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La leggenda di Beowulf: Recensione in Anteprima

Pubblicato: 14 nov 2007 da dr. apocalypse

La leggenda di Beowulf (Beowulf, Usa, 2007) di Robert Zemeckis; con Ray Winstone, Anthony Hopkins, John Malkovich, Robin Wright Penn, Brendan Gleeson, Crispin Hellion Glover, Alison Lohman, Angelina Jolie.

Danimarca. In un’epoca magica piena di eroi e di mostri, di demoni e misteriose creature, di avventure, coraggio e valore, di ricchezza e di gloria, un uomo mitologico, senza paura e oramai leggendario, appare per salvare un antico regno danese dalla distruzione di una creatura malvagia, chiamata Grendel, per succedere poi al trono dell’anziano Re Hrothgar, dal misterioso passato.

Un vichingo alto, forte e spavaldo, ambizioso e temerario, capace di sconfiggere mostri in ogni angolo della terra, ottenendo fortune, fama, ricchezze e un intero regno. Un guerriero, un marito, un eroe, un uomo conosciuto in mezzo mondo con un solo nome, che risuona altisonante persino all’interno di canzoni che narrano le sue gesta… Beowulf!

E’ obiettivamente complicato dare un giudizio su questo nuovo film di Robert Zemeckis.
Tecnicamente nettamente superiore al precedente Polar Express, la pellicola risulta però essere in fin dei conti non tanto un prodotto cinematografico, quanto un vero e proprio videogioco.
La tecnica del “performance capture” alle lunghe stanca e soprattutto nella maggior parte dei casi mostra tutti i suoi limiti, ancora evidentissimi.

Il film è “pura finzione” e si vede quasi sempre!
L’effetto che riesce a dare è un mistro tra i personaggi “reali” di Shrek, il Gollum del Signore degli Anelli e Polar Express, rimanendo alla fine in una sorta di limbo di totale incompiutezza.
Questa tecnica, da molti vista come il “futuro” del cinema, non può ergersi a protagonista di un’intera pellicola.
E’ perfetta per la realizzazione di personaggi mitologici, secondari alla storia stessa, “spalle” a personaggi reali, in carne ed ossa, ma non può assolutamente sostituirli.

Il risultato che si ottiene è alla fine questo, un ibrido freddo, inumano, glaciale, incapace di dare emozioni di qualsiasi tipo.
L’esempio lampante ed evidente si può notare negli occhi di tutti i protagonisti: sono spenti, privi di vita, senza anima, e non basta metter dietro loro il viso di un personaggio “vero”, di una stella di prima grandezza, perchè la differenza è netta, e particolarmente fastidiosa.

Quello che riesce a fare Zemeckis con la macchina da presa mai avrebbe potuto realizzarlo “normalmente”, ci sono punti di vista in soggettiva assolutamente incredibili, movimenti mirabolanti, ma il film, che paradossalmente rallenta vistosamente nella parte centrale, risultando addirittura noioso, proprio nell’abuso della Performance Capture, che dovrebbero essere il punto di forza della pellicola, perde forza e vigore.
Indubbiamente vederlo in 3D darà sensazioni decisamente diverse.
Alcune scene sono state ideate e realizzate pensando palesemente al formato 3D, perdendo efficacia nel “normale” 2D, fruibile nei cinema classici.

La storia è arcinota, ed è semplicemente la più antica epopea esistente in lingua inglese.
Scritto originariamente tra il VII e il XII secolo, su fogli di pelle trattata, da un autore sconosciuto, il poema è stato poi copiato più volte nei successivi duecento anni, fino ad esser raccolto nel 900 in un volume, distrutto poi parzialmente in un incendio alla Cotton Library, il 23 ottobre del 1731.
Scritto in inglese arcaico, venne sbeffeggiato per anni, a causa della mescolanza di temi pagani e cristiani e alla presenza di ben tre antagonisti, anzichè uno, l’ultimo dei quali lontano nel tempo dagli altri due di addirittura mezzo secolo.

Solo nel XX secolo Beowulf è stato totalmente rivalutato, grazie a J.R.R Tolkien, che sottolineò come l’errore principale consisteva proprio nel paragonarlo a Omero o a Virgilio. Non era conforme alle regole della poesia epica creata dai greci e dai romani dell’antichità solo perchè era un racconto scandinavo, con una propria precisa metrica.
Quindi c’è da dire grazie a Tolkien se oggi Beowulf viene letto nelle scuole superiori inglesi, fino all’arrivo di questa trasposizione cinematografica.

