Home Notizie Tallinn e il Baltico lanciano i nuovi autori: Lungulov e Jankauskas tra i protagonisti di Industry

Tallinn e il Baltico lanciano i nuovi autori: Lungulov e Jankauskas tra i protagonisti di Industry

Industry@Tallinn & Baltic Event showcases 16 works-in-progress including Serbian Oscar candidate Darko Lungulov and Lithuanian filmmaker Ernestas Jankauskas on November 1

30 Ottobre 2026 23:46

Il 19 novembre 2026 il palcoscenico di Tallinn ospita uno degli appuntamenti più attesi del circuito industriale europeo: Industry@Tallinn & Baltic Event, la piattaforma di lavori in corso organizzata nell’ambito del Tallinn Black Nights Film Festival. Quest’anno la selezione conta 16 progetti in fase di sviluppo o post-produzione, un programma che mette a fuoco il cinema dell’Europa centro-orientale e baltica, portando a Tallinn nomi già consolidati e talenti emergenti che cercano visibilità internazionale. Il tallinn baltic event film festival si conferma così uno snodo cruciale per chi vuole capire dove sta andando la produzione indipendente europea.

Darko Lungulov e il peso di rappresentare la Serbia agli Oscar

Darko Lungulov è il nome che più di ogni altro porta un carico simbolico in questa edizione. Regista serbo con una vittoria al Tribeca Film Festival già nel curriculum, Lungulov arriva a Tallinn in un momento di particolare risonanza: il suo film Here and There è stato scelto come candidatura ufficiale della Serbia agli Oscar nella categoria Miglior Film Internazionale. Si tratta di un riconoscimento che non riguarda solo il singolo autore, ma che posiziona l’intera industria cinematografica serba all’interno di una competizione globale dove i posti disponibili sono pochi e la concorrenza è feroce.

Presentarsi a un evento come Industry@Tallinn con questo tipo di credenziali significa anche qualcosa di preciso sul piano strategico: il mercato nordeuropeo e baltico è un punto d’accesso privilegiato per i co-finanziamenti e le partnership di distribuzione che un film con ambizioni internazionali necessita. Lungulov non è un esordiente che cerca conferme, ma un autore che costruisce una traiettoria internazionale con metodo. La sua presenza nella selezione 2026 è tanto un riconoscimento quanto un’opportunità operativa.

Ernestas Jankauskas: tre film, una voce riconoscibile

Sul fronte lituano, il nome che spicca è quello di Ernestas Jankauskas. Il regista ha alle spalle una filmografia già articolata: Troll Farm, I Am Fine, Thanks e Sasha Was Here sono tre titoli che tracciano un percorso coerente nell’esplorazione di temi legati alla contemporaneità, all’identità e, nel caso di Troll Farm, ai meccanismi della disinformazione digitale — un soggetto che negli ultimi anni ha trovato terreno fertile nel cinema dell’Europa orientale, dove le esperienze storiche con la propaganda rendono questi temi tutt’altro che astratti.

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Jankauskas rappresenta bene la generazione di cineasti baltici che ha saputo trasformare la specificità geografica e culturale in un linguaggio riconoscibile a livello internazionale. La sua presenza all’Industry@Tallinn & Baltic Event non è una sorpresa: il festival ha storicamente funzionato come cassa di risonanza per il cinema lituano, lettone ed estone, offrendo visibilità a progetti che altrimenti faticherebbero a raggiungere i compratori e i programmatori dei grandi mercati come EFM o Marché du Film di Cannes.

I 16 lavori in corso e la logica del works-in-progress

Il formato works-in-progress — abbreviato spesso in WIP nei contesti di mercato — è uno strumento specifico dell’industria festivaliera che vale la pena spiegare. Non si tratta di proiezioni pubbliche nel senso tradizionale: i film presentati sono ancora in lavorazione, spesso con il montaggio non definitivo, senza colonna sonora completata o con effetti visivi ancora in fase di sviluppo. L’obiettivo è mostrare il progetto a distributori, venditori internazionali, co-produttori e fondi di completamento che possono intervenire nella fase finale della produzione.

Che Industry@Tallinn selezioni quest’anno 16 progetti è un dato che parla da solo: significa che la piattaforma ha una massa critica sufficiente per attrarre professionisti dell’industria che giustificano il viaggio fino in Estonia. Non è scontato. Molti WIP showcase in Europa faticano a superare la soglia dei 10 progetti e a garantire la presenza di compratori internazionali con effettivo potere d’acquisto. Tallinn, grazie alla sua storia e alla reputazione del Black Nights, riesce a tenere insieme le due componenti: qualità della selezione e presenza industriale qualificata.

Josh Trigg, Marina Palacio e la scommessa sui nuovi autori

Accanto ai nomi più strutturati, la selezione 2026 include Josh Trigg e Marina Palacio, due dei talenti emergenti che il festival porta all’attenzione del circuito internazionale. In un contesto come questo, la presenza di registi all’esordio o alla seconda opera ha una funzione precisa: dimostrare che la piattaforma non si limita a celebrare chi è già affermato, ma svolge anche un ruolo di scoperta e lancio.

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Per Trigg e Palacio, essere selezionati in un evento come il tallinn baltic event film festival significa accedere a una rete di contatti che normalmente richiederebbe anni di festival minori per costruire. È un’accelerazione. Che i loro progetti specifici siano ancora in una fase in cui i dettagli non circolano apertamente è, paradossalmente, parte della logica del WIP: l’obiettivo è che il film finisca nelle mani giuste prima che il mondo ne sappia troppo.

Perché Tallinn conta nel panorama europeo

Il Tallinn Black Nights Film Festival è uno dei pochi festival europei ad avere ottenuto il riconoscimento FIAPF nella categoria A — la stessa che include Venezia, Berlino e Cannes. Questo posizionamento non è solo simbolico: garantisce che le prime mondiali presentate a Tallinn rispettino criteri di esclusività che i grandi compratori internazionali considerano quando pianificano i propri calendari. L’Industry@Tallinn & Baltic Event si inserisce in questo ecosistema come il braccio operativo del festival, quello che trasforma la visibilità culturale in transazioni concrete.

Il fatto che un regista come Lungulov, con la candidatura agli Oscar sulle spalle, scelga Tallinn come tappa della propria strategia internazionale è indicativo. Non è una scelta di ripiego: è una scelta di posizionamento. Per chi vuole seguire l’evoluzione del cinema indipendente europeo, la data del 19 novembre e il programma completo disponibile su Variety sono un punto di partenza solido.

Sedici progetti, tre continenti di riferimento, un festival che da anni dimostra di saper leggere il cinema prima che diventi consenso critico: il tallinn baltic event film festival del 2026 non è un evento di nicchia per addetti ai lavori. È, sempre di più, uno dei luoghi dove il cinema europeo decide cosa sarà nei prossimi due o tre anni.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.