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“Siamo vicini al baratro”, Schwarzenegger preoccupato dopo l’omicidio di Charlie Kirk

L’ex volto di Terminator interviene con parole piene di preoccupazione dopo l’attentato che ha stroncato la vita di Charlie Kirk.

19 Settembre 2025 22:00

Non accenna a placarsi la tempesta americana. Usa ancora sotto choc per il brutale assassinio di Charlie Kirk, il fondatore di Turning Point Usa freddato da una fucilata lo scorso 10 settembre a Orem mentre era impegnato a dibattere con gli studenti della Utah Valley University in una delle tappe del suo The American Comeback Tour.

L’omicidio dell’attivista, popolarissimo negli Stati Uniti soprattutto tra i giovani nonché uno dei principali artefici della storica vittoria di Donald Trump alle scorse elezioni presidenziali, ha riportato al cento dell’attenzione il tema caldissimo della violenza politica, ormai a livelli di guardia negli States come mostra, tra gli altri, l’attentato che ha (letteralmente) sfiorato la vita dello stesso Trump in campagna elettorale.

Colpito al collo da un fucile ad alta precisione, Kirk è morto poco dopo in ospedale a causa della gravissima ferita riportata. Due giorni dopo l’attentato costato la vita al 31enne attivista (che lascia la moglie e due figli in tenera età) è stato arrestato per l’omicidio il ventiduenne Tyler Robinson. Tra i molti commenti preoccupati per quanto accaduto, anche quello di Arnold Schwarzenegger.

La preoccupazione di Schwarzenegger dopo l’assassinio di Charlie Kirk

L’uccisione di Charlie Kirk ha scosso profondamente l’opinione pubblica non solo negli Stati Uniti. Personalità carismatica, dotato di grande oratoria e di una efficacissima dialettica, Kirk era considerato la punta di diamante della nuova generazione di politici MAGA. Più di uno (compreso lo stesso Trump) lo avevano indicato come possibile candidato a una futura presidenza del Paese a stelle e strisce.

Cosa ha detto Schwarzenegger dopo la morte di Kirk
Charlie Kirk era considerato l’astro nascente del conservatorismo americano (Foto Facebook @Charlie Kirk) – cineblog.it

Nel 2012 Kirk aveva fondato insieme a Bill Montgomery l’associazione conservatrice Turning Point Usa, nata per promuovere i valori del conservatorismo nei campus universitari e nelle scuole attraverso eventi culturali, comizi e dibattiti come quello che gli è costato la vita lo scorso 10 settembre in Utah. Oltre a pubblicare diversi libri, Kirk conduceva anche un popolare show radiofonico quotidiano: The Charlie Kirk Show.

Anche alcuni esponenti del mondo del cinema hanno reagito alla morte violenta di Charlie Kirk, soprattutto quelli abituati a esprimersi nel campo della politica. Nei giorni scorsi anche Michael Keaton ha commentato la morte dell’astro nascente della politica conservatrice americana. Ma quando si parla di politica e cinema, uno dei nomi che spiccano subito non può che essere quello di Arnold Schwarzenegger.

L’indimenticabile protagonista di Terminator infatti è pienamente coinvolto in politica nelle file del GOP. Schwarzenegger si è avvicinato alla politica a inizio anni Novanta diventando membro attivo del Partito Repubblicano. Tra il 2003 e il 2011 è stato governatore della California, prima di fare ritorno nel mondo del cinema.

Usa sull’orlo del baratro, le parole dell’ex governatore della California

Anche l’ex governatore californiano ha voluto dire la sua sull’omicidio di Charlie Kirk. Le sue parole non celano il timore per il clima d’odio e intolleranza che da tempo divide l’America in due fronti l’uno contro l’altro armato. Schwarzenegger ha lanciato un monito per il futuro degli Usa (e non solo).

Pericolo baratro per Usa secondo Schwarzenegger
L’attore ha paventato il rischio del baratro dopo l’uccisione di Kirk (Foto Facebook @Arnold Schwarzenegger) – cineblog.it

«Stiamo ricevendo attacchi da così tante angolazioni diverse e ora dobbiamo stare molto attenti a non avvicinarci ulteriormente al baratro, perché quando cadi in quel baratro non c’è più democrazia» ha dichiarato Schwarzenegger, prima di esortare gli studenti di tutto il mondo a unirsi mettendo in secondo piano le differenti visioni.

«Immaginate di riunirvi e cominciare a comunicare tra di voi, sareste un esempio per il resto della nazione, per tutte le università», ha detto l’ex culturista approdato al cinema e alla politica. Il popolare Schwarzy ha invitato gli studenti a esercitare quello che ha definito «il potere delle persone»: quello di vedersi insieme, gli uni con gli altri, senza più considerarsi «come nemici da combattere con i proiettili o ai quali dichiarare guerra».