Cannes 2013: 10 cose da sapere se si vuole andare al festival

Festival di Cannes 2013: come andare? E soprattutto: tutti possono andarci? In sostanza: come funziona il festival più famoso al mondo? Ecco 10 cose che dovete sapere se volete camminare sulla Croisette, vedere film e magari incrociare qualche star. Una guida informale per sopravvivere a due settimane intense, evitando di incorrere in qualche errore che potrebbe costare anche molto… caro.

La Costa Azzurra è bellissima, su questo non c’è dubbio, e Cannes diventa ancora più bella e magica durante il festival. Ma bastano il più celebre fra i festival al mondo e un posto stupendo per andare sul sicuro? Non proprio: perché andare al Festival di Cannes non è semplice, e una volta lì bisogna stare attenti. Per carità, niente allarmismi: stiam pur sempre andando a vedere film. E che film!, quest’anno, visto il programma: scoprite quelli in concorso e fuori concorso, l’Un Certain Regard, i corti e la Cinéfondation.

Quindi a chi scrive è venuta un’idea. La mia prima volta a Cannes è stata un sogno, ok: ma se qualcuno mi avesse avvisato prima di certe cose, magari sarebbe stata un’esperienza ancora più bella. Nascono da questa riflessione i 10 punti che vi propongo. Vedetela come una guida decisamente informale, che innanzitutto non cerca di dare indirizzi o cose simili: per quello ci son le guide (e gente pagata per fare un lavoro specifico).

Questa mini-guida cerca invece di aiutarvi ed indirizzarvi qualora decidiate che sì, nel 2013 è arrivato il vostro momento a Cannes. E credetemi: sulla Croisette si vivono momenti bellissimi, innanzitutto grazie ai film, ovviamente. Ma ci possono essere momenti di sconforto e rabbia et similia: meglio evitarli, no?

1. O l’accredito… o l’accredito

Le cose stanno così: o vi siete procurati un accredito o no. Se ce l’avete, andate subito al punto 2. Se non ce l’avete, leggete ed affrontate la dura realtà: Cannes è un festival per soli “addetti ai lavori” (giornalisti, filmmaker, produttori, distributori e via dicendo). Vuole dire che, senza accredito, non andate da nessuna parte: quasi. Quindi andate al punto 3.

2. I diversi accrediti: ovvero la casta

Se pensate che Venezia sia elitaria, non avete mai messo piede sulla Croisette. I colori degli accrediti sono tanti quanti quelli dell’arcobaleno. Iniziamo dall’alto per quel che riguarda i pass dei giornalisti:

Bianco: il potere. Ovvero, la corsia preferenziale ovunque: ci si mette in coda un secondo prima dell’inizio del film e si entra prima di quelli che stavano in fila due ore prima. Avere un accredito bianco significa essere Todd McCarthy, o come minimo essere un suo grande amico e collega.

Rosa (e rose pastille): si è decisamente importanti, nel secondo caso – sull’accredito viene appiccicato un bollino giallo – si è quasi bianchi. Ma non si è ancora bianchi: si è semplicemente semi-dei. Si entra in sala dopo i bianchi, quindi (visti i pochi critici che hanno quel colore) subito.

Blu: la massa. La speranza e la possibilità concreta di poter vedere tutto, ma armandosi di rara pazienza e costruendosi un programma dalla perfezione chirurgica. Se salta qualche tassello del puzzle (ovvero: se non si entra ad una proiezione), si deve rifare tutto. Si entra dopo i bianchi, dopo i rose pastille e i rosa. Ci si mette in coda anche un’ora prima dell’inizio del film.

Giallo: l’enfer. Il vuoto. Lo sconforto. L’impossibilità di entrare in sala manco dopo due ore di fila e la concretezza di andarsi ad ubriacare in spiaggia. Vero, il badge giallo è allucinante: si entra dopo i bianchi, i rose pastille, i rosa e i blu. Quindi non si entra. Ma Cannes ha, a seconda dei casi, delle repliche: la prima replica si tiene di solito nella stessa sala della prima proiezione stampa, subito dopo. Chi ha il giallo è pregato di aspettare quella replica. Per il proprio bene.

Altri colori: a Cannes di colori ce ne sono altri, mica son finiti qui. Alcuni esempi: i verdi sono per i tecnici (?); gli arancioni sono per i fotografi; i neri per i cinephiles (scuole di cinema, circoli culturali, ecc.), che chissaddìo cosa possono realmente vedere.

