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Sundown: due nuove clip in italiano e tutte le anticipazioni sul film con Tim Roth e Charlotte Gainsbourg

Tutto quello che c’è da sapere su “Sundown”, il nuovo film di Michel Franco con Tim Roth e Charlotte Gainsbourg al cinema dal 14 aprile.

Dopo la tappa al Festival di Venezia, il 14 aprile arriva nei cinema italiani con Europictures Sundown del regista Michel Franco (New Order) che presenta una pellicola piena di suspense, graffiante e bollente: Alice e Neil Bennett (Charlotte Gainsbourg, Tim Roth) sono il cuore di una ricca famiglia britannica in vacanza ad Acapulco, con i più giovani Colin e Alexa (Samuel Bottomley e Albertine Kotting McMillan), finché un’emergenza lontana non interrompe il loro viaggio. Quando un parente spezza l’ordine della famiglia, cominciano a sorgere tensioni inaspettate.

Trama e cast

La trama ufficiale: Alice e Neil Bennett (Charlotte Gainsbourg, Tim Roth) sono il cuore di una ricca famiglia britannica in vacanza ad Acapulco, con i più giovani Colin e Alexa (Samuel Bottomley e Albertine Kotting McMillan). Quando un’emergenza lontana richiama la ricca famiglia Bennett nel Regno Unito, interrompendo la vacanza sulla costa messicana, il delicato equilibrio della famiglia, apparentemente affiatata, viene sconvolto una volta per tutte. Continuando la sua osservazione di individui e società sotto pressione, lo scrittore e regista Michel Franco (New Order) esplora le vette e le profondità di un Acapulco – e di una famiglia – che è più di quanto non possa sembrare. Svolgendosi in eleganti suite d’hotel e trasandati ritrovi per turisti di una località balneare eterogenea e stratificata, e mostrandoci la guerra psicologica di una dinastia precaria, Sundown si dipana con colpi di scena acuti e furtivi.

Il cast di “Sundown” include anche Iazua Larios, Henry Goodman, Albertine Kotting McMillan, Samuel Bottomley, James Tarpey, Mónica Del Carmen, Roberto Medina, Ruth Galeana Adame, Jenny Dominguez Flores e Jesús Godínez.

Sundown – trailer e video

Trailer ufficiale in lingua originale pubblicato il 4 gennaio 2022

Nuove clip in lingua originale pubblicato il 26 gennaio 2022

Trailer ufficiale italiano pubblicato il 22 marzo 2022

Nuove clip ufficiali in italiano pubblicate l’8 aprile 2022

Curiosità

  • Il film scritto e diretto dal regista messicano Michel Franco è stato presentato in concorso alla 78° Mostra del Cinema di Venezia nel 2021.
  • Questo film segna la seconda collaborazione del regista Michel Franco con l’attore Tim Roth dopo il dramma Chronic, in cui Roth ha interpretato un infermiere a domicilio che lavora con malati terminali.
  • Il regista Michel Franco parla della nuova collaborazione con il direttore della fotografia belga Yves Cape con cui ha lavorato anche per “Chronic”, Las hijas de Abril e New Order: “All’inizio delle riprese gli ho detto che volevo che il pubblico provasse l’esperienza di essere ad Acapulco: la sabbia, il caldo, tutto. Ci è riuscito utilizzando diversi obiettivi, ma per quanto riguarda il nostro lavoro insieme e il modo in cui abbiamo girato, è il primo film che ho fatto senza che fosse affatto pianificato. Certo, abbiamo discusso di come girare questa o quella scena, ma nei miei film precedenti era tutto perfettamente pianificato. Anche in New Order, con le sue riprese a mano libera e 3.000 comparse, era tutto ben pianificato, soprattutto la post-produzione con tutta la violenza. Non c’era altro modo di girare New Order. In Sundown, stavamo raccontando una storia più semplice in superficie, ma era più complessa in termini di esplorazione del mondo interiore dei personaggi, e questa è la cosa più difficile da fare con la telecamera. Spesso non sapevamo dove sarebbe stata la telecamera, il che poteva essere estenuante sotto il calore del sole. C’è stata tanta intuizione più che pre-produzione, dovevamo essere lì per provare a rendere la cosa il più vivace possibile.”

Note di regia


Non è un caso che “Sundown” si svolga ad Acapulco. Per me è scioccante vedere la città in cui ho trascorso le vacanze dell’infanzia trasformarsi in un epicentro di violenza. “Sundown” nasce dalla necessità di esplorare un luogo che sembra sempre più distante ed estraneo. Questa esplorazione di tutte le prospettive presenti in Acapulco è anche uno studio dei personaggi e delle loro dinamiche familiari. Il sole ha un posto primordiale; colpisce sempre in modo aggressivo e diretto. L’immagine deve assolutamente riflettere due cose: Gli stati emotivi dei personaggi e la violenza prevalente dell’ambiente circostante. [Michel Franco]

Chi è Michel Franco?


