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Piccolo Corpo – Small Body: trailer e tutte le anticipazioni sull’opera prima di Laura Samani

Tutto quello che c’è da sapere su “Piccolo Corpo”, l’opera prima di Laura Samani transitata a Cannes e Torino al cinema dal 10 febbraio 2022.

Dopo la presentazione alla 60a Semaine De Le Critique del Festival di Cannes 2021 e tappe al 39° Torino Film Festival e in moltissimi festival internazionali, dal 10 febbraio arriva nei cinema d’Italia Piccolo Corpo (Small Body) di Laura Samani. La trama segue una giovane donna che lascia il suo villaggio sul mare per cercare di liberare l’anima della sua bambina nata morta e si imbarca in un pericoloso viaggio verso un remoto santuario di montagna, dove si dice che avvengano miracoli.

Trama e cast

La trama ufficiale: In una piccola isola del nord est italiano, in un inverno agli inizi del ‘900, la giovane Agata (Celeste Cescutti) perde sua figlia alla nascita. La tradizione cattolica dice che, in assenza di respiro, la bambina non può essere battezzata. La sua anima è condannata al Limbo, senza nome e senza pace. Ma una voce arriva alle orecchie di Agata: sulle montagne del nord pare ci sia un luogo dove i bambini vengono riportati in vita il tempo di un respiro, quello necessario a battezzarli. Agata lascia segretamente l’isola e intraprende un viaggio pericoloso attaccata a questa speranza, con il piccolo corpo della figlia nascosto in una scatola, ma non conosce la strada e non ha mai visto la neve in vita sua. Incontra Lince (Ondina Quadri), un ragazzo selvatico e solitario, che conosce il territorio e le offre il suo aiuto in cambio del misterioso contenuto della scatola. Nonostante la diffidenza reciproca, inizia un’avventura in cui il coraggio e l’amicizia permetteranno a entrambi di avvicinarsi a un miracolo che sembra impossibile.

Il cast di “Piccolo Corpo” è completato da Marco Geromin, Giacomina Dereani, Anna Pia Bernardis,  Angelo Mattiussi, Luca Sera, Teresa Cappellari, Marzia Corinna Mainardis, Marisa Rupil, Ivo Ban, Denis Corbatto, Giovanna Cescutti, Cristina Chizzola, Claudia Lodolo, Lucia Castellano, Ilaria Emiliani, Alessandro Barbacetto, Nilla Patrizio, Emanuela Cicigoi, Matilda Peruch, Federica Muline, Lisetta Totis, Marco Nogarotto. La voce del barcaiolo Caronte è di Federico Soravito. La voce del padre di Lince è di Flavio De Antoni.

Piccolo Corpo – trailer e video

Clip ufficiale pubblicata il 17 luglio 2021

Trailer ufficiale pubblicato il 1° febbraio 2022

Curiosità

  • Laura Samani dirige “Piccolo Corpo” da una sceneggiatura di Marco Borromei, Elisa Dondi e Laura Samani, basata su un soggetto di Laura Samani.
  • Il team che ha supportato la regista Laura Samani dietro le quinte ha incluso il direttore della fotografia Mitja Licen (Sin), la montatrice Chiara Dainese (Il ragazzo più felice del mondo), la scenografa Rachele Meliadò (Cuori Puri) e la costumista Loredana Buscemi (Lazzaro Felice).
  • Le musiche originali del film sono della compositrice Fredrika Stahl che ha musicato anche il documentario Domani di Cyril Dion e Mélanie Laurent.
  • “Piccolo Corpo” è una co-produzione Italia-Francia-Slovenia prodotto da Nadia Trevisan e Alberto Fasulo per Nefertiti Film, Thomas Lambert per Tomsa Films e Danijel Hocevar per Vertigo in collaborazione con RAI Cinema.

Note di regia

Nel 2016 scoprivo che a Trava, nel mio Friuli Venezia‐Giulia, esiste un santuario dove, fino alla fine del 19° secolo, avvenivano miracoli particolari: si diceva che lì si potessero riportare in vita i bambini nati morti, per il tempo di un respiro. Il miracolo del ritorno alla vita era necessario per battezzare i bambini, altrimenti destinati ad essere seppelliti nelle zone incolte, come si fa con i gatti. Senza battesimo non avrebbero mai avuto un nome e un’identità, la loro anima avrebbe errato eternamente nel Limbo. I santuari di questo tipo portano il nome di à répit, del respiro o della tregua, erano presenti in tutto l’arco alpino – solo la Francia ne contava quasi duecento – ed è impressionante come questi fatti siano pressoché sconosciuti, nonostante la dimensione del fenomeno. La storia di questi miracoli si è impigliata in qualche anfratto dentro di me ed è rimasta lì a chiedere attenzione. Una cosa in particolare mi aveva colpito: erano principalmente gli uomini a viaggiare verso i santuari con i piccoli corpi degli infanti. Certo, le puerpere erano allettate, ma non mi rassegnavo all’attesa impotente a cui erano costrette. A Elisa Dondi e Marco Borromei, i coautori, che avevano deciso di proseguire con me il viaggio iniziato con La santa che dorme, la prima domanda che ho posto è stata: che ne è di questa donna nel letto? E se invece volesse andare lei stessa? Così abbiamo iniziato a scrivere, con due sole certezze: lei si chiama Agata e la pancia che indossa è una prima volta.  Ho ambientato il film nella mia terra – il radicamento nel territorio non significa che questa storia sia di quel luogo, le storie secondo me sono uguali dappertutto – girando in continuità cronologica e quindi compiendo lo stesso viaggio di Agata, dalla laguna di Caorle e Bibione alle montagne della Carnia e del Tarvisiano. Il film è cresciuto con noi e noi con lui. Mentre cercavo i luoghi, incontravo le persone che sarebbero diventati i personaggi del film, o forse viceversa, del resto non si può prescindere gli uni dalle altre. La quasi totalità del cast è composta da persone che non avevano mai recitato prima, in alcuni casi famiglie intere. Anche per questo motivo, non solo per restituire una verità linguistica del tempo, ho deciso di girare in dialetto veneto e friulano, ognuno nelle sue diverse variazioni, perché volevo il più possibile permettere alle persone di esprimersi nel modo a loro più naturale…Nel film Dio non è nel miracolo e nelle preghiere, né nel dogma che divide in paradiso/inferno/limbo. Dio esiste a un altro livello: in Lince che non crede a niente e così sfugge alle premesse iniziali del miracolo; in Agata che organizza la rabbia per ridisegnare i confini del possibile; nel rapporto di queste due solitudini che per un momento si fanno meno dolorose. C’è una linea sottile che divide vita da morte, realtà da magia, le possibilità in cui abbiamo sperato e il tempo che ci è rimasto. Spero che il film crei uno spazio di condivisione ulteriore, senza la presunzione di trovare risposte assolute, per abitare insieme il dubbio. [Laura Samani]

