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Tromperie – Inganno: trailer italiano e tutte le anticipazioni sul film con Léa Seydoux

Tutto quello che c’è da sapere su “Tromperie – Inganno”, il nuovo film di Arnaud Desplechin con Léa Seydoux al cinema dal 28 aprile.

Il 28 aprile arriva nei cinema italiani con Nomad Entertainment Tromperie – Inganno, il regista francese Arnaud Desplechin adatta il romanzo di Philip Roth e torna a collaborare con gli attori Léa Seydoux e Denis Podalydès.

Trama e cast

La trama ufficiale: Nella Londra del 1987, il famoso scrittore americano Philip (Denis Podalydès) “esiliato” nella City con la moglie, incontra regolarmente l’amante inglese – interpretata da Léa Seydoux – nel suo studio, diventato il loro rifugio e nascondiglio. I due fanno l’amore, litigano e parlano di tutto durante i loro dialoghi tra amanti: di donne, sesso, letteratura, morte, antisemitismo, fedeltà e infedeltà. Dal romanzo Inganno di Philip Roth, un adattamento sensuale ed elegante, di sopraffina intelligenza, sull’intreccio tra arte e vita “cruda” e sui misteriosi recessi del desiderio.

Il cast del film include Emmanuelle Devos, Anouk Grinberg, Madalina Constantin, Miglen Mirtchev, Rebecca Marder, Saadia Bentaïeb, André Oumansky, Gennadiy Fomin, Frédérique Giffard, Ian Turiak, Matej Hofmann, Barry Johnson, Scott Thrun, Valérie Thepsouvanh.

Tromperie – trailer e video

Trailer “3 minuti” sottotitolato in italiano pubblicato il 9 marzo 2022

Trailer sottotitolato in italiano pubblicato il 7 aprile 2022

Trailer italiano ufficiale pubblicato il 20 aprile 2022

Curiosità

  • Questa è la seconda volta che Lea Seydoux recita in un film di Arnaud Desplechin, la prima è stata in Roubaix, una luce.
  • Il film è un adattamento dell’omonimo romanzo di Philip Roth. Il regista Arnaud Desplechin aveva letto il libro e ne aveva dato copie alla troupe di Comment je me suis disputé… (ma vie sexuelle) (1996). Per i bonus in DVD di I re e la regina (2004), ha girato e recitato nella scena finale al fianco di Emmanuelle Devos. Roth ha visto il bonus e lo ha chiamato per dirgli di adattare il libro in un film. Ci ha provato nel corso degli anni ma ha fallito e ha persino pensato di farlo come una commedia teatrale con l’attore Denis Podalydès. Alla fine, ha riprovato durante il lockdown della primavera 2020 in Francia e qualcosa è scattato.
  • Il film è stato girato nel settembre 2020, tra la prima e la seconda ondata della pandemia di COVID-19 in Francia, con pochi attori e un budget molto ristretto: 153.000 euro all’inizio della post-produzione.
  • Questo è uno dei quattro film presentati al Festival di Cannes 2021 in cui recita Léa Seydoux.

Intervista a cast e regista

Il regista Arnaud Desplechin racconta la genesi di “Tromperie – Inganno”.

Questo film nasce dalla professione di fede. Credo all’intreccio che ci può essere tra arte e vita. Penso che l’arte non valga niente se al suo interno non c’è la vita più cruda, e che la vita non valga niente se non c’è arte per vederne le cose rilevanti. Inoltre, credo nel gioco dello scrittore che sparisce dietro alle sue maschere. Da spettatore, ho sempre intrattenuto un rapporto conflittuale con il cinema realistico e con tutto ciò che rinchiude la gente in una morsa sociale. Tromperie – Inganno è il concentrato di questa posizione. In questo luogo idilliaco che è lo studio dello scrittore tutti i personaggi rivendicano la loro libertà: si rifiutano di essere rinchiusi in una casella. Scelgono la libertà. Lo studio è il cuore del film. C’era una difficoltà: come mettere in scena i frammenti dei dialoghi che Roth ha raccolto senza che lo spettatore si annoi? Come fare in modo che questo testo, che sembra circolare, diventi un racconto, si infiammi e che ogni parola ritrovi la propria forza? Tutto questo necessitava ldi a creazione una messa in scena, e questo impegno mi entusiasmava. Come lo dice la giovane esiliata ceca, nessun personaggio di Tromperie – Inganno si trova al suo posto. Né gli esiliati cechi, né l’amante inglese prigioniera di un matrimonio sinistro, né Rosalie nel suo ospedale… L’unico che abbia trovato il suo, è lo scrittore, nel suo studio, quando scrive o quando ascolta… Ma questo posto ha un prezzo: la solitudine e una forma di austerità. Tromperie – Inganno racconta la storia di persone che si trovano fuori luogo; quest’uomo le ascolta e trascrive le loro parole.

