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Venezia 2010: Guai se abdicasse La Pecora Nera

Pubblicato: 02 set 2010 da Italo Moscati

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la-pecora-nera-disegnoVisioni avveniristiche per il Lido veneziano. L’Hotel des Bains, quello di Morte a Venezia di Luchino Visconti, dal romanzo di Thomas Mann, è fasciato di tubi innocenti. Scorrono le lacrime in tutti questi tubi invasi dai ricordi. Tramontano i trascorsi di lusso degli inizi del Novecento e il magnifico hotel si prepara ad essere un residence (di lusso?) per tristissimi turisti a caccia di antichi fasti della Serenissima. Piange anche l’Hotel Excelsior, altro luogo della tradizione festivaliera, che piegherà le ginocchia davanti alla devastazioni di una crisi che oggi viene chiamata ristrutturazione.

Dentro le sale della Mostra ghignano con occhi asciutti i turisti colti (?) del cinema che si aggrappano ai film come a zattere sulla terra ferma. Nostalgie di quanto il cinema-cinema era fatto di pecore nere, ossia di autori come gli italiani Rossellini, Monicelli, Fellini, Rosi, Antonioni, Pasolini, Leone, lo stesso Visconti, e come gli stranieri Malle (il film scandalo “Gli amanti), Richardson (“Billy il bugiardo”), Losey, Russell (“I diavoli”). Tanto per citarne alcuni. Bei tempi di incazzature e risse artistiche.

Ora si va a passo di lumache più che di pecore. Ma forse non tutto è perduto, nella speranza che Venezia 67 metta almeno qualche marcia più alle lumache. Ci si aspettava molto, forse troppo, da La pecora nera di Ascanio Celestini preferito a Pupi Avati come uno dei quattro film nostrani in concorso. Dico subito che la scelta del direttore è stata azzeccata, anche se non posso fare confronti non avendo visto il lavoro di Avati.

ascanio-celestini-la-pecora-nera

Azzeccata per un motivo: il coraggio di proporre un test per un teatrante come Celestini che dimostra sempre un gran talento e una gran voglia di “imparare”, soprattutto adesso con la macchina da presa, per lui nuova.

L’idea è doppia. Raccontare un manicomio in astratto- ma certo prima della riforma Basaglia che chiudeva questi “ospedali-ghetto”- rifacendosi ad un periodo che va dagli anni Sessanta e agli anni Ottanta. Una storia attraverso le vicende di un ragazzo che si estranea a tutto e a tutti, coltivando una visione delle cose e delle persone che gli permette di stare con i matti “veri”, come se vi si specchiasse. Ambienti e gente comune che si rassegna a un’esistenza lambita dal mondo esterno, consumi e sesso. Tutto ciò immerso in una atmosfera stralunata e sacrale, come suggerisce Celestini (che vede santi dappertutto), allo stesso tempo alienata ma in fondo confortevole, colma di dolorosa umanità.

Un’ora e mezzo che viene tenuta insieme dalla voce narrante del regista-attore, una narrazione a singhiozzo. Un debutto interessante ma per il cinema il prode Ascanio, bravo a scrivere, ha bisogno di mangiar tanta pellicola e farsi venire il sedere piatto in moviola. E prenda lezioni, senza complessi di inferiorità, dalle “pecore nere” del grande cinema. Urlavano al cielo come leoni.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Narnia da Segni

    02 set 2010 - 19:50 - #1
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    Dottor Moscati l’ho sempre seguita ritenendola una delle persone più preparate e al di sopra di ogni sospetto.
    Non ho altri mezzi per comunicarle quello che mi è accaduto la scorsa settimana a Colleferro dopo aver visto ed applaudito un uomo di all’incirca 50 anni.
    Caso volle che dopo l’entusiasmante perfomance che ha fatto gridare al miracolo l’intera platea presente per la poliedricità dell’artista, lo rincontrai nell’unico Pub della cittadina sotto Segni.
    Le risulta di avere dei parenti da quelle parti?
    le risulta in passato una richiesta d’aiuto, quanto meno a presentare ai suoi illustri amici quello che all’epoca doveva essere un ragazzo di talento dalle mille speranze?
    Le dovesse venire nuovo l’intero discorso le chiedo anticipatamente scusa.
    Fosse invece veritiero mi chiedo come mai non lo sostenne…mi creda in tutta sincerità, prese un grosso abbaglio e dalle altre parole captate ho compreso quanto per lui questo non sia un periodo affatto felice.
    Cordialità!

