Venezia 79, Spaccaossa: trama e anticipazioni del film in concorso alle Giornate degli Autori

Tutto quello che c’è da sapere su “Spaccaossa”, il film di Vincenzo Pirrotta in concorso alle Giornate degli Autori di Venezia 79.

Spaccaossa di Vincenzo Pirrotta, dramma basato su uno sconcertante fatto di cronaca avvenuto a Palermo, approderà in anteprima come unico lungometraggio di finzione selezionato alle Giornate degli Autori nella sezione Notti Veneziane, all’interno della 79. Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia. Il cast include lo stesso Pirrotta, Ninni Bruschetta, Luigi Lo Cascio e Filippo Luna.

Trama e cast

La trama ufficiale: “Spaccaossa”, è ispirato a una triste storia di cronaca realmente accaduta a Palermo. In un vecchio magazzino, alla periferia del capoluogo siciliano un gruppo di persone frantuma con un trolley pieno di pesi da palestra braccia e gambe. Un’improvvisata organizzazione criminale che, dopo aver mutilato gli arti a vittime consenzienti, simula finti incidenti per riscuotere lauti indennizzi assicurativi di cui solo una minima parte va alle vittime. Una storia miserabile e disperata.

Nel cast oltre a Vincenzo Pirrotta, tra i protagonisti anche, Selene Caramazza, Ninni Bruschetta, Giovanni Calcagno, Luigi Lo Cascio, Filippo Luna, Rory Quattrocchi, Simona Malato.

Spaccaossa – trailer e clip

Curiosità

  • “Spaccaossa” segna il debutto da regista in un lungometraggio di finzione dell’autore, regista e attore teatrale Vincenzo Pirrotta, già regista nel 2010 del documentario Ninnarò il Presepe Raccontato.
  • I crediti cinematografici di Vincenzo Pirrotta in veste di attore includono ruoli in Koza nostra, Il primo re di Matteo Rovere e Il traditore di Marco Bellocchio.
  • Il soggetto di “Spaccaossa” è di Vincenzo Pirrotta e Ignazio Rosato. La sceneggiatura è scritta da Pirrotta, Rosato, Salvo Ficarra e Valentino Picone.
  • Il team che ha supportato il regista Vincenzo Pirrotta dietro le quinte ha incluso il direttore della fotografia Daniele Ciprì (Il cattivo poeta), lo scenografo Lino Fiorito (Il Divo) e il costumista Luca Costigliolo (Una Femmina). Le musiche originali del film sono di Alessio Bondì, Fabio Rizzo e Aki Spadaro.
  • Il film è prodotto da Attilio De Razza e Nicola Picone per Tramp Limited con Rai Cinema e con il contributo della Sicilia Film Commission.

Note di regia

La cupa vicenda degli Spaccaossa mi accompagna da quella mattina in cui una notizia di cronaca del giornale radio dell’alba ha conquistato i miei pensieri arrivando ad assumere le fattezze di un cancro da espellere. Per farlo sentivo forte la necessità di raccontarlo. Intanto perché avveniva nel ventre molle di Palermo, la mia città, con tutto il suo feroce incanto, e poi perché man mano che mi addentravo nella storia di cronaca, dapprima per curiosa voglia di sapere e poi con il bisogno di sfogliarne i sostrati, avvertivo sempre più in me la sensazione di compiere una discesa agli inferi. Mi colpì la storia della banda di delinquenti che per truffare le agenzie di assicurazioni, cinicamente, mutilava gli arti per inscenare poi finti incidenti riscuotendone i lauti premi. Ancor di più̀ mi impressionò il mondo dei tormentati e afflitti che erano coinvolti e che venivano adescati; il più delle volte erano proprio loro a richiedere di farsi spaccare le ossa per motivi spesso futili o disperati. Voglio raccontare questa meschinità d’animo, la sub-cultura che ammanta le nostre periferie, con la stessa dolenza con cui si recitano le stazioni della via crucis. Mettere in scena le storie di donne e di uomini che ghignano in faccia alla violenza, alla sopraffazione e in qualche modo si prendono gioco della vita galleggiando in una secca di disperazione, in un lago di inerzia sconsolata. Ho scelto di farmi condurre in questo viaggio infernale da una figura ancora in bilico tra la perdizione e la rinascita: Luisa, una ragazza dipendente da crack, che attraverserà tutto il magma di questa eruzione di violenza e cinismo. Luisa non ha più niente nella vita, ormai sull’orlo del baratro si aggrappa a Vincenzo più vecchio di lei di vent’anni che le mostra uno scampolo di attenzione, qualcosa che sembrerebbe affetto, un po’ di amore, forse solo un altro abisso. Luisa crede di poter compiere un percorso che finalmente potrà alleviare la sua prostrazione, vive abbracciando questa convinzione mentre tutto attorno a lei si muove spingendola nell’orrore più oscuro. [Vincenzo Pirrotta]