Risulta complicato anche dover giudicare gli “attori”, che recitano senza scenografie, senza vestiti di scena, ma interamente ricoperti da piccole ventose e da una tutina blu, ovviamente a noi non visibili, per poter catturare poi tutti i loro movimenti, prontemente ritoccati al computer.
Tra tutti probabilmente Hopkins e la Jolie risultano essere i più “credibili”, anche se alla fine il personaggio meglio riuscito è proprio il mostro Grendel, ennesima dimostrazione di come questa tecnica debba limitarsi a loro, ai mostri di pura fantasia, e non agli esseri umani, che, fino a quando il cinema resterà cinema, dovranno essere i protagonisti assoluti di questa splendida magia che da oltre un secolo ci emoziona e ci affascina, senza performance capture di nessun tipo.

Voto Federico: 5,5
Voto Carla: 6,5
Voto Gabriele: 5
Voto Michele: 5

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (2 Voti | Media: 5 su 5)
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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • L.S.S. Snake

    14 nov 2007 - 13:44 - #1
    1 punto
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    Speriamo che questa tecnica venga usata solo x creare creature fantastiche e no x rifare gli esseri umani.Ma xchè nn fà il seguito di roger rabbit?

  • Profilo di paolino

    paolino

    14 nov 2007 - 16:30 - #2
    1 punto
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    Volevo segnalarvi che la Warner Bros. distribuirà assieme a Beowulf il primo trailer italiano di SWEENEY TODD! Al cinema quindi dovreste vederlo.

  • Profilo di MesserWolf

    MesserWolf

    14 nov 2007 - 17:34 - #3
    1 punto
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    mah… peccato. Il pericolo concreto di trasformare una tecnica/mezzo nel protagonista era evidente… però strano che addirittura annoi, c’è anche Neil Gaiman tra gli sceneggiatori mi pare.

    Probabilmente andrò a vederlo, in particolare mi piacerebbe vederlo in 3d all’arcadia….

  • Dal 16 novembre al cinema

    16 nov 2007 - 10:09 - #4
    0 punti
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    […] Angeli distratti: Fallujah, novembre del 2004; un soldato americano e una donna irachena si incontrano. E’ un incontro strano, perché i due sono nemici ma pur sempre esseri umani… Dopo essersi conosciuti e aver stabilito un contatto però la guerra incombe crudele. Un documentario, diretto da Gianluca Arcopinto, raccontato con materiale di repertorio ed interviste a Simona Torretta, ad un reduce americano pentito, ad un medico arabo di Fallujah e ad una donna irachena che ha perso i suoi figli in guerra. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ La leggenda di Beowulf: in un’epoca magica piena di eroi e di mostri, un uomo senza paura e oramai leggendario appare per salvare un antico regno danese dalla distruzione di una creatura malvagia, chiamata Grendel, per succedere poi al trono dell’anziano Re Hrothgar, dal misterioso passato. Tratto dal celeberrimo poema anglosassone, il nuovo atteso film di Robert Zemeckis, creato con la tecnica del performance capture. Con Ray Winstone, Anthony Hopkins, John Malkovich,b Crispin Glover e Angelina Jolie. Qui la nostra recensione. […]

  • […] Parliamo della tecnica che unisce attori e cartoni animati. Looney Tunes Back in Action mi ha dato l’opportunità di imparare ad usare questa tecnica, che però ormai è vecchia rispetto a quelle usate per Beowulf. Tra l’altro Ray Winstone nella realtà non è così bello e spettacolare… Un altro esempio di tecnica avanzatissima è quella di 300, che però non è per niente realistico. Probabilmente sono stati i videogame ad abituare il pubblico a questo, e gli Studios coi soldi possono fare quello che vogliono. Ma credo che il pubblico voglia anche una bella storia. […]

  • […] Ieri sera ho visto La leggenda di Beowulf di Robert Zemeckis. Concordo pienamente con la recensione in anteprima di una settimana fa: la motion capture andrebbe usata solo come effetto speciale, per creare personaggi mitologici, mostri, esseri fantastici (Grendel, la madre di Grendel, il drago…) ma per un film intero è decisamente troppo. […]