Nota bene: gli accrediti per i giornalisti sono gratuiti. Così com’è gratis la borsa e così com’è gratis il catalogo ufficiale. Anche le bottiglie d’acqua, offerte gentilmente dalle hostess al ritiro dell’accredito, e il caffè nello stand Nespresso all’interno del Palais sono gratis. Ecco: tutto questo è gratis perché poi il resto è roba da Arsenio Lupin. Per questo si salta direttamente al punto 8.

3. Il pubblico: o l’invito, o niente…

… ripetiamo: quasi. Il pubblico a Cannes non è che non sia ben visto: non esiste. Nel senso che alle proiezioni stampa o alle prime del concorso e fuori concorso non ci entra. Ci sono dei modi però per riuscire ad entrare alle premiere ufficiali: avere questo benedetto invito, che viene dato di solito a VIP e gente che conta. Fuori dal Palais (senza accredito non si entra!) troverete ad ogni ora persone con cartelli con scritto il titolo di un film e sotto “Invitation needed/please“.

Leggenda vuole che qualcuno riesca in questo modo ad ottenere un invito da qualche giornalista annoiato che li ha ricevuti da produttori amici. Attenzione: gli inviti per le proiezioni serali sono biglietti per una serata di gala. Vuol dire che, se siete benedetti ed avrete tra le mani un invito, dovete assicurarvi di avere giacca e cravatta se siete uomini e vestito da sera se siete donne. Dovrete infatti salire sulla Montée des Marches, il red carpet sulla lunga scalinata che sale verso il Grand Théâtre Lumière…

4. Il pubblico: eppure qualche film si può vedere

Un metodo più concreto per vedere qualche film: il Cinéma de la Plage. È il cinema all’aperto sulla Spiaggia Macé all’inizio della Croisette: ogni sera vengono proiettati film della selezione Cannes Classics e qualche film fuori concorso, accompagnati a volte da tributi e musica prima dei film. Si entra gratis ma ad “inviti”, ovvero ticket che si possono prendere all’Office de Tourisme, subito fuori il Palais.

Ma non dimenticate mai che la Quinzaine des Réalisateurs e la Semaine de la critique, le due sezioni parallele ed indipendenti, sono aperte al pubblico. I biglietti per i film della Quinzaine si possono acquistare alla Malmaison, quelli della Semaine al Palais Miramar.

5. VIP watching

E mentre non guardate film? Si fa VIP watching, no? Cannes non è certo priva di divi. Il luogo più ovvio dove aggirarsi per scovare attori è registi è, ça va sans dire, il Palais (vedi punto 6). È qui infatti che si tengono tutte le conferenze stampa dei film della selezione ufficiale, quindi soprattutto quelli con alto tasso di star. Ma ricordate che nel Palais si può entrare solo con un accredito (e si ritorna al punto 1). Se pensate di aspettare le star nel punto del Palais dove escono quando è finita la conferenza stampa del film, state freschi: in quell’area si può entrare sempre e solo con un accredito, e il cast del film esce da quella “zona protetta” già direttamente in auto.

Quindi: che fare? Non demoralizzatevi, perché intanto c’è sempre il red carpet: i titoli ad alto tasso di star sono di solito quelli presentati al Grand Théâtre Lumière nella fascia delle 19.30. Ovviamente nei dintorni del tappeto rosso c’è una sicurezza impossibile da travalicare, e le transenne impediscono di andare da una parte all’altra della Croisette, parzialmente impraticabile per circa tutto il pomeriggio. Quindi, se volete avere una posizione decente sul red carpet per vedere la passerella, andate per tempo: folli e groupie stanno anche ore ed ore sotto al sole.

Detto ciò, uno dei metodi più imprevedibili per incontrare attori & co. sta già tutto lì: nel girare liberamente lungo la Croisette, e fermandosi di tanto in tanto nei bar e davanti alle porte degli hotel. Il Ritz Carlton è un ottimo posto per poter vedere “gente di livello”: qui infatti ci sono le major.