Note di produzione

Il viaggio di Piccolo Corpo comincia nel 2016, grazie all’incontro tra Nadia Trevisan produttrice di  Nefertiti Film e Laura Samani, giovane e brillante regista esordiente. Tutto è nato in Friuli Venezia Giulia: Piccolo Corpo è un film che nasce dal territorio, poiché storie come quella di Agata, la protagonista del film, popolano le memorie di molti paesi friulani. I produttori, che già con Menocchio di Alberto Fasulo (Concorso Internazionale Festival di Locarno 2018) avevano portato una “piccola” storia locale nei cinema europei, hanno scommesso nuovamente sul proprio territorio d’origine che, non a caso, è anche lo stesso di Laura Samani e di Nefertiti Film. Dato questo importante punto di partenza, la produzione ha costruito un progetto su misura per un’opera prima molto ambiziosa: un film in costume, girato per la maggioranza con non‐attori, quasi interamente in esterno, con distanze geografiche significative da un punto di vista organizzativo e logistico. Quello che ha permesso lo sviluppo di questo film è stato infatti il costante confronto tra la parte creativa e quella produttiva. Trattandosi di un’opera prima, infatti è stato fondamentale un dialogo aperto sia con gli interlocutori finanziari, costantemente aggiornati sui passi approntati, che con il team creativo. Ogni decisione è stata presa di concerto e questo ha generato un clima di fiducia reciproca che ha permesso alla struttura produttiva di diventare sempre più solida. Fondamentali sono stati anche i percorsi di alta formazione che hanno accompagnato il film in specifici momenti di sviluppo, produzione e post‐produzione. I training ai quali il progetto ha partecipato hanno arricchito il dialogo sul film che ha così acquisito un respiro internazionale. Questo atteggiamento aperto ha generato una serie di successi, sia in campo finanziario che di riconoscimento del progetto nelle platee produttive europee più rilevanti. Piccolo Corpo infatti cresceva di anno in anno, e man mano che la credibilità sul progetto si rafforzava, maggiori diventavano gli apporti artistici e produttivi dall’esterno. La produzione francese Tomsa Films di Thomas Lambert e la slovena Vertigo di Danijel Hočevar hanno fatto il loro ingresso nella struttura coproduttiva cooperando attivamente e apportando al progetto il loro peculiare punto di vista. La solidità della produzione ha permesso di affrontare situazioni difficili, come la sospensione dovuta alla pandemia. Le riprese infatti si sono divise in due sessioni principali nel 2020, una a febbraio ‐ marzo e una nell’autunno, generando uno sforzo significativo da un punto di vista logistico e produttivo. Le riprese si sono tenute quasi interamente in Friuli Venezia Giulia, con una partenza in Veneto e una chiusura a Roma; la troupe, internazionale, ha visto il susseguirsi di apporti italiani, francesi e sloveni sia in fase di shooting che di post‐produzione.

Chi è Laura Samani?

Laura Samani è nata nel 1989 a Trieste. Dopo la laurea in Filosofia e Letteratura presso l’Università degli Studi di Pisa, ha studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia (Roma), corso di regia. Il suo cortometraggio di diploma, La Santa che dorme, è stato presentato in anteprima a Cannes Cinéfondation nel 2016. Da allora, ha ottenuto consensi e premi in diversi festival internazionali. Nel 2018 ha lavorato per l’Associazione Maremetraggio, conducendo il videolaboratorio partecipativo Città Visibile, finanziato da Siae Bando Sillumina – Periferie Urbane di Valmaura, Trieste. È il primo laboratorio di questo tipo mai condotto a Trieste, ha coinvolto adolescenti che vivono nella marginalità sociale con l’obiettivo di realizzare un documentario auto-narrativo. Piccolo corpo, una favola cruda, è il suo primo lungometraggio girato in Friuli Venezia Giulia e Veneto.

Foto e poster