Quentin Tarantino: 10 film e 5 migliori da votare aspettando Django Unchained

Domani arriva in sala Django Unchained, ma dopo i Golden Globe aspettando la notte degli Oscar 2013, c’è tempo per fare un ripasso della filmografia Tarantiniana per decretare una personale classifica dei 5 film preferiti

di cuttv,

Dopo diverse anteprime, l’ottima accoglienza di critica e pubblico, 114,334,122 dollari incassati solo sul suolo americano, e la nostra recensione, domani arriva nelle sale italiane Django Unchained di Quentin Tarantino, fresco di Golden Globe 2013 per la Miglior sceneggiatura e il Miglior attore non protagonista a Christoph Waltz.

Bisogna aspettare la Notte degli Oscar del 24 febbraio per l’esito delle 5 nomination assegnate al miglior film, sceneggiatura originale, attore non protagonista a Christoph Waltz, fotografia e montaggio sonoro, che escludendo la regia dalla cinquina, hanno di certo già rovinato un po’ la festa al regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico dal linguaggio ‘colorito’ e lo stile pulp, che ama giocare con i generi le citazioni, senza lasciarsi intimidire da critica e polemica, pur non essendo immune alle sfuriate.

Dopo la carrellata di film trasmessi da Sky Cinema Cult, chiusa in bellezza questa sera con l’anteprima esclusiva dei primi 5 minuti di Django Unchained, seguiti da Pulp Fiction e un punto di riferimento e di ispirazione per lo “spaghetti western” e il film di Tarantino, come il “Django” di Sergio Corbucci, o I Bastardi senza gloria pronti a tornare in tv domani su Italia 1, i tempi sono invece maturi per regalare a questo grande appassionato di classifiche, quella dei suoi 5 film migliori, scelti tra i 10 portati sul grande schermo in un ventennio, compreso Django Unchained, l’episodio di Four Rooms e la guest direction di Sin City, che trovate dopo il salto per un ripassino, insieme alla mia cinquina, mentre lascio lo spazio inesauribile dei commenti alle vostre.

Le iene – Reservoir Dogs (1992)
Una rapina ad un grossista di gioielli, l’imboscata per gli artefici, la caccia al traditore e le vie di fuga, nel 1992 segna l’esordio al lungometraggio, alla Trilogia Pulp, e ad uno stile personale e controverso dell’appassionato di cinema commesso in una videoteca, che incontra Harvey Keitel, lo seduce con lo script inducendolo a co-produrre e interpretare il film, girato in cinque settimane. Un esordio ad alto tasso di violenza, cinismo, humor nero, fiumi di sangue e dialoghi ‘indimenticabili’, a partire dall’incipit con il gruppetto di iene che parla di Madonna, di Like a Virgin e True Blue, o della scena ormai cult di Mr. Blonde, alle prese con il poliziotto legato alla sedia.

Pulp Fiction (1994)
L’alternanza circolare di vicende paradossali, dialoghi surreali ed esplosioni di violenza grotteschi che coinvolgono un pugile ‘finito’ grandioso come Bruce Willis, un killer profeta con la faccia di Samuel L. Jackson e uno sfigato e imbolsito come John Travolta che sa prendersi in giro ballando il twist con la pupa del capo Uma Thurman, insieme a spacciatori,  sadici stupratori omosessuali, la coniglietta e il suo “Zucchino”, rapinatori folli, e il cinico e misterioso Mr. Wolf che risolve problemi, nel 1994 riporta sul grande schermo il Tarantino capace di ottenere un premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale, la Palma d’oro a Cannes, la stima di Clint Eastwood e l’altarino da quelli che ormai aspettano i suoi film come oracoli.

Four Rooms (1995)
Con una scommessa di capodanno, un’accetta affilata e un cameriere d’albergo surreale come Tim Roth, che fa la spola tra i piani di un grande albergo e una regia a dieci mani, tra Pulp Fiction e Jackie Brown, Tarantino si concede con il suo stile la regia del quarto episodio di Four Rooms e “L’uomo di Hollywood” in omaggio alla puntata L’uomo del sud, della famosa serie tv di Alfred Hitchcock del 1960, con Peter Lorre e Steve McQueen.