6. Il Palais des Festivals

Il Palais, costruito su cinque piani, escluso il “bunker sottoterra” che contiene l’ufficio accrediti e soprattutto il mercato (vedi punto 9), è un posto bellissimo e labirintico. I primi giorni ci si perde, quindi la mappa che viene data a tutti quelli che hanno un accredito, e che si trova all’ufficio informazioni, è utilissima: anche per trovare la sala delle conferenze stampa, la sala stampa e i casellari. Potete scaricarla anche qui. Ma soprattutto è importante per trovare le sale di proiezione, che sono:

– Grand Théâtre Lumière: 2309 posti; proiezioni di film in concorso e fuori concorso. La mattina ci sono proiezioni stampa, pomeriggio e sera presentazioni ufficiali ad inviti. Si entra direttamente salendo le scale del tappeto rosso.

– Salle Debussy: 1065 posti; proiezioni stampa di film in concorso (mattina e sera), proiezioni ufficiali e stampa dei film dell’Un Certain Regard e dei corti. Si entra sul lato sinistro del Palais, attraverso le scale Debussy.

– Salle Buñuel: 300 posti; qui ci sono le proiezioni di Cannes Classics, della Cinéfondation e qualche proiezione stampa della selezione ufficiale. Possono anche esserci proiezioni della Semaine. La sala è situata al quinto piano.

– Salle Bazin: 280 posti; repliche dell’Un Certain Regard e qualche proiezione stampa. Situata al quarto piano.

– Salle du Soixantième: 300 posti; proiezioni speciali, tributi e repliche della selezione ufficiale. Si accede dal cortile dell’Espace Riviera: in questa mappa è più chiaro.

All’interno del Palais ci sono poi altre salette per le proiezioni del Marché.

7. Le sale delle sezioni collaterali

Quinzaine e Semaine hanno sedi tutte loro, poste lungo la Croisette. Attenzione: guardate bene dove sono situate, perché per raggiungerle ci vuole una camminata di una decina di minuti lungo la Croisette. Ricordate cosa succede quando c’è la preparazione del red carpet (punto 5)? Ecco: tutta la gente si accalca nel poco spazio che resta della strada, e riuscire a camminare diventa impresa difficilissima. Il mio consiglio è di camminare lungo Rue d’Antibes, la grande parallela della Croisette.

Sale della Quinzaine des Réalisateurs:

– Theatre Croisette (Hotel Palais Stéphanie): 825 posti; è la sede centrale della Quinzaine, con presentazioni ufficiali e Q&A con il cast del film.

– Cinéma Les Arcades – Theatre 1: 269 posti (repliche; solo sottotitoli in francese).

– Theatre Licorne: 480 posti (repliche; solo sottotitoli in francese).

Sale della Semaine de la critique:

– Espace Miramar: 380 posti; sede ufficiale della Semaine; con presentazioni ufficiali e Q&A con il cast.

– Théâtre de la Licorne: 480 seats (repliche; sottotitoli in inglese o francese).

Alcune repliche dei film della Semaine ci sono anche nella Salle Buñuel (vedi punto 6).

Quinzaine e Semaine hanno repliche anche in altre due sale:

– Studio 13 – MJC Picaud: 217 posti (solo sottotitoli in francese).

– Raimu – Centre social Rangain: 186 posti (solo sottotitoli in francese)

8. Il costo della vita

Sì: a Cannes verrete spennati vivi. Ma questa è una guida di sopravvivenza, no? Iniziamo dall’alloggio. Se cercate un hotel o un appartamento adesso per questa edizione le cose sono due: o non c’è più nulla, o quel che resta è carissimo. Potreste anche spendere oltre i 2000/3000 euro a persona per l’intero periodo. Le soluzioni sono diverse, certo, e si può anche spendere un prezzo “ragionevole”, ma bisogna tenere a mente un paio di cose e prepararsi per tempo.

Innanzitutto gli appartamenti e gli hotel per il festival si prenotano al massimo entro inizio anno: e con tre/quattro mesi di anticipo siamo già un po’ fuori tempo massimo. Tuttavia non ci si deve concentrare solo nella zona di Cannes: basta guardare un po’ più in là, facendo qualche piccolo sacrificio, e si possono trovare ancora hotel che non vi chiedono di amputarvi un braccio e venderlo alla criminalità organizzata.

Ad esempio: provate a dare un’occhiata a cosa trovate nella ridente Juan-les-Pins, piccola cittadina a soli 8 minuti di treno da Cannes. Per muoversi e frequentare il festival va bene, visto che i treni passano spesso e l’abbonamento per una tratta andata/ritorno bisettimanale costa pochissimo (sui 15 euro). Unico neo: di notte i treni per Juan-les-Pins finiscono presto la loro corsa (poco dopo le 21 durante la settimana, dopo le 23 nei week-end). Allora potete spostarvi anche fino ad Antibes, a circa 11 km di distanza da Cannes: l’ultimo treno durante la settimana è dopo le 22.30. Informazioni sul sito delle ferrovie.

