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Top Gun Maverick, recensione: il miglior sequel possibile in perfetto equilibrio tra passato e presente

Leggi la recensione di Blogo del sequel Top Gun: Maverick aka Top Gun 2 con Tom Cruise e Miles Teller al cinema dal 25 maggio.

36 anni or sono il compianto Tony Scott portava sul grande schermo uno delle pellicole anni ottanta più amate di sempre, il Top Gun che lanciò definitivamente Tom Cruise come star di Hollywood, e che ancora oggi presenta tra le più coinvolgenti sequenze di combattimento aeree di sempre. Lo sviluppo di un sequel è iniziato nel lontano 2010, quando la Paramount Pictures fece un’offerta a Jerry Bruckheimer e Tony Scott per realizzare un Top Gun 2, con Tom Cruise che avrebbe ripreso il suo ruolo dal film originale del 1986. Scott era assolutamente contrario ad un remake, ne voleva una rivisitazione dell’origjnale, ma voleva un nuovo film che si concentrasse sulla fine dell’era dei combattimenti aerei e sul ruolo dei droni nella moderna guerra aerea. Dopo il suicidio di Scott nel 2012, il futuro del sequel è stato messo in discussione, ma il produttore Jerry Bruckheimer è rimasto impegnato nel progetto, soprattutto considerando l’interesse mostrato da Cruise e Val Kilmer, e così nel 2017 viene annunciato Top Gun: Maverick, che viene presentato come un sequel con il prosieguo della storia del personaggio di Cruise, il talentuoso e ribelle pilota di caccia da combattimento Pete “Maverick” Mitchell.

Sono trascorsi ben sei anni da quell’annuncio e di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, inclusa una pandemia e quattro pellicole per Cruise: il reboot flop La mummia, la storia vera Barry Seal – Una storia americana e un sesto film di Mission: Impossible (Fallout). Il regista Joseph Kosinski designato nel 2017 e responsabile di un altro sequel uscito a grande distanza dell’originale, ci riferiamo all’ottimo Tron: Legacy, torna a collaborare con Tom Cruise dopo il fantascientifico Oblivion del 2013. Kosinski dirige da una sceneggiatura di Ehren Kruger, Eric Warren Singer e il regista Christopher McQuarrie collaboratore di lunga data di Tom Cruise; McQuarrie ha diretto Cruise in Jack Reacher – La prova decisiva e negli ultimi quattro film del franchise “Mission: Impossible” che includono Mission: Impossible: Dead Reckoning – Parte uno & due in uscita rispettivamente nel 2023 e 2024.

“Top Gun: Maverick” si apre come l’originale, sullo sfondo risuona l’iconica “Top Gun Anthem” seguita dalla hit “Danger Zone” di Kenny Loggins, un intro che dichiara chiaramente gli intenti del duo Cruise / Bruckheimer, creare un effetto nostalgia nei fan di lunga data e chiarire da subito che l’originale “Top Gun” di Tony Scott sarà la base su cui costruire un sequel che rispetterà e citerà ad ogni piè sospinto l’originale, inserendo ulteriori elementi strizzando l’occhio ad altro classico d’azione contemporaneo “Top Gun” originale, tra l’altro uscito lo stesso anno e sei mesi prima del film di Scott, stiamo parlando naturalmente de L’aquila d’acciaio con protagonista Louis Gossett Jr., attore che in molti ricorderanno nei panni del severo sergente addestratore Foley di Ufficiale e gentiluomo.

E ora veniamo ad alcune affermazioni della critica rispetto al film, critica forse un po’ troppo giovane o poco avvezza al materiale originale, che a più riprese ha scritto che “Top Gun: Maverick” è superiore all’originale; perdonatemi ma di fronte ad una affermazione che definirei risibile non si può non reagire, visto che “Top Gun: Maverick” è costruito interamente sull’originale con una riproposizione di sequenze prese pari pari dall’originale e modificate/aggiornate un minimo sindacale, inclusa una missione finale leggermente ampliata rispetto all’originale con elementi visti nel citato “L’aquila d’acciaio”. Affermare che “Top Gun: Maverick” è migliore dell’originale è una ingenuità, ma affermare invece che “Top Gun: Maverick” si piazza in una ideale classifica dei migliori sequel di sempre è decisamente più credibile. La forza di questo sequel sta proprio nella capacità di rispettare “religiosamente” il materiale originale, di rivisitarlo / aggiornarlo in una modalità che sfruttando il passato si racconta nel presente, in una modalità di cui sono capaci solamente i fan. Tom Cruise da questo punto di vista ha colto questo bisogno di ritrovare volti e luoghi familiari e lo ha posto come fil rouge del sequel, che pur presentando volti nuovi non si limita a proseguire la storia, ma ne crea una collaterale legata a doppio filo con il film originale, che ripetiamo resta un must degli anni ottanta e un cult inarrivabile, quindi cerchiamo di evitare paragoni fuori luogo e prendiamo “Top Gun: Maverick” per quello che è, un gran bel sequel che va assolutamente visto da vecchi e nuovi fan, ma soprattutto goduto su grande schermo che è il luogo che più si confà alle spettacolari sequenze aeree, che grazie alle moderne tecnologie, alzano ulteriormente l’asticella rispetto alle meraviglie coreografie di combattimento mozzafiato viste nel film originale.