Desplechin spiega come le donne sono le regine di Tromperie – Inganno. Senza di loro, né desiderio né creazione…

Quel che amo in questo racconto è che l’autore si cancella rispetto alla sua eroina. Anche questo è una professione di fede. Ho avuto, in precedenza, la velleità di creare il FDLP, il Fronte di Liberazione dei Personaggi, per elogiare i film dove i personaggi prendono il potere – nel disordine: Marnie, Manhattan, oppure tutti i film di Tarantino. Improvvisamente, un personaggio sa qualche cosa di se stesso! Quel che mi ha colpito quando ho scoperto il libro di Philip Roth, è l’attenzione acuta dello scrittore alla voce di ogni donna. Questa attenzione sarebbe trascurata da uno scrittore minore. Lì dove altri avrebbero chiesto alla donna di fare prova della sua eccellenza, Philip, lui, accetta qualsiasi parola della sua amante e ne fa tesoro. Un marito infedele, un problema di soldi, un ispessimento del collo dell’utero… Questa riservata attenzione all’intimità, alla ferita più tenue, mi sconvolgeva.

Lea Seydoux parla del suo ruolo in Tromperie – Inganno e del lavorare di nuovo con Arnaud Desplechin.

Ho avuto pochi ruoli loquaci al cinema, oltretutto con un testo così impegnativo. C’era la necessità di esprimere le parole in modo incisivo e veloce. Abbiamo sicuramente diverse voci a seconda dei periodi e della situazione dell’esistenza. La mia voce in Roubaix, une lumière è chiaramente diversa da quella che ho in Tromperie – Inganno. La voce in questo film si avvicina di più a quella che ho nella vita. Ho avuto la sensazione di capire istantaneamente il film, Così è stato anche sul set: quando Arnaud mi dava delle indicazioni, sapevo esattamente cosa volesse, come fosse evidente… A volte, basta una sola frase di una sceneggiatura per farvi capire tutto il film, una frase intorno alla quale gira tutto il film. In questo caso, si tratta della frase finale, quando il mio personaggio dice a Philip: “Ero tutto così tenero… A meno che non mi sia sbagliata…”. Gli risponde di no, che non si è sbagliata. Tutto i film stanno in queste due frasi, non c’è un malinteso: la tenerezza c’è stata veramente tra di loro. Questa frase è legata all’inizio del film, quando gli chiede se anche lui sente la stessa cosa. Spesso nelle storie d’amore ci sono dei malintesi. Qui, l’uno e l’altra si trovano d’accordo alla fine: si sono intesi. Ero in lacrime alla fine della sceneggiatura! Ero nello stesso stato quando ho recitato quella stessa scena. Il nostro mondo manca crudelmente di tenerezza. Tuttavia, la tenerezza ha a che vedere con il dono, la generosità. È sconvolgente. E ce n’è tanta in questo film. Ho l’impressione che sia il mio primo ruolo di donna e di essere in sintonia con la mia età, la mia vita. Non avrei potuto interpretare questo ruolo cinque anni fa. Quello che ho attraversato, vissuto, mi ha nutrito per questo film.

Denis Podalydès parla del suo personaggio, del tornare sul set con Arnaud Desplechin e del lavoro di Philip Roth.

