Sidney Poitier è morto: è stato il primo attore afroamericano a vincere l’Oscar

Nato a Miami da genitori delle Bahamas, Sidney Poitier è stato il primo attore di colore a vincere l’Oscar: era il 1964 per il film I gigli nel campo.

Sidney Poitier è morto: la notizia è arrivata oggi, venerdì 7 gennaio 2022, confermata dal primo ministro delle Bahamas, paese d’origine dei suoi genitori, nato a Miami ma morto proprio sull’isola Caraibica nel giorno dell’Epifania. Aveva 94 anni.

Poitier è una vera e propria leggenda del cinema americano: la fama planetaria è arrivata col ruolo del dott. John Prentice in Indovina chi viene a cena? (Guess Who’s Coming to Dinner, 1967) accanto a Spencer Tracy e Katharine Hepburn. Si era però già imposto nell’empireo di Hollywood vincendo nel 1964 il Premio Oscar come Miglior Attore Protagonista per il ruolo de I gigli del campo (Lilies of the Field, di Ralph Nelson, 1963), che gli valse anche un Golden Globe. Ricordiamo che è stato il primo attore di colore ad aver vinto l’Oscar come Lead Actor: in precedenza una statuetta era andata ad Hattie McDaniel come Miglior Attrice non protagonista nel ruolo di Mamie in Via col vento (1939). Già nel 1958, però, Poitier aveva ricevuto una nomination come Miglior Attore Protagonista per il film La parete di fango (The Defiant Ones, di Stanley Kramer): non vinse la statuetta ma ottenne un BAFTA.

Con i suoi ruoli e con i suoi successi, Sidney Poitier ha contribuito a incrinare, se non proprio rompere, le prime barriere razziali nel cinema USA. Nella sua carriera già la prima pellicola segnò un prima e un dopo nella cinematografia d’oltreoceano con ‘Uomo bianco, tu vivrai‘ di regia di Joseph L. Mankiewicz (1950) con il personaggio di un medico accusato ingiustamente dai razzisti di aver lasciato morire un amico.

Tra gli altri film che hanno segnato storia del cinema e carriera dell’attore ricordiamo La calda notte dell’ispettore Tibbs (In the Heat of the Night, di Norman Jewison, 1967) con i sequel del 1970 e del 1971 cui si aggiungono quelli che lo hanno visto dietro la macchina da presa.
La sua ultima apparizione cinematografica è del 2001 in L’ultimo fabbricante di mattoni (The Last Brickmaker in America, di Gregg Champion. Ma la sua eredità non sarà mai dimenticata, al di là del grande schermo.