E’ morto Sean Connery, il primo iconico James Bond aveva 90 anni

E’ scomparso a 90 anni l’attore scozzese Sean Connery, il primo iconico 007 della saga di James Bond.

E’ scomparso all’età di 90 anni Sir Sean Connery. La BBC riporta che la triste notizia è stata confermata dalla famiglia dell’attore.

L’attore scozzese era meglio conosciuto per aver interpretato James Bond nella serie cinematografica. Sean Connery è stata la prima star ad interpretare il ruolo di 007 sul grande schermo ed è apparso in sette film del franchise tra il 1962 e il 1983.

Nel 1998 Sean Connery ha ricevuto un Oscar come miglior attore non protagonista per il suo ruolo di agente di polizia irlandese Jimmy Malone nel film The Untouchables – Gli intoccabili (1987) diretto da Brian De Palma. Nel 200o l’attore è stato nominato cavaliere dalla regina nel 2000 per il suo servizio all’industria dell’intrattenimento.

Altri film popolari di Sean Connery hanno incluso Indiana Jones e l’ultima crociata nei panni del papà di Indy, la voce del drago Draco nel fantasy Dragonheart, Guglielmo da Baskerville in Il nome della rosa, Re Riccardo in Robin Hood – Principe dei ladri, lo spadaccino Ramirez in Highlander – L’ultimo immortale e il capitano Marko Ramius in Caccia a Ottobre Rosso.

Dopo un ruolo così personificante e potenzialmente deleterio per un attore come quello di James Bond, Sean Connery smentì tutti e si costruì una carriera luminosa e variegata diventando uno degli attori cinematografici più importanti della sua generazione. Connery è stato votato come “Il più grande scozzese vivente” e “Il più grande tesoro nazionale della Scozia”. Nel 1989, è stato proclamato “L’uomo più sexy del mondo” dalla rivista People, e nel 1999, all’età di 69 anni, è stato votato “L’uomo più sexy del secolo”.

Thomas Sean Connery nasce il 25 agosto 1930 a Fountainbridge, Edimburgo. Sua madre, Euphamia C. Maclean, era una donna delle pulizie, e suo padre, Joseph Connery, era un operaio e un camionista. Prima di iniziare a recitare, Sean Connery ha svolto molti lavori diversi: lattaio, camionista, operaio, lucidatore di bare, bodybuilder professionista e vista l’avvenenza anche modello per artisti presso l’Edinburgh College of Art. A 16 anni entrò a far parte per un breve periodo della Royal Navy da cui fu dimesso a 19 anni a causa di problemi medici, fu colpito da un’ulcera duodenale, una condizione che aveva colpito la maggior parte dei maschi nelle generazioni precedenti della sua famiglia. All’età di 23 anni, ha avuto la possibilità di scegliere tra diventare un calciatore professionista o un attore e naturalmente Connery scelse la recitazione. Connery ammette di essere stato tentato di diventare uno sportivo professionista ma a tal proposito ha dichiarato: “Mi sono reso conto che un calciatore di alto livello era già vecchio all’età di 30 anni, e io ne avevo già 23. Ho deciso di diventare un attore e si è scoperto che fu una delle mie mosse più intelligenti.”.

Connery incontrò per la prima volta Michael Caine ad una festa durante la produzione di South Pacific nel 1954, e in seguito i due divennero amici intimi. Durante la produzione di “South Pacific” all’Opera House di Manchester nel periodo natalizio del 1954, Connery sviluppò un serio interesse per il teatro attraverso l’attore americano Robert Henderson che lo esortò a prendere lezioni di dizione e gli procurò delle parti al Maida Vale Theatre di Londra. Nel frattempo Conney già iniziato una carriera cinematografica con un ruolo come comparsa nella commedia musicale Le armi del re (1954) di Herbert Wilcox in cui recitavano da protagonisti Errol Flynn e Anna Neagle.