  • GStrazzanti

    21 nov 2007 - 18:07 - #7
    0 punti
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    La mitologia nordica è una delle più intriganti e ricche, anche per la sua estrema varietà (le leggende islandesi differiscono enormemente da quelle norvegesi, ad esempio). Quella di Beowulf, di cui si conservano (seppur piuttosto tormentati) diversi manoscritti, è un poema popolare che per influsso della sensibilità cristiana vede un utilizzo simbolico dei colori e degli eventi (rilevante è ad esempio quello del colore verde oppure della ritualità con cui “Il Cervo” - il re - organizza dei banchetti nella sala più grande del suo castello…). Probabilmente nella sua versione originaria Beowulf altro non era che una storia di guerrieri e le vicende dell’eroe ripercorrono quelle di Odino e di Thor (tale filone avrebbe dato alla vicenda dei risvolti più puramente “angli” e barbari). [+]
    La mitologia nordica è una delle più intriganti e ricche, anche per la sua estrema varietà (le leggende islandesi differiscono enormemente da quelle norvegesi, ad esempio). Quella di Beowulf, di cui si conservano (seppur piuttosto tormentati) diversi manoscritti, è un poema popolare che per influsso della sensibilità cristiana vede un utilizzo simbolico dei colori e degli eventi (rilevante è ad esempio quello del colore verde oppure della ritualità con cui “Il Cervo” - il re - organizza dei banchetti nella sala più grande del suo castello…). Probabilmente nella sua versione originaria Beowulf altro non era che una storia di guerrieri e le vicende dell’eroe ripercorrono quelle di Odino e di Thor (tale filone avrebbe dato alla vicenda dei risvolti più puramente “angli” e barbari). [+] La mitologia nordica è una delle più intriganti e ricche, anche per la sua estrema varietà (le leggende islandesi differiscono enormemente da quelle norvegesi, ad esempio). Quella di Beowulf, di cui si conservano (seppur piuttosto tormentati) diversi manoscritti, è un poema popolare che per influsso della sensibilità cristiana vede un utilizzo simbolico dei colori e degli eventi (rilevante è ad esempio quello del colore verde oppure della ritualità con cui “Il Cervo” - il re - organizza dei banchetti nella sala più grande del suo castello…). Probabilmente nella sua versione originaria Beowulf altro non era che una storia di guerrieri e le vicende dell’eroe ripercorrono quelle di Odino e di Thor (tale filone avrebbe dato alla vicenda dei risvolti più puramente “angli” e barbari). Ma di tutto ciò, o di altri spunti interessanti, nel film si vede veramente pohissimo - la filosofia cinematografica moderna è: rendiamo tutto quanto più banale possibile per raggiungere un numero più alto possibile di spettatori: solo così si può spiegare come il nemico mortale di Beowulf in questa versione tridimensionale sia diventato una delle creature mitologiche più temibili della cultura anglosassone, ovvero: la Top Model con i tacchi a spillo - tipica anche delle mitologie danesi e germaniche… perché sono andato a vedere il film? Perché dal cartellone pubblicitario non si capisce che si tratta di un film di animazione (hanno persino messo i nomi degli attori!), ma anche perché non mi informo mai sui film che vado a vedere… e in questo caso, trattandosi di una leggenda tanto particolare e complessa pensavo che chi si fosse preso la briga di affrontarla lo avesse fatto con ispirazione e competenza e non avesse fatto la prolungata publicità di un videogame. Non è certo una cosa che riguarda solo questo film o imputabile alla tecnica grafica - è un andazzo comune (non so perché mi prendo la briga di scriverne in effetti…): e questo andazzo suggerisce banalizziamo tutto, rendiamo tutto leggero, solito, ordinario tanto quello che conta sono i numeri… le cifre…no? Ho letto che qualcuno raccomanda alle mammmine di non portare i bimbi a vedere il film per il concentrato di sesso (non ho visto una sola scena di sesso nel film…) e violenza (la violenza non fa male a nessuno, neanche ai bambini, sono le scene vuote e da cabaret che fanno male, e non solo ai bambini). La mia raccomandazione è la stessa, non portate nessuno a vedere questa fesseria - comprate una copia del poema (che è il più antico in lingua inglese…) e leggetelo ai bambini prima di andare a letto. Meglio di qualsiasi videogame.

  • Fu

    03 dic 2007 - 07:56 - #8
    -1 punto
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    Ho appena visto Beuwulf. Il film piu`brutto che abbia mai visto in vita mia. Da vedere. Da ridere in mezzo alla sala per le cazzate che dicono. Non si capisce nulla della storia…quanto e`stata modificata?vabbe…uno schifo insomma.
    L’effetto performance capture finisce l’opera dando un senso di nausea: sembra di vedere un videogioco invece di un film.

  • Profilo di petauro

    petauro

    04 dic 2007 - 12:09 - #9
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    Inizio ad adorare questo blog, dopo aver letto i colpi di mannaia a Muccino e ai suoi filmacci, ora anche i colpi di motosega a quella porcheria di beowulf, che però preciso, non è nemmeno lontanamente parente di un bel videogioco… :)

    Siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Sono molto contento di non essere l’unico, per una volta…

  • Profilo di Lula QUEEN Girl

    Lula QUEEN Girl

    25 dic 2007 - 18:16 - #10
    0 punti
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    Bleah…

  • benesjules

    12 gen 2008 - 03:05 - #11
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    metalloooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!
    metalloooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!
    (non c’è due senza tre)
    metalloooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!
    parte che grendel non ha il pipacchio, metalloooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!
    la jolie mi sta sull’augello…

  • pipacchio

    13 mar 2009 - 20:35 - #12
    0 punti
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    a me questo film ha fatto cacaaaa!!!!!

  • --

    15 mar 2009 - 19:48 - #13
    0 punti
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    QUESTO è IL FILM + SKIFOSO KE ABBIA MAI VISTO:S XDXD grz alla mia prof………..

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