  • Profilo di italo-moscati

    italo-moscati

    02 set 2010 - 22:14 - #2
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    Narnia da Segni, la ringrazio per le prime sue parole. Per le secondo, devo dirle in tutta franchezza che io parenti da quelle parti non ne ho, e non ne ho mai avuti. Un uomo di cinquant’anni? Non so davvero cosa dirle. Forse basterebbe un nome per farmi tornare la memoria. Meglio sempre dubitare di se stessi. Mi dispiace che una persona di così grande talento non abbia trovato la strada che meritava. Tuttavia, siccome ho a cuore i tanti giovani (ad esempio i miei studenti all’università) che mi chiedono consigli o indicazioni, ho sempre cercato di comprenderli e di dare dei suggerimenti nei limiti delle mie possibilità. E poi, per esperienza, è difficile credere che una persona di così grande talento si sia fermata: gli artisti hanno una tale determinazione che non basta certo un’occasione mancata per impedire loro di tentare con tenacia, a non molti chilometri da Roma. Entrare nello spettacolo implica un impegno continuativo, una capacità di relazione a vasto raggio…Non so cosa altro dirle e spero di essersi spiegato con chiarezza, grazie ancora e a presto…

  • Narnia da Segni

    02 set 2010 - 23:28 - #3
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    Il cognome è Caslini, il nome in questo momento non lo rammento ma domattina mi premurerò di andare a rileggere il manifesto in Comune.
    Non ho mai dubitato un solo attimo lei mi rispondesse, confermandomi ma non ce n’era bisogno, la sua indiscutibile eleganza e signorilità.
    Sappia comunque che da queste parti, dove si mangia benissimo ammirando i Monti Lepini e la vicina Palestrina, lei ha molti sostenitori ed ammiratori che la leggono avidamente e cercano di seguirla in ogni suo pacato e rigoroso intervento, qualunque Media possa promuoverlo.
    Forse non l’avrà mai ipotizzato però mi auguro di rivederla alle prese con Viziati un format innovativo e fortunatamente accessibile ed illuminante!
    Sinceri Saluti.
    P.S. Anche se non le appartiene per stile e formazione, desidererei sapere quali sono i suoi prossimi impegni. Non abbia timore!
    L’altra sera guardando DA DA DA su RaiUno, era Lunedì, tra i vari filmati, uno, splendido, di Anna Magnani, immediatamente ho associato quello storico sguardo alla sua Biografia, complimenti, una lettura felice. E lei è come la monumentale Anna, guarda dritto negli occhi, anche nel pianeta virtuale d’Internet e non è cosa da poco.
    Grazie.

  • Profilo di italo-moscati

    italo-moscati

    03 set 2010 - 09:56 - #4
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    Grazie, il cognome mi dice qualcosa in effetti. Era un giovane che mi fu presentato dalla sorella dell’allora mia suocera. Lo ascoltai mentre seguivo le prove di una commedia che avevo scritto. Lo incoraggiai e gli dissi più o meno quello che dico ai giovani (vedi mio commento sopra), poi seppi che era diventato un organizzatore di proiezioni e di manifestazioni. Tutto qui. Le cose che lei mi scrive quindi mi giungono totalmente nuove. Ma sono felice che lei , con altri, lo abbia trovato bravo sulla scena. E’ una notizia per me, e gli faccio molti auguri, confermando il mio punto di vista: mai arrenders, mai fermarsi, provare, insistere, traseferirsi…Per quanto mi riguarda la ringrazio. E’ appena uscito un mio libro su Greta Garbo. Sto per andare a Torino dove presenterò il mio film doc “Concerto italiano”. Sarò a Frosinone in novembre dove verrà dato questo film e parteciperò ad un incontro su cinema, tv e storia. Saluti cordialissimi.