Per quanto riguarda appartamenti all’ultimo momento… sembra un’idea scema, ma una ricerchina su Twitter usando parole chiave come apartment e sharing non è così stupido, specialmente se cercate ora. Non abbattetevi, che in giro c’è ancora di sicuro qualcuno che cerca compagni di avventure.

Per mangiare: sì, certo, La Mère Besson, La Palme d’Or e il Vesuvio. Nomi altisonanti. Una cena in gran classe una volta ogni tanto ci sta (e le possibilità di beccarvi una star sono altissime). Ma non ve lo potrete permettere ogni sera, anzi. Quindi preparate a scofanarvi a colazione decine di pain au chocolat e a pranzo altrettanti panini au poulet. Per mangiare qualcosa di veloce i posticini a Cannes non mancano affatto: di fianco al red carpet, per esempio, c’è il baracchino più frequentato dagli accreditati, ancora di salvezza per ogni spuntino a tutte le ore.

Attenzione poi al The Station Tavern, pub inglese posto di fronte alla stazione: un paio di sere, durante il periodo del festival, ci sono grandi karaoke con alcool che scorre a fiumi.

9. Il Marché du Film

Diciamocelo. Concorso, star, sezioni collaterali, conferenze stampa, polemiche e quant’altro sono solo il bel contorno del cuore pulsante di queste due settimane di cinema: il mercato dei film. Ogni anno i più importanti sales agents, buyers, distributori e produttori si ritrovano qui in massa (circa 11.000 persone) in cerca di affari e nuove possibilità, o per chiudere trattative.

Sono circa 4.000 i film che “passa il convento”, e sono circa 1.500 le proiezioni lungo le due settimane: tutto avviene nel piano sotterraneo del Palais e nelle 34 sale dedicate. Insomma: l’industria che conta si ritrova ogni anno sulla Croisette, circondata da registi, produttori e distributori più piccoli. E di qui passano anche i selezionatori degli altri festival, in cerca dei titoli che saranno pronti per il periodo della loro rassegna.

Con un semplice accredito si può comunque camminare attraverso i “cunicoli” di questo bunker sotterraneo, perdendosi fra i vari stand di ogni compagnia, guardando locandine di film già passati altrove o non ancora in post-produzione, mentre uomini di affari si stringono la mano ed iniziano le trattative di vendita.

10. La leggenda di “Raoul!”

Leggenda vuole che, molti anni fa, uno spettatore arrivò tardi ad una proiezione durante il festival, proprio nel momento in cui le luci si stavano abbassando. Sconfortato, iniziò ad urlare “Raoul!”, chiamando il nome del suo amico di visione, già seduto in mezzo alle centinaia di poltrone della sala. Ogni anno, all’inizio di ogni proiezione stampa, appena finisce la sigla d’apertura c’è qualcuno che urla “Raoul!” a voce altissima.

Ormai è una tradizione: la sigla parte, te la godi, e la tensione s’accumula, finché quel nome non viene urlato in un modo che viene quasi distorto, e quindi assomiglia più ad un ululato. Verso fine festival, quando tutti sono più stanchi e stupidini, la platea si divide fra chi chiede al buontempone di smetterla una volta per tutte e chi risponde all’ululato allo stesso modo, manco ci fosse la luna piena. Ma ogni volta si scatena l’ilarità più o meno generale. Questo succede solo nella Salle Debussy, non al Lumière: nel secondo caso, vista la grandezza della sala, il nome di Raoul sarebbe disperso come lacrime nella pioggia.

Un’altra versione della leggenda vuole che il tormentone sia nato durante la proiezione ufficiale di un film di Raoul Ruiz, quando un signore dal pubblico chiamò il regista a gran voce nella speranza che il film fosse buono. Mah. Quel che conta è che ormai oggi Raoul è una presenza fissa: senza di lui non c’è Cannes.

Bonus: la sigla introduttiva del festival

Potete anche voi immaginarvi, quando l’ultima nota sfuma, un ululato che pronuncia il nome di Raoul. Ecco: così per due settimane. Quindi, se sarete nella Debussy, fate la vostra scelta: stare zitti, ridere, rimproverare il colpevole, o ululare gioiosi verso lo schermo, quando lo schermo è ancora buio.

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