Il primo ruolo importante di Connery sul grande schermo arriva nel 1957 nel crime d’azione Club di gangsters in cui l’attore interpreta Spike, un gangster minore con problemi di linguaggio. Nell’aprile del 1957 arriva il primo ruolo da protagonista, Connery interpreta Mountain McLintock in Una faccia piena di pugni. Seguono ruoli in I piloti dell’inferno di Cy Endfield (1957), nel film d’azione Il bandito dell’Epiro (1957) della MGM, e un ruolo minore nel thriller La grande porta grigia (1957) di Gerald Thomas.

Nel 1958 arriva un altro ruolo di primo piano, Connery è un reporter britannico di nome Mark Trevor in Estasi d’amore – Operazione Love, il personaggio è coinvolto in una storia d’amore al fianco di Lana Turner e Barry Sullivan. Durante le riprese, il possessivo fidanzato gangster di Turner, Johnny Stompanato, che era in visita da Los Angeles, credeva che lei avesse una relazione con Connery. Stompanato irruppe sul set del film e puntò una pistola contro Connery che reagì disarmandolo e buttandolo a terra. Stompanato venne bandito dal set e due detective di Scotland Yard consigliarono a Stompanato di andarsene e lo scortarono all’aeroporto, dove il gangster si imbarcò su un aereo per tornare negli Stati Uniti. Connery in seguito raccontò di essere stato costretto a tenere un profilo basso per un po’ di tempo dopo aver ricevuto minacce da uomini legati al capo di Stompanato, il gangster Mickey Cohen.

Nel 1959 Connery ottiene il ruolo da protagonista nel film della Disney Darby O’Gill e il re dei folletti che racconta la storia di un irlandese e della sua battaglia di arguzia con i leprechaun. In quel periodo Connery recita anche diversi film per la tv (Anna Christie, Macbeth, Anna Karenina). Nel 1962 appare nel film di guerra Il giorno più lungo con numerose altre star tra cui Robert Mitchum e John Wayne. La grande svolta arriva quello stesso anno quando ottiene il ruolo dell’agente segreto James Bond in Agente 007 – Licenza di uccidere, ruolo che riprenderà in altri sei film: A 007, dalla Russia con amore (1963), Agente 007 – Missione Goldfinger (1964), Agente 007 – Thunderball: operazione tuono (1965), Agente 007 – Si vive solo due volte (1967 ), Agente 007 – Una cascata di diamanti (1971) e Mai dire mai (1983). Sulla scelta di Connery per il ruolo di James Bond ebbe molta influenza Dana Broccoli, moglie del produttore Albert “Cubby” Broccoli, che si dice sia stata determinante nel persuadere suo marito che Connery era l’uomo giusto. Il creatore di James Bond, Ian Fleming, inizialmente dubitava del casting di Connery: “Non è l’aspetto che immaginavo di James Bond” e “Sto cercando il Comandante Bond e non uno stuntman troppo cresciuto”, aggiungendo che Connery era troppo alto, muscoloso e non era raffinato. La ragazza di Fleming, Blanche Blackwell, gli disse che Connery aveva il carisma sessuale necessario al ruolo, e Fleming cambiò idea dopo il successo della première di “Agente 007 – Licenza di uccidere”. Fleming rimase così impressionato da Connery che inglobò le origini dell’attore nel suo romanzo del 1964 “Si vive solo due volte”, scrivendo che il padre di Bond era scozzese e proveniva da Glencoe. Il ritratto di Bond di Connery deve molto anche al regista Terence Young, che mostrò all’attore come camminare, parlare e persino mangiare.

Sebbene Bond lo avesse reso una star, Connery sad un certo punto si era stancato del ruolo e della pressione che il franchise esercitava su di lui: “[Sono] stufo fino a qui della parte di Bond…Ho sempre odiato James Bond. Vorrei ucciderlo”. A questo proposito Michael Caine dichiarò: “E’ un attore molto migliore del semplice ruolo di James Bond, ma è diventato sinonimo di Bond. Camminava per strada e la gente diceva: “Guarda, c’è James Bond”. Questo lo turbava particolarmente.”

