L'Uomo Fiammifero: Cineblog intervista il regista Marco Charini

L'Uomo Fiammifero: Cineblog intervista il regista Marco Charini

Vi abbiamo presentato il film italiano L'Uomo Fiammifero in questo post suscitando diversi commenti. Il film è arrivato in pochissime sale ma Cineblog oggi è orgoglioso di proporvi un'intervista al regista Marco Chiarini.

Da dove ti è arrivata l'idea dell'Uomo Fiammifero?
Tutto è partito da una serie di acquarelli disegnati durante l'ultimo anno al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma. Erano stati realizzati preparando il mio film di diploma Hansel & Gretel Discomusic da un'idea dello sceneggiatore Giovanni De Feo e del montatore Lorenzo Loi. Poi per una serie di complicazioni il corto non è stato girato ma nel cuore di noi tre è rimasta la voglia di lavorare su una storia che partisse proprio da quelle atmosfere evocate in quegli acquarelli. E da lì è partito tutto.

Ci racconti l'iter del film? Dal libro alla pellicola...
Su grande incitamento di Giovanni abbiamo lavorato ad un lungo trattamento sapendo già che lo avremmo girato autoproducendodelo. Il problema però è sorto quando ci siamo resi conto che comunque un minimo budget era necessario. Allora ci è venuta in mente l'idea di pubblicare tutto il materiale preparatorio al film (disegni, foto, appunti, acquarelli) e vendere il libro e le tavole originali. A quel punto Dimitri Bosi del Cineforum e Fabrizio Cico Diaz hanno preso in mano la produzione vera e propria. Fino poi a collaborare con Pietro Albino Di Pasquale, uno sceneggiatore tra i più talentuosi e folli che io abbia mai conosciuto e Fabio Fidanza il vero creativo della social distribution che porta il film in tutta Italia.

L\'Uomo Fiammifero: Cineblog intervista il regista Marco Charini
L'Uomo Fiammifero: Cineblog intervista il regista Marco Charini
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L'Uomo Fiammifero: Cineblog intervista il regista Marco Charini
L'Uomo Fiammifero: Cineblog intervista il regista Marco Charini

E così avete racimolato i soldi...
Abbiamo ricavato poco più di 20.000 euro con cui la produzione è partita. Ma molti professionisti si sono aggiunti al progetto convinti della qualità oro delle nostre idee.
Così è successo con Michele Modafferi lo scenografo, Chiara Ferrantini la costumista,
Pierluigi Piredda il direttore della fotografia e infine Francesco Pannofino con il ruolo principale del padre di Simone.

Come hai trovato il piccolo Marco Leonzi? Come si lavora con i ragazzini di quell'età?
Avevo già lavorato con lui in un cortometraggio e sapevo che era molto bravo e aveva quello sguardo sognante che era perfetto per il suo ruolo. Per lavorare poi con bambini "non attori" io ho impostato la messa in scena in maniera tutta diversa rispetto al lavoro con i professionisti. Non ripetevo troppe volte i ciak per non far perdere la spontaneità della recitazione e non amavo spezzare troppo le riprese; i bambini bisogna interromperli il meno possibile e, come si dice in termine tecnico, montare in macchina.

Ci racconti qualche curiosità sul film che ti sta particolarmente a cuore?
Con una lavorazione così complessa è stato molto facile collezionare una serie interminabile di vicende incredibili, come poi spesso succede per qualsiasi produzione. Vorrei sottolineare qui il rapporto di lavoro che c'è stato con tutti quelli che a vario titolo sono entrati a lavorare nel film. Ognuno è stato catturato dalla sfida di portare nelle sale il film e ognuno ha donato (perchè di dono in effetti si parla) l'anima al film, ha messo tutta la passione di cui era capace nelle lavorazioni che poteva seguire secondo la propria professionalità.

Al Fantasy Horror Award sei in gara per la sezione Low Budget contro Paranormal Activity. Come ti senti? E cosa ne pensi del tuo concorrente?
Non ho visto il film ma è una dimostrazione che alla base di ogni percorso creativo artistico il primo passo è l'idea, che deve essere forte e vincente.

Qual è il tuo film fantasy preferito?
"I banditi del tempo" di Terry Gilliam

C'è qualche tua parte preferita dell'Uomo Fiammifero? E qualche parte che ti piace di meno?
Il momento in cui Simone ci descrive tutti i suoi amici. Mi piace meno il momento in cui i Simone e Lorenza si salutano. Lì, porca miseria, dovevo osare di più...

Hai anche curato l'animazione stop-motion del film. Come mai hai scelto proprio questa tecnica?
Perchè è da sempre che sono affascinato da questa tecnica. Da quando andavo alle elementari. E' una fascinazione profonda.

E come al solito, la domanda di rito: dacci 3 motivi per cui dovremmo vedere il tuo film.
1) perchè il film ti costringe a rivedere la realtà con gli occhi di quando eravamo bambini
2) perchè ti fa capire che nella vita ci devi credere sempre
3) perchè con le musiche di Enrico Melozzi piangi e con Francesco Pannofino nella scena della cena ridi come un bambino.

Grazie Marco. Cineblog augura in bocca al lupo a te e a tutto il cast. Potete vedere il trailer qui.

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