Arnaud mi ha detto due cose: Philip non è gentile e Philip è conciso. Queste due cose andavano contro la mia natura. Prima conseguenza: ho dovuto seguire una dieta, che mi ha permesso di essere percepito come più desiderabile. Come te, quando ho visto il film, mi sono trovato fisicamente diverso. Arnaud, lo sappiamo, è un maestro per quanto riguarda la direzione degli attori. Ha il dono di invitarvi nel suo mondo e, in questo caso, in quello di Philip Roth. Peraltro, mi sembra che il loro universo converga in questo film a tal punto che il testo iniziale sembra scritto da Arnaud. Infatti, quando ci fa entrare nel suo mondo, ci allontana dal nostro essere e ci rende diversi. Anche il suo modo di girare, rapido e al tempo stesso leggero, ci rende poco consci di quello che stiamo facendo. Il che non ci impedisce di essere in un rapporto lucido con lui e i nostri partner. Arnaud e Léa mi hanno portato in zone a me poco note. La questione del desiderio è centrale nei lavori di Roth, come in quelli di Arnaud. C’è qualcosa di molto sconveniente in Roth, e mi piace molto che con Arnaud la recitazione possa arrivare ad un tale punto di inappropriatezza; cerca di risvegliare gli attori, di metterli in uno stato di desiderio e in una certa sovversione morale. Tutto era scritto, eppure eravamo confinati in uno stato di piacere specifico dell’improvvisazione. È un particolare piacere fisico connesso alla sensazione di creare e vivere una situazione una volta sola. In queste riprese ci siamo sentiti liberi di esprimerci, in armonia con il nostro corpo. È una sensazione rara, soprattutto in un ambiente così definito, con un testo così rigoroso. Una sensazione di puro presente, di grande intensità. Arnaud ed io abbiamo messo in discussione ogni frase del testo. Abbiamo provato più variazioni, con il principio costante di lasciarsi trasportare dalla ripresa che stavamo girando. Abbiamo sempre mantenuto la libertà di allontanarci da quanto era stato precedentemente discusso. Le riprese avrebbero potuto portarci da qualche altra parte. Léa Seydoux era in un tale stato di allegria e disinvoltura da darmi fiducia. Mi ha anche permesso di liberarmi, che era la risposta di Arnaud alla mia domanda sul perché non ha dato la parte a Mathieu: mi ha detto che ero Philip, e Mathieu era, per lui, Nathan Zuckerman, l’alter ego immaginario di Roth. Abbiamo parlato molto anche di Michel Piccoli e del suo stile di recitazione. Pensare a lui ha anche aiutato a liberare in me uno spazio. Piccoli aveva un modo meraviglioso di stare con i suoi partner, una grazia e una libertà assolute, che gli permettevano di recitare anche l’amore fisico con la massima intensità pur rimanendo rigorosamente nella parte e senza deviare in una zona grigia. Con Léa siamo entrati in una vera intimità nel recitare con quella totale chiarezza drammaturgica.

Il libro originale

Philip Milton Roth (1933 – 2018) è stato uno dei più noti e premiati scrittori statunitensi della sua generazione, conosciuto in particolare per il racconto “Goodbye, Columbus”, ma ha raggiunto la notorietà con “Lamento di Portnoy”, considerato scandaloso dai suoi detrattori che accusano Roth di utilizzare un linguaggio troppo aperto e scurrile. Lo scrittore è stato proposto più volte per il Premio Nobel, che non ha mai ottenuto, pur essendo stato premiato con altri riconoscimenti.

Il regista Arnaud Desplechin spiega come mai ha deciso di adattare il libro di Philip Roth, un adattamento che cerca di realizzare da trent’anni.

