Home Notizie Intervista esclusiva – Salvatore Esposito, da Genny Savastano a Bud Spencer: “Sorpreso, e grato per la carriera che ho avuto”

Intervista esclusiva – Salvatore Esposito, da Genny Savastano a Bud Spencer: “Sorpreso, e grato per la carriera che ho avuto”

Il protagonista di Gomorra Salvatore Esposito racconta la sua nuova sfida interpretare Piedone, uno dei personaggi storici di Bud Spencer, senza rinunciare alle numerose sfaccettature di una carriera ricca di spunti e di iniziative

25 Ottobre 2025 10:00

Dalla periferia di Napoli al set internazionale. Salvatore Esposito, classe 1986, è uno degli attori italiani più riconosciuti nel mondo grazie al ruolo di Genny Savastano in Gomorra. Ma dietro la fama, resta la consapevolezza di un successo che gli piovuto addosso, certo non immotivato ma altrettanto certamente inatteso.

Salvatore Esposito, da Gomorra in poi

“È accaduto tutto molto velocemente, ho colto le occasioni che ho ricevuto in modo consapevole, ma mai avrei pensato di poter vivere quello che ho vissuto da Gomorra in poi. Eravamo sicuri che Gomorra sarebbe piaciuto ma un richiamo del genere, soprattutto all’estero, non ce lo saremmo aspettati. Mai avrei pensato di lavorare fuori dall’Italia soprattutto nei contesti che ho conosciuto. E soprattutto di ricevere così tanto affetto. Sono stati più di dieci anni pieni di sorprese. Ma a questo punto non vedo l’ora di scoprire cosa arriva dopo”.

La nuova sfida: diventare Bud Spencer

Il salto è enorme: dal criminale spietato di Gomorra al gigante buono amato da generazioni: “Bud Spencer è un’icona. Per noi napoletani poi è ancora più speciale. Quando mi hanno proposto il progetto, all’inizio ho avuto un bel dubbio… non puoi sbagliare con un personaggio così amato. Ma capendo la portata e il rispetto che c’è dietro questa produzione, ho accettato con grande piacere.

Piedone uno sbirro a Napoli in onda su Sky è andato benissimo. Tant’è che da poco è stata ufficializzata la seconda stagione della serie. Il figlio del leggendario Bud Spencer Giuseppe Pedersoli ne ha curato la produzione esecutiva. Carlo, il figlio più giovane, è comparso nei panni di un atleta di mixed martial arts… È un Piedone diverso da quello originale? “Forse appena un po’ più attuale, rispettosissimo di quello che ha generato un personaggio straordinario. Ma pensare di diventare un clone di Bud Spencer sarebbe stato un errore. Il suo spirito, il suo atteggiamento è quello che si respira ed è quello che volevamo garantire ai fan del personaggio che lo amano da tanti anni. Le trame sono più crude, perché la realtà che viviamo oggi lo è. È cambiata la città sullo sfondo: la vita di Piedone, il suo lavoro, spiega anche l’evoluzione della città e della sua gente”.

Salvatore Esposito
Salvatore Esposito nei panni di Genny Savastano – Credits SKY (CineBlog.it)

Perché Gomorra non finisce mai

Nel frattempo Gomorra si allarga. Dopo le cinque stagioni della serie arriva Le Origini, un prequel che verrà trasmesso da gennaio. La regia di Marco d’Amore metterà in luce l’ascesa al potere del personaggio di Pietro Savastano, il padre di Genny. Come si spiega tanta longevità? “Nella qualità del prodotto. Qualità in tutto: recitazione, scrittura, regia. L’Italia raramente ha portato sullo schermo prodotti così. All’estero non comprano così tanto e in modo così convinto un prodotto che non sia credibile e ben fatto. I temi sono duri: ma non bisogna chiudere gli occhi davanti alla realtà. Se si tratta di crime devi essere vicino alla realtà anche se questo a volte può spiazzare e forse addirittura spaventare. Era giusto accendere i riflettori sui lati oscuri della società. È questo che rende un crime potente”.

Non solo attore: lo scrittore

Esposito ha già pubblicato quattro libri, tre dei quali romanzi. L’ultimo, Le streghe di Lourdes, chiude la trilogia dello sciamano: “Altra cosa che mai avrei pensato di fare. Una grande passione che ho concretizzato e che libro dopo libro, racconto dopo racconto, mi hanno appassionato tanto. Lavorare nel racconto narrativo dei film e di una serie mi ha aiutato tanto anche a pensare ai libri che volevo scrivere in modo diverso. Ho raccontato storie che avevo dentro e che adesso spero di portare al cinema”.

Traguardi già molto ambiziosi alle spalle per uno che in fondo recita da dieci anni arrivando alla sua prima parte davvero importante a trent’anni: “Ogni volta che raggiungo un traguardo, arriva qualcosa di nuovo. Non mi sono mai adagiato. Sono curioso di vedere quali altre sorprese mi farà questo mestiere”.