Prey: il regista Dan Trachtenberg parla di un potenziale Prey 2

Il regista Dan Trachtenberg intervistato parla di un potenziale Prey 2 e della scelta di un titolo senza un riferimento diretto a Predator.

Incassato l’entusiasmo di fan e critica per il prequel Prey, che vede Naru (Amber Midthunder) combattiva ragazza Comanche sfidare l’iconico alieno cacciatore di trofei 300 anni prima del film originale di Predator, il regista Dan Trachtenberg in una recente intervista con The Hollywood Reporter parla di un potenziale Prey 2 e della scelta di non includere “Predator” nel titolo del film.

I titoli di coda di “Prey” sono introdotti da una sequenza animata che ricrea le pitture dei nativi americani in cui si racconta l’impresa di Naru, ma sul finale di questa sequenza si vede Naru e l’intero villaggio che scrutano il cielo da dove sbucano, attraverso una minacciosa coltre di nubi, diverse astronavi Predator. Durante l’intervista a Trachtenberg, al regista viene chiesto di questa sequenza animata e in particolare del significato della parte finale.

Il nerd in me guardava così lontano, per quanto poteva guardare, prima che iniziassimo a scrivere questo film, ma l’adulto in me ha detto: “”Non vendere la pelle dell’orso e stai solo attento. Cerca di realizzare il miglior film possibile, adesso”. Sequenza dei titoli di coda a parte, c’è qualcosa di rinfrescante nel vedere un film che in realtà non è destinato ad essere solo la “parte uno” di qualcos’altro. C’è qualcosa di bello nel vedere un pensiero completo. D’altra parte, adoro il fatto che quella che sarebbe stata una scena dopo i titoli di coda in altri film, sia nel nostro film una sequenza animata dei titoli di coda. I nostri titoli di coda continuano a raccontare storie.

Trachtenberg nell’intervista ha raccontato anche come ha pensato di non inserire “Predator” nel titolo del film, anche se “Prey” che può essere tradotto sia in “preda” che “predatore”, diventando in realtà una sorta di “specchio” per il titolo del franchise.

(ride) È la cosa più pazza. [Prey] era nella mia presentazione iniziale per il film. Stavano girando il film di Shane Black [The Predator del 2018] che pensavo fosse destinato a essere un inizio di franchise, una trilogia forse, o quello che è. Quindi sapevo che l’unico modo in cui sarebbero stati d’accordo nel realizzare questo altro tipo di film su Predator era se lo avessi presentato come quello che Rogue One o Solo sono per il franchise di Star Wars. Quindi Prey sarebbe anche quest’altra cosa, e il titolo suggerisce davvero che è una specie di specchio per il franchise principale. Quindi era nel campo iniziale, e poi ho iniziato a lanciare altri titoli. Ma tutti si sono davvero innamorati di Prey, e penso che funzioni così bene perché ha esattamente lo stesso doppio significato di Predator. E c’è sicuramente un precedente. Altri film hanno utilizzato titoli diversi che sono ancora all’interno di un altro IP, e penso che questo dimostri che puoi ancora avere successo senza chiamare qualcosa Parte Due, Begins o qualsiasi altra cosa.

A Trachtenberg e alla produttrice Jhane Myers, nativa americana e membro della Nazione Comanche, è stato chiesto se il fiore curativo che si vede nel film, il totsiyaa arancione, abbia fondamento nella realtà o si è presa invece una licenza artistica sulla sua capacità di abbassare la temperatura corporea se ingerito e di rallentare le emorragie se trasformato in un balsamo e applicato sulle ferite.

Myers: I Comanche hanno capacità curative e usiamo fiori medicinali e altre cose che possiamo raccogliere. In questo caso abbiamo semplicemente migliorato alcune cose. Totsiyaa significa davvero fiore. (Ride)

Trachtenberg: L’interesse non era di voler fare di nuovo il fango [come Predator], ma di avere lo stesso risultato. È anche qualcosa che Naru ha rifiutato all’inizio del film. Le è stato instillato da sua madre, ma si è allontanata perché sente di volere qualcos’altro. Ma poi si rende conto alla fine del film: “Oh, quella cosa a cui stavo dicendo di no era in realtà la cosa che devo abbracciare”. E ancora una volta, abbraccia il dono Comanche di essere adattabile.

Il misterioso fiore arancione che Naru utilizza anche per curare il cacciatore francese, a cui il Predator ha amputato l’arto, condivide molte somiglianze con le piante realmente esistenti di Calendula officinalis, che sono anch’esse di colore arancione brillante. La Calendula è stata usata per secoli sia per scopi culinari che medicinali. Durante la Guerra Civile americana, il fiore veniva usato per rallentare le emorragie nelle ferite di battaglia, inoltre i fiori di Calendula sono anche noti per la loro capacità di abbassare la febbre e curare infezioni gravi. Naturalmente come ogni altro prodotto naturale similare, anche questa pianta non è priva di pericolosi effetti collaterali gravi, come reazioni allergiche e sonnolenza, e va quindi utilizzato solamente sotto controllo medico.