Jackie Brown (1997)
L’hostess che arrotonda lo stipendio contrabbandando droga e denaro “sporco” dal Messico negli Stati Uniti per un trafficante d’armi, nel 1997 ci rituffa nella cinematografia tarantiniana che si ispira al noir di Elmore Leonard concedendosi il recupero della Blaxploitation, e della sua bella icona nera anni ’70 Pam Grier, affiancata dal ritorno di Robert Forster, Samuel L. Jackson, Bridget Fonda, Michael Keaton, Chris Tucker, e il sempre notevole Robert De Niro.

Kill Bill vol. 1 (2003) e Kill Bill vol. 2 (2004) = Kill Bill
Due volumi per una lunga vendetta della Sposa tradita, al ritmo di combattimenti efferati, spade affilate, duelli da spaghetti western, la tuta gialla che porta in scena Bruce Lee con Uma Thurman, l’uomo del KUNG FU anni ’70 con il medesimo volto di David Carradine. Un unico film diviso in due dalla Miramax perché Tarantino rifiutò di tagliare qualsiasi scena, grazie al cielo. Non vi stupite quindi se nella mia cinquina lo trovate accorpato, perché non si possono separare le due facce della stessa medaglia.

Sin City (2005)
Nella Sin City digitale, virtuale, viscerale e violenta di Robert Rodríguez, Frank Miller e Quentin Tarantino, lo special guest director dell’episodio “Un’abbuffata di morte“, offre il suo bel contributo surreale all’universo di prostitute, mercenari, pozzi di catrame e teste tagliate, recuperate ed esplose, che si staglia al confine tra il bianco e nero allucinato dal colore, il cinema contaminato dal fumetto, e le derive del nuovo millennio.

Grindhouse – A prova di morte – Grindhouse – Death Proof (2007)
On the road ad alta velocità con lo Stuntman Mike/Kurt Russel non muore certo l’amore per il cinema e le citazioni colte e cult, con riferimenti alle ragazze lungo la strada di Russ Meyer, alla Zozza Mary, pazzo Gary di John Hough, a L’ultimo buscadero di Sam Peckinpah!, anche con la colonna sonora da l’Italia a mano armata di Franco Micalizzi a quella composta da Ennio Morricone per L’uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento.

Bastardi senza gloria – Inglourious Basterds (2009)
In guerra Tarantino gioca con le anime delle truppe alleate, le coppie miste nella Francia occupata dai nazisti, e trova anche il tempo di ammazzare Hitler e il gruppetto dei compagni di merenda, cambiare la storia della seconda Guerra mondiale e scoprire un cattivo come Chistoph Waltz. Le citazioni in questo caso partono dal titolo un po’ modificato, in omaggio a Quel maledetto treno blindato (1977), di Enzo G. Castellari arrivato negli Stati Uniti come Inglorious Bastards. Un grande ritorno alla macchina da presa consacrato con un premio Oscar per il migliore attore non protagonista, e il miglior film straniero ai David di Donatello. Nel video che ho scelto potete ascoltare il brano Rabbia E Tarantella firmato da Ennio Morricone 

Django Unchained (2012)
Il decimo film di Tarantino, è un omaggio al Django di Franco Nero diretto da Sergio Corbucci nel 1966, (questa sera non lo perdete su Sky Cinema), e al sottogenere degli Spaghetti Wester, rivisitato con il suo inconfondibile, controverso ma parecchio apprezzato stile cinematografico, e un Django nero schiavo e “liberato” a caccia di vendetta, che non ha mancato di attirare critiche e polemica al regista che ha resuscitato la Blaxploitation, con una moglie ‘nera’ e tre figli del colore che si cura poco delle distinzioni di razza. Un film comunque da vedere, che con i primi incassi si mette in coda alle vette raggiunti da Balla con i Lupi diretto e interpretato da Kevin Costner (184milioni) e Il Grinta dei fratelli Coen (170milioni).

Le ragioni della mia scelta per la nostra classifica dei 5 film migliori di Tarantino, potete facilmente evincerle dalle brevi note che accompagnano i video, anche se per una ragione o l’altra li ho amati tutti e potevo tranquillamente arrivare a 10, ma visto che non tutti hanno ancora visto Django, al quale comunque concedo il bonus … le vostre aspetto di leggerle nei commenti

    1) Pulp Fiction
    2) Le Iene
    3) Kill Bill 1 – 2
    4) Bastardi senza gloria
    5) Jackie Brown
    + bonus a Django Unchained

Django Unchained di Tarantino al cinema