Oscar 2013 Miglior film d’animazione: Ribelle – The Brave, Frankenweenie, ParaNorman, Pirati! Briganti da strapazzo, Ralph Spaccatutto

Scopri e vota tutti i candidati agli Oscar 2013 per il Miglior film d’animazione

Ad una manciata di giorni dalla cerimonia di premiazione degli Oscar 2013, fissata al prossimo 24 febbraio, diamo ancora uno sguardo ai candidati di questa edizione con il nostro consueto sondaggio che vi permetterà di scegliere il vostro candidato preferito. Oggi ci occupiamo della cinquina in lizza per il Miglior film d’animazione.

I candidati di questa edizione sono Ribelle – The Brave di Mark Andrews e Brenda Chapman; Frankenweenie di Tim Burton; ParaNorman di Sam Fell e Chris Butler, Pirati! Briganti da strapazzo di Peter Lord e Jeff Newitt; Ralph Spaccatutto di Rich Moore.

Da notare l’inserimento della cinquina, un po’ a sorpresa, del cartoon in stop-motion Pirati! Briganti da strapazzo che porta a tre i titoli che sfruttano (in diverse modalità) la laboriosa tecnica d’animazione di cui hanno fruito classici come Nigthmare Before Christmas e La sposa cadavere. A tenere alta la bandiera della CG troviamo invece l’avventurosa fiaba Ribelle – The Brave e lo spettacolare Ralph spaccatutto che vedono coinvolta in entrambe le produzioni la ormai consolidata partnership Disney-Pixar.

A seguire trovate il sondaggio e subito dopo il salto tutto quello che c’è da sapere su film e registi in lizza.

Ribelle – The Brave

La Pixar confeziona la sua prima fiaba tout-court e crea la sua prima principessa titolare. La ribelle Merida dalla fluente chioma rossa invece di rassegnarsi ad interpretare la Lady Marian della situazione, spariglia le carte e s’improvvisa Robin Hood in questo cartoon tutto declinato al femminile, che fruisce di reminiscenze ben collaudate (vedi il classico Disney Koda fratello orso).

Anche se la magia è l’innesco narrativo che da il via all’avventura, è in realtà la natura la vera protagonista del film Pixar con splendide e bucoliche location virtuali che ci portano sulle Highlands scozzesi già ben impresse nell’immaginario cinematografico grazie a classici come Highlander – L’ultimo immortale e Braveheart – Cuore impavido.

Ala regia troviamo accreditati Mark Andrews e Brenda Chapman entrambi alla loro prima candidatura. In origine il film era stato affidato alla Chapman che ricordiamo era nel team che ha diretto Il principe d’Egitto della DreamWorks, in seguito è subentrato Mark Andrews alla sua prima regia, ma con una lunga gavetta alle spalle come assiduo collaboratore del regista Brad Bird (Ratatouille) nonchè sceneggiatore del live-action John Carter.

Frankenweenie

Finalmente Tim Burton torna al suo universo popolato di freak e dalla connotazione visiva squisitamente dark. Per ritrovare quelle atmosfere alla Ed Wood e la sua eccentrica personalità filmica (negli ultimi tempi un po’ appannata a causa di produzioni roboanti), Burton sceglie di tornare alle origini con un remake in stop-motion di un suo corto live-action del 1984, che la stessa Disney che ha prodotto questo remake, all’epoca considerò non adatto ai bambini, licenziando tra l’altro Burton per aver sprecato risorse dell’azienda.

Burton sfida il pubblico con un suggestivo bianco e nero, con citazioni da classici della Universal e un immaginario di stampo orrorifico che attraverso il Frankenstein di James Whale e il suo sequel di culto La sposa di Frankenstein, mette in scena un lungo e sentito omaggio, che ha in se tutta la nostalgia di classici come il Frankenstein Jr. di Mel Brooks.

Tim Burton è alla sua seconda candidatura all’Oscar dopo quella ricevuta nel 2006 per La sposa cadavere, altro lungometraggio d’animazione realizzato in stop-motion.

ParaNorman

La Laika dopo il notevole Coraline e la porta magica, porta la stop-motion ad un livello successivo con accorgimenti che trasformano ParaNorman in un immersivo ibrido dark, che si presenta come un’evoluzione citazionista e più raffinata del lungometraggio in performance-capture Monster House prodotto nel 2006 dalla coppia Spieberg/Zemeckis.

La trama ci racconta di una spassosa orda di fumettosi zombie pronti ad invadere una cittadina su cui incombe una maledizione secolare, la cui unica speranza di salvezza è rappresentata da uno strambo ragazzino che “vede la gente morta”, senza dubbio uno dei nostri preferiti della cinquina.

Alla regia troviamo Sam Fell e Chris butler alla loro prima candidatura agli Oscar. Il primo si è fatto le ossa alla Aardman Animation (quelli di Wallace & Gromit) e ha già diretto i lungometraggi Giù per il tubo e Le avventure del topino Despereaux, mentre Butler ha collaborato a Coraline e la porta magica e disegnato storyboard per La sposa cadavere di Tim Burton.

Pirati! Briganti da strapazzo

Il cartoon in stop-motion della Aardman Animation è l’outsider di questa cinquina, magari qualcuno avrebbe preferito che al suo posto ci fosse Le 5 leggende, titolo visivamente impeccabile che ci è sembrato però davvero poco incisivo, rispetto alle enormi potenzialità immaginifiche messe in campo.

La Aardman Animation dopo una felice prima incursione nella CG con Il figlio di Babbo Natale, torna alle origini con la clay-animation di Wallace & Gromit ammiccando alla saga dei Pirati dei Caraibi e parodiando con innegabile humour il genere piratesco, confezionando un gioiello di tecnica ricchissimo di citazioni.

Alla regia troviamo Peter Lord e Jeff Newitt, il primo co-fondatore della Aardman Animation è alla sua terza candidatura agli Oscar (le altre due le ha ricevute nella categoria Miglior corto d’animazione) e alla sua seconda regia dopo aver co-diretto con Nick Park il lungometraggio Galline in fuga, mentre per quanto riguarda Newitt, che esordisce alla regia e riceve la sua prima candidatura agli Oscar, l’animatore ha all’attivo collaborazioni nel lungometraggio Giù per il tubo e nel mix live-action / CGI Monkeybone di Henry Selick,

Ralph Spaccatutto

Dopo averci mostrato il mondo virtuale celato all’interno di un videogame nel classico Tron, la Disney torna a raccontarci il “dietro le quinte” di una sala giochi che cela un rutilante e colorato universo parallelo, dove i personaggi dei videogiochi hanno un cuore, dei sentimenti e soprattutto una vita.

Così accade che il cattivo da arcade Ralph vuole per una volta essere l’eroe e visto che il suo gruppo di sostegno per cattivi dei videogames non riesce ad aiutarlo, decide di partire per un viaggio che lo porterà a scoprire una nuova consapevolezza di se, a superare la sua frustrazione e a scoprire che la dimensione dell’eroe non è fatta di sole medaglle.

Prima regia e prima candidatura agli Oscar per Rich Moore, dopo una lunga gavetta che l’ha visto dirigere diversi episodi per le serie tv I Simpson e Futurama, oltre ad una collaborazione nel lungometraggio d’animazione I Simpson – Il film.

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