Michel Franco è nato a Città del Messico nel 1979 e ha portato il cinema messicano sotto i riflettori mondiali. I film che ha scritto, diretto e prodotto includono Chronic (Premio per la migliore sceneggiatura al Festival di Cannes 2015), Las Hijas De Abril (Premio della giuria, in Certain Regard al Festival di Cannes 2017) e Despues De Lucia (Premio principale, in Certain Regard al Festival di Cannes 2012). Ha anche prodotto 600 Miglia (diretto da Gabriel Ripstein e vincitore del Premio alla Miglior Opera Prima alla Berlinale 2015), From Afar (diretto da Lorenzo Vigas, Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia 2015). Michel torna a Venezia con il suo settimo film Sundown, dopo aver vinto il Gran Premio della Giuria del Leone d’Argento con New Order nell’edizione 2020 del festival.

Intervista al regista

Michel Franco spiega le origini e la genesi del film.

È un mix di diversi elementi. Ho scritto il film durante una profonda crisi personale. Mi stavo chiedendo dove mi trovassi negli aspetti personali della mia vita e per la prima volta ho iniziato a pensare che la vita non è infinita e che le cose hanno una fine. Questo successe dopo un viaggio che feci ad Acapulco, con una ragazza. Mentre ci allontanavamo in macchina dall’hotel alle 20:00 per cena, siamo stati fermati e alcuni poliziotti federali ci hanno puntato contro una pistola in modo molto aggressivo. Si chiedevano se la mia ragazza fosse in pericolo, se stesse con me contro la sua volontà. Volevano che uscissi dal veicolo. Sapevo che non lo avrei assolutamente dovuto fare. La mia ragazza non capiva cosa stesse succedendo, mi chiese di fare come dicevano. Sono riuscito a uscire dalla situazione scappando, ci hanno seguito e minacciato, ma siamo riusciti a tornare sani e salvi in hotel. Questo mi ha reso triste, perché Acapulco è uno dei miei posti preferiti.

Franco spiega la scelta di Acapulco come meta.

È un posto in Messico che conosco bene, avendoci viaggiato da giovane. A volte rimanevo anche per un mese durante le vacanze di Capodanno. Vedere quanto è cambiato mi spezza il cuore. Spesso è considerata una delle città più pericolose al mondo, il che può spaventare i turisti, anche se spesso non succede nulla. Ma il paradiso che era è rovinato, e non sto parlando dell’Acapulco di Sinatra e di Elvis Presley. Il decadimento simboleggia molto del declino più ampio del mio paese. Ci sono molte tensioni ora ad Acapulco, ma alla fine è stata molto tranquilla durante le riprese. Forse volevo dimostrare che fosse ancora la stessa Acapulco di quando ero più giovane.

Franco parla del casting di Tim Roth con cui aveva già collaborato nel dramma Chronic.

Ho scritto il film per lui. Sapevo che volevo ambientare il film ad Acapulco e che non poteva svolgersi da nessun’altra parte. E ho capito subito che era per Tim. Quindi ho scritto la sceneggiatura tenendo a mente due cose. Sono passati nove anni da quando ci siamo conosciuti e abbiamo affrontato diverse cose insieme, nel corso delle riprese di Chronic e 600 Miglia. Le nostre sensibilità sono molto simili e ho pensato che questo materiale gli sarebbe piaciuto. Ho scritto la sceneggiatura in poche settimane, l’esatto opposto di New Order, per cui ci ho messo anni. E appena avevo finito la sceneggiatura, non ero sicuro di ciò che non avevo scritto, come succede sempre per uno sceneggiatore, soprattutto quando si tratta di uno scoppio di scrittura. Ma sapevo che Tim lo avrebbe potuto gestire, gliel’ho inviato e ha capito esattamente di cosa parlasse il film. Ha detto di non cambiare nulla, di girarlo così com’era.

Franco parla del casting di Charlotte Gainsbourg.

Ho sempre voluto lavorare con lei, ho amato il suo lavoro in Antichrist, la sua intensità. All’inizio il suo ruolo in Sundown avrebbe dovuto essere più piccolo di quanto non lo sia diventato, perché il mio agente di casting mi ha proposto il nome di Charlotte, ed essendo per me una delle migliori attrici in circolazione, non mi sarebbe mai venuto in mente di contattarla per un ruolo di supporto. Ma l’abbiamo contattata e ci ha detto subito di sì. Le ho dato molta libertà; ha aggiunto molto al ruolo e ha portato tanto di sé nel personaggio.

Franco descrive la dinamica familiare unica di questo film che abbraccia tematiche più ampie come la disuguaglianza economica, l’interruzione delle comunicazioni, la violenza in molte forme.

Penso che sia il fatto che alla fine, tutti gli strumenti che dovrebbero avere, che provengono dal denaro, dall’istruzione, da una vita privilegiata, non significhino nulla, perché continuano a commettere gli errori più elementari, non riescono a comunicare l’uno con l’altro. Per me è sempre affascinante quanto si possa fare del male a qualcuno che si ama. Lo ripeto, queste sono persone che dovrebbero riuscire a trasmettere le loro idee e i propri sentimenti, ma continuano a rovinare tutto. La famiglia che racconto nel film è molto particolare. Spero che le persone riescano a immedesimarcisi trovando dei temi universali, ma esistono nel loro universo unico, nel modo in cui si relazionano tra loro.

Foto e poster