla platea, ma la giovane nativa americana venne anche insultata con finti ululati, offese che andavano dal razzista al misogino/sessista, c’è chi la definì più una spogliarellista che un’attrice. “Piccola Piuma” venne anche minacciata di arresto e di aggressione fisica, pare che tra coloro che avrebbero voluto aggredire fisicamente la ragazza ci fosse anche l’attore John Wayne, trattenuto a stento dietro il palco. In seguito in puro stile dittatoriale. Raquel Welch, Clint Eastwood e uno dei presentatori della serata Michael Caine sono stati tra coloro che hanno aspramente criticato “Piccola Piuma” davanti alle telecamere per aver interrotto la cerimonia.

 

“Piccola Piuma”, nata Marie Louise Cruz a Salinas, in California, si interessò alle questioni dei nativi americani al college e partecipò all’occupazione dell’isola di Alcatraz nel 1970, adottando il suo nome in quel periodo. Dopo il college, è entrata a far parte della Screen Actors Guild (SAG) dove incontrò Brando, che si interessava alle questioni dei nativi americani, tramite Francis Ford Coppola che, come “Piccola Piuma”, viveva a San Francisco.

In una recente intervista, “Piccola Piuma” ha raccontato a Variety com’è stato partecipare agli Oscar per conto di Brando.

Era la mia prima volta agli Academy Awards. Ho superato il mio primo ostacolo, promettendo a Marlon Brando che non avrei toccato quell’Oscar. Ma, mentre uscivo da quel palco, l’ho fatto nei modi del coraggio, dell’onore, della grazia, della dignità e della sincerità. L’ho fatto nei modi dei miei antenati e nei modi delle donne indigene.

Dopo la cerimonia degli Oscar a “Piccola Piuma”, tranne qualche piccolo ruolo, non fu più permesso di lavorare come attrice poiché come ella stessa ha confermato era stata inserita nella lista nera di Hollywood. Così decise di tornare a San Francisco per continuare il suo attivismo e lavorare nel teatro e nell’assistenza sanitaria. La vita e la lotta attivista di “Piccola Piuma” sono state narrate nel documentario “Sacheen Breaking the Silence” uscito nel 2021.

Fonte: Deadline

 

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