Venezia 2013: i film della Settimana della Critica, apre L’arte della felicità, Matteo Oleotto in concorso

Festival di Venezia 2013: ecco i film della 28. Settimana Internazionale della Critica. Apre un film d'animazione napoletano, in concorso ci sono l'Italia e un film prodotto da Ryan Gosling. Si conferma poi la salute del cinema cileno.


È stato annunciato il programma della 28. Settimana Internazionale della Critica, una delle due sezioni paralleli ed indipendenti della 70. Mostra del Cinema di Venezia. Si tratta di una sezione competitiva nella quale i titoli in concorso, tutte opere prime, concorrono a due premi: il Premio del pubblico RaroVideo (di 5.000 euro), e il Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis, che premia il miglior esordio di tutte le sezioni competitive della Mostra.

Nove film compongono la selezione, e sono sette quelli in concorso. Intanto c'è ancora l'Italia, grazie a Zoran, il mio nipote scemo, opera d’esordio di Matteo Oleotto girata tra Friuli e Slovenia. Il protagonista, interpretato da Giuseppe Battiston, è un uomo incapace di affetti e progetti a lungo termine, anche nelle relazioni. Un giorno è costretto ad ospitare in casa il suo nipote quasi autistico, e se ne vuole subito liberare. Finché non vede che è un vero campione di freccette.

La Slovenia è ancora protagonista in Nemico di classe di Rok Biček, storia ambientata in una classe del liceo dove un nuovo professore porta scompiglio. Siamo sempre in zona scuola con La riunione dell'artista/performer svedese Anna Odell. Forse è il titolo più curioso dell'intera selezione, anche perché è diviso in due parti: la prima di finzione, in cui c'è una riunione fra vecchi compagni di classe in cui saltano fuori rancori, e la seconda documentaristica, con protagonista la regista stessa e i suoi veri compagni di scuola.

Quando leggiamo il cognome Larraín ci sentiamo sempre un po' più felici, e quindi ci fa piacere leggere che c'è un film prodotto da Pablo e suo fratello: il cileno Le ragazze Quispe di Sebastián Sepúlveda, titolo rigoroso su tre sorelle che vivono in un altopiano fra gesti ordinari. Finché la loro vita non viene messa in discussione...

E se il senso del territorio qui è fortissimo, lo è anche in Ombra bianca di Noaz Deshe, regista apolide che si divide tra Germania e Stati Uniti: il suo film ragiona sulla persecuzione nei confronti degli albini nei territori africani. Il produttore esecutivo è d'eccezione: Ryan Gosling. Conclude la selezione in concorso L’esercito della salvezza, opera prima dello scrittore marocchino Abdellah Taïa, pellicola autobiografica che ragiona sulla difficoltà di vivere la propria omosessualità in Marocco.

Il film d'apertura è L’arte della felicità di Alessandro Rak. Si tratta di una pellicola d’animazione realizzata a Napoli da un gruppo di lavoro composto da giovani disegnatori, fumettisti, musicisti e da un produttore-sceneggiatore illuminato. Chiude invece ancora il Cile con Le analfabete di Moisés Sepúlveda, tratto da un lavoro teatrale interpretato dalle stesse attrici protagoniste del film (tra le quali la Paulina García di Gloria, Orso d’oro a Berlino).

Questi tutti i titoli della 28. Settimana Internazionale della Critica, a cui manca un film in concorso che verrà annunciato in seguito.

I film della 28. Settimana Internazionale della Critica

Film di apertura – Evento Speciale Fuori Concorso

- L’arte della felicità (The Art of Happiness) di Alessandro Rak (Italia)

Concorso

- L’Armée du salut (Salvation Army/L’esercito della salvezza) di Abdellah Taïa (Francia-Marocco)
- Återträffen (The Reunion/La riunione) di Anna Odell (Svezia)
- Las niñas Quispe (The Quispe Girls/Le ragazze Quispe) di Sebastián Sepúlveda (Cile-Francia-Argentina)
- Razredni sovražnik (Class Enemy/Nemico di classe) di Rok Biček (Slovenia)
- White Shadow (Ombra bianca) di Noaz Deshe (Italia-Germania-Tanzania)
- Zoran, il mio nipote scemo (Zoran, My Nephew the Idiot) di Matteo Oleotto (Italia-Slovenia)
- Film sorpresa

Film di chiusura – Evento Speciale Fuori Concorso

- Las analfabetas (Illiterate/Le analfabete) di Moisés Sepúlveda (Cile)

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