Venezia 2010: recensioni di Reign of Assassins e Silent Souls

Reign of Assassins (Fuori concorso) di Su Chao-Pin e John Woo 428 d.C.; il corpo diviso a metà di un mistico buddista fa brama a troppe persone. Se le due parti del corpo venissero riunite infatti queste darebbero un potere assoluto nell’ambito del kung-fu. Un’assassina, un tempo tra le più forti della sua squadra, tenta


Reign of Assassins (Fuori concorso) di Su Chao-Pin e John Woo
428 d.C.; il corpo diviso a metà di un mistico buddista fa brama a troppe persone. Se le due parti del corpo venissero riunite infatti queste darebbero un potere assoluto nell’ambito del kung-fu. Un’assassina, un tempo tra le più forti della sua squadra, tenta di riportare il corpo nella sua dimora, mentre tenta anche di rifarsi una vita cambiando addirittura il suo volto…

Mettiamo subito le cose in chiaro: questo non è un film di John Woo, e di John Woo in Reign of Assassins non c’è proprio nulla. E’ bene sottolineralo, ed è bene sottolineare che il regista premiato con il Leone d’Oro alla carriera ha dichiarato di essere stato soltanto il supervisore alla regia del lavoro. Muller infine conferma che il film è stato ultimato all’ultimo secondo per poter essere presentato al Lido, e che forse qua e là ha ancora bisogno di essere limato. Abbiamo quindi visto a tutti gli effetti un work in progress.

Reign of Assassins alla fin fine è un wuxia come tanti altri, ma è anche un film dove spesso e volentieri si vuole mettere l’accento sull’aspetto buffo delle situazioni e dei personaggi. Ed è un aspetto che tuttavia non convince fino in fondo. Così come non convincono troppo neanche i combattimenti, con alcuni effetti speciali che immaginiamo saranno migliorati e limati ancora…

Il film, in sostanza, non solo non porta nessuna novità al genere (anche il fatto che l’eroina sia una donna… in realtà ne abbiamo visti di wuxia del genere, o no?), ma ne ricalca stereotipi e costruzione, con tanto di balzi lunghissimi che ormai iniziano a stufare, soprattutto nel contesto sbagliato. Dimenticate l’epica dell’ultimo La battaglia dei tre regni, e se volete divertirvi andate in sala pensando che questo non è un film che ha qualcosa a che fare con Woo: forse solo così non lo troverete anche lunghissimo…

Voto Gabriele: 4/5

Silent_souls_posterMiron ha appena perso la moglie Tanya. Chiede così all’amico Aist di preparare non il solito funerale alla donna, ma di eseguire tutti i rituali della cultura e della tradizione Merya, una popolazione assorbita dalla Russia già da secoli, di cui però sono ancora vive molte cose ancora oggi.

Ecco l’ufo di questa 67. Mostra di Venezia. C’è quasi sempre in concorso infatti un film particolare, poco classificabile, difficile da analizzare e complesso all’approccio: caratteristiche che potrebbero rendere difficile la valutazione dell’opera, soprattutto in un contesto come quello lidense in cui il tempo per pensare e discutere sui film è paradossalmente poco. In questo caso però è anche vero che l’oggetto in sé desta curiosità.

Innanzitutto stiamo parlando di un film di 75 minuti. Un film piccolo in tutto e per tutto con il quale il regista russo Fedorchenko continua con coerenza ad analizzare le culture quasi scomparse della sua terra: per noi che non ne sappiamo praticamente nulla c’è già un motivo d’interesse valido in partenza. Anche perché, piaccia o meno, lo stile di Fedorchenko non è incasellabile.

Il regista infatti rifiuta il documentario ma allo stesso tempo stila, anche attraverso l’uso della voce off (piccola protesta generale: vogliamo usarla un po’ meno? Meno male che c’è la Coppola…), una serie di tradizione della cultura Merya attraverso tutto il film. In più lavora sui ricordi e sui flashback in maniera singolare. All’attivo, fra l’altro, c’è anche la pulitissima fotografia ed una colonna sonora utilizzata molto bene. Un film per cui continuare a pensare ancora e magari tornare più avanti, forse dopo una seconda visione.

Voto Gabriele: 8

Silent Souls (Ovsyanki – Russia 2010 – Drammatico 75 minuti) di Aleksei Fedorchenko con Igor Sergeyev, Yuriy Tsurilo, Yuliya Aug, Victor Sukhorukov. Dal 25 maggio 2012 al cinema. Ecco il trailer italiano.

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