Chi è Vincenzo Pirrotta?

Vincenzo Pirrotta si è diplomato alla scuola di teatro dell’I.N.D.A. (Istituto Nazionale del Dramma Antico). Ha lavorato con i più grandi registi e attori del teatro italiano. Dal 1996 conduce una ricerca sulle tradizioni popolari innestando arcaiche pratiche al teatro di sperimentazione. Tra i suoi spettacoli Eumenidi per la biennale di Venezia 2004, Teatro Stabile di Brescia; Sagra del signore della nave per il Teatro di Roma, U ciclopu, Terra Matta e Diceria dell’Untore per il Teatro Stabile di Catania; Filottete per l’Unione dei Teatri d’Europa; Donne al parlamento per il XILX ciclo di spettacoli classici del teatro greco di Siracusa; Clitennestra per il Teatro Stabile Palermo; Macbeth – Una magarìa per il Teatro Stabile di Palermo e il Teatro Stabile di Catania. Ha fondato “Esperidio”, compagnia teatrale di cui è direttore artistico e per la quale ha scritto e diretto numerosi spettacoli tra i quali: N’Gnanzo’ù, Malaluna, Sacre-Stie e La ballata delle balàte. Nel teatro lirico ha collaborato con il Teatro dell’Opera di Roma e con il Teatro San Carlo di Napoli. Tra le regie più importanti: Nozze di Figaro di Mozart per il teatro Manoel di Malta, direttore Michael Laus; per il teatro Massimo Bellini di Catania Carmen di Bizet, opera inaugurale della stagione 2012, direttore Will Humburg, e Attila di G. Verdi, direttore Sergio Alapont, nel dicembre 2014. I suoi spettacoli teatrali sono stati ospitati dai maggiori teatri e festival europei (Francia, Belgio, Spagna, Grecia, Germania, Portogallo, Malta, Inghilterra, Montenegro). Accademia Perduta co-produce con Società per Attori il suo spettacolo Storia di un oblio, tratto dall’omonimo testo di Laurent Mouvignier e diretto da Roberto Andò.

Il caso di cronaca dietro il film

Durante le riprese del film, è stata scoperta ancora una volta a distanza di anni, una nuova banda criminale di spaccaossa con base in Sicilia ma operativa in Piemonte e Lombardia, che reclutava disperati che si facevano mutilare per ottenere dei risarcimenti in denaro dalle compagnie assicurative. Proprio come la storia narrata in “Spaccaossa”, che ha raccontato la storia di un’improvvisata organizzazione criminale che, dopo aver mutilato gli arti a vittime consenzienti, simula finti incidenti per riscuotere lauti indennizzi assicurativi di cui solo una minima parte andava alle vittime.

“Quando sul set è arrivata questa notizia – dice il regista Vincenzo Pirrotta – non potevamo crederci: la realtà aveva ancora preso il sopravvento sulla fiction. Ma questo è servito a farci capire sempre di più, che era necessario e doveroso raccontare questa storia. È stato un lavoro molto intenso, ricco di emozioni. Per me si è trattato del debutto alla regia di un film e sono orgoglioso di aver avuto al mio fianco dei grandissimi professionisti. Un lavoro corale, svolto con grande impegno da tutti in momento storico molto complicato.”

Foto e poster

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