Durante la realizzazione dei film di Bond, Sean Connery rifiutò il ruolo principale in Blowup (1966) di Michaelangelo Antonioni, perché a quanto pare Antonioni non gli avrebbe mostrato la sceneggiatura completa, ma solo un riassunto che era conservato in un pacchetto di sigarette. Connery accettò di riprendere il ruolo di Bond nel 1983 per Mai dire mai di Irvin Kershner. Il titolo, a cui contribuì sua moglie, si riferisce alla sua precedente dichiarazione dell’attore secondo cui “non sarebbe mai più tornato” al ruolo. Sebbene il film abbia avuto buoni incassi, andò incontro a problemi di produzione: conflitti tra il regista e il produttore, problemi finanziari, i tentativi dei fiduciari di Fleming di fermare il film e il polso di Connery rotto dal coreografo dei combattimenti, Steven Seagal. A causa delle sue esperienze negative durante le riprese, Connery non girò nessun film nei due anni successivi. Dopo la fortunata produzione europea Il nome della rosa (1986), per la quale vinse BAFTA, l’interesse di Connery per pellicole più commerciali tornò e nello stesso anno accettò un un ruolo di supporto in Highlander – L’ultimo immortale, la parte del mentore spadaccino Ramirez che è a oggi tra i suoi ruoli più noti e amati.

Dopo e durante il successo dei film di Bond, Sean Connery ha mantenuto una carriera di successo come attore recitando in diverse pellicole di successo tra cui Marnie (1964) di Alfred Hitchcock, La collina del disonore (1965), Assassinio sull’Orient Express (1974), L ‘uomo che volle farsi re (1975) al fianco di Michael Caine, considerato da entrambi gli attori il loro film preferito, Il vento e il leone (1975), I banditi del tempo (1981) nel ruolo di Agamennone, Indiana Jones e l’ ultima crociata (1989), Caccia a Ottobre Rosso (1990), Sol levante (1993), Il primo cavaliere (1995), The Rock (1996), Scoprendo Forrester (2000) e La leggenda degli uomini straordinari (2003) suo ultimo ruolo prima del ritiro dalle scene.

