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Pretty Woman, dopo anni emerge un retroscena assurdo su Richard Gere e Julia Roberts

Pretty Woman, dopo anni emerge un retroscena assurdo su Richard Gere e Julia Roberts. La verità che nessuno conosceva.

4 Luglio 2025 13:30

Pretty Woman rimane uno dei capolavori più amati della commedia romantica, un film che ha consacrato Julia Roberts come icona mondiale e ha segnato indelebilmente la carriera di Richard Gere. Tuttavia, il percorso che ha portato alla realizzazione di questa pellicola da quasi mezzo miliardo di dollari di incasso non è stato affatto lineare.

Pretty Woman rimane dunque una pietra miliare del cinema romantico, una storia che ha saputo trasformare una trama inizialmente drammatica in un fenomeno culturale globale, grazie a un cast eccezionale, un regista visionario e una produzione capace di reinventarsi. Le curiosità e i retroscena svelano un film vivo, fatto di creatività, imprevisti e momenti magici che hanno conquistato il pubblico di ieri e di oggi.

Pretty Woman: il clamoroso retroscena

Il finale originale di Pretty Woman era decisamente più cupo e drammatico rispetto a quello noto. Nella prima stesura della sceneggiatura firmata da J.F. Lawton, la storia terminava con una nota amara: Vivian, amica di Kit, muore per overdose durante un viaggio a Disneyland, mentre Edward la lascia sola, gettandole i soldi dalla macchina e rifiutando qualsiasi legame sentimentale. Questo epilogo avrebbe spezzato il cuore degli spettatori e reso il film un dramma sociale anziché una commedia romantica.

Segreto Pretty Woman
Cosa non sappiamo di Pretty Woman foto: Facebook @In Giustizia – (cineblog.it)

Fu l’intervento della Disney, subentrata come produttrice, e l’arrivo del regista Garry Marshall a trasformare radicalmente il copione. Il film si convertì in una favola urbana moderna, con un lieto fine che ha fatto sognare milioni di spettatori in tutto il mondo. Julia Roberts ha raccontato come il cambiamento abbia permesso a lei e al suo personaggio di brillare, trasformando una trama dalle tinte scure in una storia di speranza e amore.

Il casting di Pretty Woman fu tutt’altro che semplice. Julia Roberts, all’epoca giovane attrice quasi sconosciuta, dovette sostenere ben due audizioni per ottenere il ruolo di Vivian, soprattutto dopo che i dirigenti Disney si mostrarono inizialmente scettici sulla sua partecipazione, preferendo attrici più affermate. Nel frattempo, il ruolo fu offerto ad altre interpreti come Meg Ryan, Jennifer Connelly e Winona Ryder, tutte rifiutando per vari motivi, tra cui il contenuto originariamente più duro della sceneggiatura.

Anche la scelta di Richard Gere per il ruolo di Edward fu difficile. L’attore rifiutò il ruolo più volte, finché non fu convinto personalmente da Julia Roberts, che si recò a New York per incontrarlo e mostrargli un biglietto con scritto “per favore, dì di sì”. La chimica tra i due protagonisti si rivelò infine perfetta, contribuendo al successo mondiale del film.

Sul set non mancarono momenti curiosi. Ad esempio, la celebre giacca rossa indossata da Vivian a Hollywood Boulevard fu acquistata per strada dai costumisti, dopo averla notata su una persona comune. Julia Roberts, che all’epoca non aveva ancora preso la patente, dovette guidare una Lotus Esprit per le strade di Los Angeles, e la sua genuina eccitazione nelle scene di guida fu così intensa che spesso la troupe faceva fatica a starle dietro.

Uno dei momenti più iconici, quando Edward chiude il portagioie in faccia a Vivian, fu del tutto improvvisato su suggerimento del regista Marshall, mentre la fragorosa risata di Vivian davanti alla televisione fu ottenuta grazie a una tattica insolita: il regista solleticò i piedi di Julia per farla ridere sul serio.

Nonostante il successo, il cast e la troupe avevano giurato di non realizzare mai un sequel senza la presenza dei protagonisti principali: Roberts, Gere e Marshall. Considerando la recente scomparsa del regista, un seguito appare improbabile, anche se il trio si è riunito per altre produzioni, come Runaway Bride nel 1999.