Tassa Siae sui trailer: il no dei distributori

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Pubblicare un trailer significa promuovere un film (ditemi se sbaglio, nella mia ignoranza non vorrei dire cazzate). Se la Siae fa pagare il trailer al sito che lo pubblica, cosa succede? Forse il sito non pagherà o ci penserà bene prima di mettere il video e il film potrebbe ricevere meno pubblicità e forse sarà meno visto nelle sale? Mah. Ecco che oggi Cineblog lascia spazio ad alcune dichiarazioni di Filippo Roviglioni, Presidente Unione Distributori dell'Anica, pubblicate su Primissima (riportiamo alcuni stralci dell'intervista).

"Credo che la Siae non si sia mossa molto bene, sia per come è stata proposta e comunicata in modo univoco questa richiesta, mettendo in oggettiva difficoltà tutti coloro che l'hanno ricevuta, e oltretutto scegliendo il momento peggiore, tenuto conto delle difficoltà del settore, non ultimo anche un rallentamento del mercato, per esigere una sorta di tributo anche legittimo sotto il profilo del diritto d'autore, ma che a mio avviso andava preventivamente discusso sia con gli editori dei siti interessati che con la nostra associazione. La distribuzione laddove come sembra stia succedendo, ci possa essere un oscuramento dei trailer online, perderebbe un elemento sempre più importante e delicato della promozione del film. In particolare verrebbero colpiti i film per giovani che sono i maggiori frequentatori dei multiplex e che rappresentano i tre quarti circa del pubblico. Sono i giovani infatti, come dimostrato dai sondaggi, i maggiori utenti di internet ed in particolare dei siti di cinema. Quindi verrebbe colpito un pubblico, che ormai non guarda più lo spot nella tv generalista, ma vive praticamente in simbiosi con il web, che rappresenta il suo principale veicolo di informazione e di collegamento con il proprio mondo. (...)

Fermo restando il rispetto del diritto d'autore, credo che bisognerebbe rivedere questa materia, che prende in contropiede un settore che, ripeto, non sta vivendo un periodo dorato. Bisogna parlarne serenamente e senza pregiudizi.

(...) l'ulteriore preoccupazione che riguarda il cinema nazionale è fondatissima perché non c'è dubbio che i film di qualità o comunque non particolarmente commerciali si troverebbero ad pagare lo scotto rispetto ad opere più famose e popolari che finirebbero per esaurire il paniere mensile o trimestrale. Questo è un aspetto che non possiamo minimamente accettare: non è pensabile che questa associazione lasci passare una mortificazione o una ghettizzazione di questo tipo.

Non c'è dubbio che il trailer abbia una funzione di promozione e di informazione e pertanto arricchisca i contenuti del sito, ma non è certo l'unica cosa che venga proposta. Si dovrebbe valutare che in certi luoghi e certe destinazioni non possano far scattare il presupposto impositivo".

Noi continueremo ad informare e a promuovere i film. Tutti i film. Perché dovremmo scegliere uno o l'altro? Libertà di parola, libertà anche di scelta. Anche di parlare e di andare al cinema.

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