Bianco e Nero (Italia, 2008) di Cristina Comencini; con Fabio Volo, Ambra Angiolini, Aïssa Maïga, Eriq Ebouaney, Anna Bonaiuto, Franco Branciaroli, Katia Ricciarelli, Maria Teresa Saponangelo
Elena è fino al midollo impegnata nel sociale, ha fatto dell’integrazione razziale la propria ragione di vita, vive per aiutare chi è meno fortunato di lei, figlia di ricchi borghesi sotto sotto razzisti, portando anche dentro le mura di casa la sua professione di mediatrice culturale.
Tutto questo per la gioia del marito Carlo, italiano medio, fannullone, tecnico informatico, costretto dalla moglie a dover presenziare a serate per raccogliere fondi per l’Africa, in cui si sente completamente fuori posto, fino a quando una sera non incrocia Nadine…
Bella da far impallidire anche il più nero dei neri, Nadine, senegalese in Italia sposata con il ‘capo’ di Elena, per Carlo è un colpo di fulmine a ciel sereno, le vite dei due da quel momento cambieranno per sempre, rivoluzionando due famiglie e tutto il mondo razziale che fino a quel momento aveva girato attorno a loro, fatto non solo di bianchi e di neri, ma anche di tantissime sfumature…
Dopo il successo di pubblico e di critica, con tanto di nomination all’Oscar, de La bestia nel Cuore, torna Cristina Comencini al cinema, da venerdi nelle sale in 250 copie, distribuito da 01 Distribuzione, questa volta con una commedia romantica, capace di prendere in esame un tema altamente delicato e attuale, come quello dell’integrazione razziale nel nostro paese.
La Comencini mette in mostra un paese, l’Italia, e una città, Roma, apparentemente tollerante e accogliente, ma in realtà maledettamente razzista e ancora ricca di pregiudizi.
Attraverso una serie enorme di clichè il film, che strizza l’occhio a Indovina chi viene a cena, gioca con un tipo di razzismo ’specchiato’, dei bianchi nei confronti dei neri ma anche dei neri nei confronti dei bianchi, per quella che alla fine risulta essere una convivenza forzata. La domanda fondamentale, che viene posta da un sempre più bravo Fabio Volo ad un Ambra che supera il test con riserva, è ‘perchè non abbiamo nessun amico di colore?‘, perchè viviamo a stretto contatto con loro, li abbiamo come vicini di casa, come genitori dei compagni di classe dei nostri figli, ma non ne abbiamo uno veramente amico da invitare a cena? Perchè continuiamo a vivere nel nostro mondo, disinteressandoci totalmente del loro?
La Comencini riempie la scena di personaggi mascherati da persone tolleranti, pronti sempre a reprimere quel che pensano realmente, fino al momento in cui non ci si trattiene più e si esplode, e li veste di maschere bianche e nere, senza limiti di nessuna sorta.
Solo l’amore, che non vede colori, che non fa distinzione di razze, non mette filtri di nessun tipo, riesce ad abbattere questa barriera culturale e sociale, che è ancora incredibilmente radicata nel nostro paese.
Un’amore che sconvolge la vita di Elena e Carlo, invertendo incredibilmente i ruoli fino a quel momento assegnati loro.
Se tra i due la tollerante, la battagliera, quella che si faceva in quattro per il bene dell’Africa era sempre stata Elena, con Carlo assolutamente disinteressato a tutto ciò, con l’arrivo e la scoperta di Nadine è Elena a scoprire una parte di se, quella razzista, che per anni aveva represso e occultato, mentre è Carlo a sfondare ogni tipo di barriera culturale, pronto a metter fine ad un felice matrimonio per andare incontro ad un focoso e passionale amore, incredibilmente multirazziale, per uno scambio di ruoli e di sensi di colpa magicamente invertito.
Sempre più calato nelle vesti di attore Fabio Volo, capace oramai di fare qualsiasi cosa, straordinari i genitori della coppia scoppiata, un divertentissimo Franco Branciaroli, una cinica e snob Anna Bonaiuto e una sanguigna Katia Ricciarelli, bellissima e sorprendente Aissa Maiga, affascinante e coinvolgente Eriq Ebouaney, entrambi scovati dalla Comencini in Francia, è nuovamente Ambra, dopo l’esplosione con Saturno Contro, a dividere le opinioni.
Fuori ruolo per tutta la prima parte, con un sorriso, una sorta di ghigno, assolutamente non voluto, che difficilmente riesce a togliersi dal viso, giustamente furibonda, perchè tradita, nella seconda, con scenate alla ‘Muccino’, ma troppo statiche, urlate e forzate, anche perchè la Morante è la Morante e la Comencini non è Muccino, l’Angiolini nuota spesso come un pesce fuor d’acqua, trovando difficoltà a trovare una posizione stabile, se non in alcuni momenti, quando il film vira realmente alla commedia o quando la rabbia e la tentazione di provare qualcosa di ‘diverso’ la portano quasi a fare l’irreparabile.
In definitiva va dato atto alla Comencini di aver avuto il coraggio di portare sui grandi schermi un problema reale, che ci appartiene, che vive nelle nostre città e nelle nostre case, che tutti noi cerchiamo di nascondere e mascherare, attraverso una commedia che strappa più di un sorriso, ben sceneggiata e musicata, con La vie en Rose di Grace Jones a dominare il tema musicale portante, e un’ottima fotografia, che si preoccupa di carpire una Roma di stampo quasi turistico.
