Su RaiPlay il film con Alba Rohrwacher che ti farà riflettere ed emozionare
Disponibile su RaiPlay un film commovente con Alba Rohrwacher, una pellicola sincera che invita alla riflessione e non manca d’emozionare.
Alba Rohrwacher è tra le attrice maggiormente talentuose del panorama cinematografico italiano. Un’artista capace d’emozionare e di capire il personaggio che interpreta mostrandone le diverse sfaccettature. Vanta una carriera eclettica e versatile e anche collaborazioni internazionali ed è sempre stata promossa dalla critica per la sua professionalità. Alba ha interpretato ruoli non sempre facili, ma ha saputo metterne in evidenza i loro profili coinvolgendo i telespettatori. Diversi i film oggi disponibili su Rai Play che la vedono protagonista, tutti meritano di essere visti, ma ce n’è uno che commuove e emoziona più di altri.
L’attrice de L’Amica Geniale ha una carica emotiva che poche colleghe hanno, riesce a far commuovere il pubblico invitandolo alle riflessione. Certo spesso interpreta ruoli complessi, ma ad ognuno rende giustizia dandogli spessore e vitalità. Molti dei suoi film non sono noti al grande pubblico, anche se gli esperti di cinema non hanno mancato di promuoverla. Tra questi c’è una pellicola, ancora disponibile sulla piattaforma della rete di stato, davvero molto bella, che invita alla riflessione e che coinvolge gli spettatori in modo totalitario.
Si tratta di un film che ha riscontrato il favore del pubblico in sala e della critica e che merita di essere visto. La trama è attuale e contemporanea e pone al centro il dibattito di una maternità che non è necessariamente naturale. Un tema che Laura Bispuri, regista della pellicola, tratta ponendo le tre protagoniste alla ricerca di una loro identità: un obiettivo non facile che contrasta con alcuni sentimenti, ma che alla fine porta a perdersi più del dovuto.
Mia Figlia, l’ interpretazione intesa e decisa di Alba Rohrwacher
In Mia Figlia due madri, una delle quali è interpretata dalla bravissima Alba Rohrwacher, si contendono l’amore di Vittoria, bambina di 11 anni. In una area sperduta della Sardegna, Tina e Angelica sono due donne molto diverse fra loro unite da Vittoria, figlia legittima di Angelica, ma cresciuta da Tina. La prima consapevole dei suoi limiti e di non voler cambiare il suo modo d’essere libero e senza vincoli, ha rinunciato alla figlia dopo averla partorita e l’ha affidata a Tina, che l’ha cresciuta con amore e dedizione.

Le due donne si legano così ad un patto segreto che fa riferimento a non rivelare a Vittoria la verità sulla sua vera mamma. Quando Angelica viene sfrattata, Tina è convinta di potersi liberare di lei e poter crescere Vittoria da sola, conquistandosi il titolo di madre, ma la situazione degenera e tra le due donne si rompe quel l’equilibrio precario a cui entrambe aveva dato vita.
Mia Figlia, una reinterpretazione del ruolo di mamma
Sullo sfondo di una colonna sonora decisa e che coinvolge Tina e Angelica si contendono il ruolo di mamma, un confronto generato da un modo di vivere diverso e opposto. Lo stesso pronunciare “mamma” da parte di Vittoria crea nelle due donne un disagio personale. La pellicola invita a riflettere sul significato di ruolo di madre che oscilla tra chi cresce un bambino e chi lo mette al mondo.
Un contrato che mette in evidenza non solo la natura dell’istinto materno che per istituzione, luoghi comuni, e tradizione tutte le donne dovrebbero avere, ma anche il fatto che una donna può decidere di non ancorarsi ad un figlio per non perdere quelle che ritiene e considera le libertà conquistate. La maternità può avere diverse sfaccettature, e può essere vissuta e interpretata in modi alternati.