Inizialmente ho letto Tromperie – Inganno in francese, poi in inglese. Ricordo di averlo regalato alle mie collaboratrici durante la preparazione di Comment je me suis disputé… (ma vie sexuelle). Più tardi, ho utilizzato questo testo per un contributo del DVD di Rois et Reine, dove recitavo la scena finale con Emmanuelle Devos. Philip Roth vide quel contributo e mi chiamò una sera. Ero terrificato all’idea di parlare con il grande uomo! Gli dissi che mi sembrava impossibile adattare Tromperie – Inganno al cinema. Roth sorrideva al telefono, e mi ripeteva: fai semplicemente come hai fatto per il contributo! Mi ci vollero decenni per indovinare quel che Roth aveva visto. Più volte, ci ho provato senza essere soddisfatto del risultato. Ho pensato di adattarlo al teatro per Denis Podalydès, ma anche quella volta ho fallito! Durante il lockdown, qualcosa dentro di me si è sbloccato. Ero rinchiuso anche io come il personaggio di Philip nel suo studio. Ero molto felice di lavorare recluso. L’aspirazione alla libertà dei personaggi ha preso tutta un’altra risonanza.

Film tratti dalle opere di Roth

La ragazza di Tony, regia di Larry Peerce (Goodbye, Columbus, 1969)
Se non faccio quello non mi diverto, regia di Ernest Lehman (Portnoy’s Complaint, 1972)
La macchia umana, regia di Robert Benton (The Human Stain, 2003)
Lezioni d’amore, regia di Isabel Coixet (Elegy, 2008)
The Humbling, regia di Barry Levinson (2014)
Indignazione (Indignation), regia di James Schamus (2016)
American Pastoral, regia di Ewan McGregor (2016)
Il complotto contro l’America – miniserie TV, regia di Minkie Spiro e Thomas Schlamme (2020)

La sinossi del romanzo: Né storia né narrazione seguiti, questo libro è costituito da un susseguirsi di dialoghi tra Filippo, romanziere americano stabilitosi per un periodo a Londra, e varie donne: la sua amante, sua moglie e altri personaggi femminili meno reali, a volte anche sognati. Tutti parlano attraverso la voce dell’autore, Philip, l’alter ego di Philip Roth. Nessun filo conduttore collega queste conversazioni spesso concise, tranne l’eco lancinante delle solite ossessioni di Roth – sesso, adulterio, fedeltà, antisemitismo e letteratura -, il vero soggetto è l’esplorazione degli oscuri recessi di vite e anime, confini sfocati tra la realtà e immaginazione. Un’indagine intrisa di un misto di umorismo e serietà che rimane nella vena di The Writer of Shadows e La contrevie. Deception è un autentico romanzo rosa, frizzante di verve e spirito, traboccante di emozione ed erotismo, che conferma l’instancabile inventiva dell’autore.

La colonna sonora

  • Le musiche originali del film sono del compositore Grégoire Hetzel (La donna che canta, Chiamate un dottore!, La crociata). Hetzel e il regista Arnaud Desplechin hanno collaborato anche per I re e la regina (2004), L’Aimée (2007), Racconto di Natale (2008), I miei giorni più belli (2015), I fantasmi d’Ismael (2017), Roubaix, una luce nell’ombra (2019).

Il regista Arnaud Desplechin parla della collaborazione con il compositore Grégoire Hetzel

Quando arrivo al montaggio, porto sempre con me la scaletta delle musiche che mi hanno accompagnato durante la scrittura. Questo da una direzione a Grégoire Hetzel, è un’ispirazione ma anche una morsa dalla quale disfarsi. In questo caso, è la prima volta che sono andato da Grégoire con un montaggio che aveva solamente musiche composte da lui. Il riferimento, questa volta, era lui! La colonna sonora di Tromperie – Inganno è in qualche modo l’incontro di tutto quello che abbiamo creato insieme da “I re e la regina”.

TRACK LISTINGS:

01. Lotus Blossom Opening 1:18
02. Voix De L’Amante Anglaise 4:20
03. Recit De Prague 3:12
04. L’Interrogatoire Du StB 1:33
05. Il Neige 5:14
06. Exil 3:06
07. Fievre D’Ecriture 2:36
08. Demonstration 2:34
09. L’Epouse 5:07
10. Une Derniere Fois 2:14
11. Lotus Blossom Coda 1:52

 

 

 

Foto e poster