Peccato che tutto ciò lo faccia con eccessiva leggerezza, senza avere il coraggio di ‘osare’ fino in fondo, con un finale di troppo evitabilissimo, anche in questo caso ‘alla Muccino’, e un messaggio conclusivo a dir poco deprimente, ovvero che questa è l’Italia, questo è il nostro paese, e non possiamo far altro che abituarci alla realtà dei fatti, con bianchi e neri costretti a vivere gli uni accanto agli altri, fingendo una tolleranza che in realtà non è altro che di facciata…
Conclusione, decisamente cinica e deprimente, che nasce probabilmente proprio dall’esperienza diretta della regista, incredibilmente incapace, perchè tutti restii, a trovare uno sponsor pronto a vestire gli attori di colore della pellicola, fatto da lei stessa denunciato alla conferesta stampa di presentazione del film… quindi che dire?Benvenuti in Italia….
Voto Federico :6.5
The Eraserhead
07 gen 2008 - 20:06 - #1premesso che non ho visto il film per ovvi motivi (non credo sia stato distribuito anche negli USA eheh), non capisco perchè in Italia si ostinino a fare sempre gli stessi film che parlano delle stesse cose. Ok, l’integrazione sociale è un tema forte che va trattato…ma perchè ridurre poi il tutto, come mi par di capire, alla solita storia di coppia medio borghese in crisi?
petauro
07 gen 2008 - 20:49 - #2Eppoi basta con sta storia del coraggio dai, fare una commedia scontata è coraggio adesso, chissà che turbe emotive interiori deve aver sopportato a dirigere Volo, non ti voglio ti stravoglio e la modella di colore, miii che forza interiore!!!
Per fortuna non ha osato di più, altrimenti sarebbe saltato fuori anche il figlio del divorzio, la solitudine della ragazza-madre… Ora basta se no ne fa un altro e mi ruba le ideone coraggiose. :)))
neodie
07 gen 2008 - 22:20 - #3In effetti mi ispira solo per il bravo fabio Volo…
L4D
08 gen 2008 - 00:04 - #4no dai Fabio Volo bravo proprio no !!!
INDASTRIA
08 gen 2008 - 05:09 - #5Non posso che quotare i primi due interventi.
veeto
08 gen 2008 - 19:26 - #6Questo film è uno schifo immondo. Spero faccia un bel flop, così questi la capiranno che devono finirla di rifilarci questa spazzatura ogni anno.
CoseDaNonFareAlGatto
11 gen 2008 - 19:48 - #7Allora trovo del tutto anacronistico il tema affrontato in questo film. sono due giorni che mi rifilano trailer e servizi ai tg e non riesco ancora ad accettare che possa davvero essere considerato attuale questo “problema” … io vivo al sud e non mi è sembrato di riscontrare una tale fobia nei confronti delle persone di colore e qui addirittura vedo scritto che è ambientato a Roma dove il problema ” reale, ci appartiene, vive nelle nostre città e nelle nostre case, che tutti noi cerchiamo di nascondere e mascherare” !!! A me tutto questo sembra infinitamente TRISTE ! vedo quotidianamente altri tipi di razzismo, ma quello spicciolo, nei confronti degli “africani” NERI che devono abbattere le barriere del PREGIUDIZIO … ! ! ! ciao a tutti, c’è qualche occulto razzista tra di voi? ho visto attraverso il pc dei cappelli a punta bianchi
annalisabologna
13 gen 2008 - 15:34 - #8ci prendono per stupidi! E’ veramente inquietante vedere il livello generale della cinematografia italiana! dopo aver visto il film della comencini ho avuto conferma che ci pensano proprio tutti degli incolti che non si meritano nulla altro che cine-panettoni
giulio santandrea
13 gen 2008 - 16:02 - #9ho 22 anni e mi sento dire che la mia generazione è una massa di bamboccioni che non leggono libri,che non si nutrono di arte e che non partecipano a iniziative culturali…allora vorrei sapere.. se la società ci offre film come questi potremmo mai crescere e svilupparci intellettualmente? potremmo mai aprirci al “diverso” se la lezione di questo film è : non pensare a tua moglie e ai tuoi figli, goditi la vita perchè “le nere hanno una marcia in più” e tratta diversamente chi ha il colore della pelle diverso dal tuo perchè…l’italia è cosi e non ci puoi fare nulla! Grazie sig.comencini
Jack1970
14 gen 2008 - 16:00 - #10Visto ieri……………mi pento di aver speso 7 Euro, film scontato e prevedibile. INCREDIBILE è che questo film è stato prodotto con i ns soldi. BAH, povero cinema italiano
Monia
20 gen 2008 - 12:06 - #11Non mi è piaciuto affatto. Era una triste storia di tradimento e infedeltà. L’unica cosa arrivatami è che il tradimento è squallido a prescindere da chi tradisci e con chi tradisci.
pizzimonio
02 ott 2009 - 20:32 - #12Scusate, ma perchè il film non dovrebbe essere distribuito in USA? Dove sta il razzismo? I Jefferson, serie televisiva comica data a canale 5, o Arnold, il bambino nero adottato dai bianchi, o film come l’ispettore Tibbs, o indovina chi viene a cena e così via sino ad arrivare a quelli di Spike Lee, pensate che non mettano ogni volta in evidenza i rapporti tra bianchi e neri e le difficoltà di accetazione tra le due comunità? Per voi l’argomento è così tabù? Se questo film lo dessero in USA, non sarebbe una novità l’argomento trattato. Probabilmente sbadiglierebbero. La si pianti però di vedere il razzismo a senso unico. Non riguarda solo i neri. C’è più razzismo in Italia nei confronti degli italiani che non in quelli di chi dice d’essere straniero. Fate autocritica, di tanto in tanto. Soprattutto voi, Giulio e CoseDaNonFareAlGatto.