Filmografia

Le armi del re (Lilacs in the Spring), regia di Herbert Wilcox (1954) – non accreditato
Club di gangsters (No Road Back), regia di Montgomery Tully (1957)
I piloti dell’inferno (Hell Drivers), regia di Cy Endfield (1957)
La grande porta grigia (Time Lock), regia di Gerald Thomas (1957)
Il bandito dell’Epiro (Action of the Tiger), regia di Terence Young (1957)
Estasi d’amore – Operazione Love (Another Time, Another Place), regia di Lewis Allen (1958)
Titanic, latitudine 41 nord (A Night to Remember), regia di Roy Ward Baker (1958) – non accreditato
Darby O’Gill e il re dei folletti (Darby O’Gill and the Little People), regia di Robert Stevenson (1959)
Il terrore corre sul fiume (Tarzan’s Greatest Adventure), regia di John Guillermin (1959)
Scotland Yard sezioni omicidi (The Frightened City), regia di John Lemont (1961)
A 077, dalla Francia senza amore (On the Fiddle), regia di Cyril Frankel (1961)
Il giorno più lungo (The Longest Day), regia di Ken Annakin (1962)
Agente 007 – Licenza di uccidere (Dr. No), regia di Terence Young (1962)
A 007, dalla Russia con amore (From Russia with Love), regia di Terence Young (1963)
La donna di paglia (Woman of Straw), regia di Basil Dearden (1964)
Marnie, regia di Alfred Hitchcock (1964)
Agente 007 – Missione Goldfinger (Goldfinger), regia di Guy Hamilton (1964)
La collina del disonore (The Hill), regia di Sidney Lumet (1965)
Agente 007 – Thunderball (Operazione tuono) (Thunderball), regia di Terence Young (1965)
Una splendida canaglia (A Fine Madness), regia di Irvin Kershner (1966)
Un mondo nuovo (Un monde nouveau), regia di Vittorio De Sica (1966) – non accreditato
Agente 007 – Si vive solo due volte (You Only Live Twice), regia di Lewis Gilbert (1967)
Shalako, regia di Edward Dmytryk (1968)
La tenda rossa (Krasnaya palatka), regia di Mikheil Kalatozishvili (1969)
I cospiratori (The Molly Maguires), regia di Martin Ritt (1970)
Rapina record a New York (The Anderson Tapes), regia di Sidney Lumet (1971)
Agente 007 – Una cascata di diamanti (Diamonds Are Forever), regia di Guy Hamilton (1971)
Riflessi in uno specchio scuro (The Offence), regia di Sidney Lumet (1972)
Zardoz, regia di John Boorman (1974)
Ransom, stato di emergenza per un rapimento (Ransom), regia di Nils Tahivik (1974)
Assassinio sull’Orient Express, regia di Sidney Lumet (1974)
Il vento e il leone (The Wind and the Lion), regia di John Milius (1975)
L’uomo che volle farsi re (The Man Who Would Be King), regia di John Huston (1975)
Robin e Marian (Robin and Marian), regia di Richard Lester (1976)
Il prossimo uomo (The Next Man), regia di Richard C. Sarafian (1976)
Quell’ultimo ponte (A Bridge Too Far), regia di Richard Attenborough (1977)
1855 – La prima grande rapina al treno (The First Great Train Robbery), regia di Michael Crichton (1979)
Meteor, regia di Ronald Neame (1979)
Cuba, regia di Richard Lester (1979)
Atmosfera zero (Outland), regia di Peter Hyams (1981)
I banditi del tempo (Time Bandits), regia di Terry Gilliam (1981)
Obiettivo mortale (Wrong Is Right), regia di Richard Brooks (1982)
Cinque giorni una estate (Five Days One Summer), regia di Fred Zinnemann (1982)
Mai dire mai (Never Say Never Again), regia di Irvin Kershner (1983)
Sword of the Valiant – The Legend of Sir Gawain and the Green Knight, regia di Stephen Weeks (1984)
Highlander – L’ultimo immortale (Highlander), regia di Russell Mulcahy (1986)
Il nome della rosa, regia di Jean-Jacques Annaud (1986)
The Untouchables – Gli intoccabili (The Untouchables), regia di Brian De Palma (1987)
Il presidio – Scena di un crimine (The Presidio), regia di Peter Hyams (1988)
Alla scoperta di papà (Memories of me), regia di Henry Winkler (1988) – non accreditato
Indiana Jones e l’ultima crociata (Indiana Jones and the Last Crusade), regia di Steven Spielberg (1989)
Sono affari di famiglia (Family Business), regia di Sidney Lumet (1989)
Caccia a Ottobre Rosso (The Hunt for Red October), regia di John McTiernan (1990)
La casa Russia (The Russia House), regia di Fred Schepisi (1990)
Highlander II – Il ritorno (Highlander II: The Quickening), regia di Russell Mulcahy (1991)
Robin Hood – Principe dei ladri (Robin Hood: Prince of Thieves), regia di Kevin Reynolds (1991)
Mato Grosso (Medicine Man), regia di John McTiernan (1992)
Sol levante (Rising Sun), regia di Philip Kaufman (1993)
Alla ricerca dello stregone (A Good Man in Africa), regia di Bruce Beresford (1994)
La giusta causa (Just Cause), regia di Arne Glimcher (1995)
Il primo cavaliere (First Knight), regia di Jerry Zucker (1995)
The Rock, regia di Michael Bay (1996)
The Avengers – Agenti speciali (The Avengers), regia di Jeremiah S. Chechik (1998)
Scherzi del cuore (Playing by Heart), regia di Willard Carrol (1998)
Entrapment, regia di Jon Amiel (1999)
Scoprendo Forrester (Finding Forrester), regia di Gus Van Sant (2000)
La leggenda degli uomini straordinari (The League of Extraordinary Gentlemen), regia di Stephen Norrington (2003)

Fonte

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