Sky Cinema Animation chiude dopo sei anni: cosa cambia per gli spettatori e cosa dice sulla TV lineare
Il canale dedicato all’animazione di Sky viene accorpato. I contenuti non spariscono, ma il canale sì. È l’ennesimo segnale di una tendenza che riguarda tutta la TV lineare: meno verticale, più concentrata.
Una fine annunciata, ma pur sempre una fine. E in un periodo storico nel quale i canali vengono chiusi, cosa che fino a un decennio fa sembra praticamente impossibile, è un segnale da raccontare ma anche da valutare. Stavolta la chiusura riguarda Sky Cinema Animation, uno dei canali family della piattaforma britannica del colosso Sky.
La chiusura di Sky Cinema Animation
Sky Cinema Animation era stato lanciato nel 2018, poi è diventato permanente nel bouquet di Sky nel 2020 e nulla lasciava pensare che la transizione sarebbe durata così poco. Questo mese il canale chiude. I contenuti — cartoni, film d’animazione per famiglie, classici e novità — non spariscono: vengono accorpati in un altro canale della piattaforma. Un cambiamento che riguarda solo gli abbonati britannici e non quelli della piattaforma italiana.
Dunque, in sé, non si tratta una notizia drammatica. È il tipo di riorganizzazione che le piattaforme attuano periodicamente, razionalizzando l’offerta senza eliminare i contenuti. Ma è anche un sintomo di qualcosa di più grande che sta succedendo su alcune piattaforme familiari.
La fine dei canali verticali
Sky Cinema Animation era un canale tematico verticale: un’identità precisa, un pubblico preciso, una programmazione costruita intorno a un genere specifico. È il modello che ha reso Sky quello che era negli anni Duemila, prima ancora di arrivare nel nostro paese: decine di canali dedicati — cinema, sport, documentari, bambini, cucina — ciascuno con la propria logica e il proprio pubblico.
Questo modello è sotto pressione ormai da anni, e la pressione proviene da due direzioni. La prima è lo streaming: Netflix, Disney+ e Prime Video offrono tutto nello stesso posto, senza la necessità di trovare il canale giusto. La seconda è comportamentale: il pubblico ha imparato a cercare contenuti per titolo o per genere, non per canale. Il canale come punto di riferimento ha perso senso e spessore per una fetta sempre più vasta di spettatori, specialmente quelli più giovani.

Il perché della chiusura di Sky Cinema Animation
Il risultato è che mantenere decine di canali distinti ha un costo — di produzione, di gestione, di segnale e di programmazione — che diventa sempre meno giustificabile quando il pubblico non li guarda con la stessa fedeltà di prima. Accorparli è la risposta più logica.
Non è un caso che Sky Cinema Animation non sia il solo canale ad avere chiuso i battenti nel Regno Unito. Nel mese di aprile ha chiuso definitivamente anche CITV, il canale per bambini di ITV che esisteva dal 1983, dopo quarantatré anni di storia e ascolti importanti. Lì i contenuti sono passati a ITVX, una piattaforma streaming. Il parallelo è preciso: contenuti che sopravvivono, canali che si estinguono. Se sarà una tendenza che riguarderà anche il nostro paese lo capiremo solo tra qualche mese: i bimbi sono una parte importantissima e autorevole dell’ascolto in Italia.
Canali ‘stagionali’
C’è poi un altro aspetto interessante che è quello della stagionaolità. Sky UK ha annunciato che il canale tornerà temporaneamente durante le vacanze scolastiche — luglio-agosto, ottobre e dicembre-gennaio — il che suggerisce che l’accorpamento non sia definitivo ma solo stagionale, una razionalizzazione intelligente sulla base delle risorse ma soprattutto in considerazione dell’effettiva domanda.
Per gli abbonati la notizia pratica è semplice: i film d’animazione non spariscono, bisogna solo trovare dove sono finiti. Per l’industria televisiva lineare, la questione è un po’ più significativa: un canale in meno significa un’identità in meno, e le identità, una volta dissolte, raramente tornano nella forma originale.