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The Repairman: il trailer della commedia di Paolo Mitton

“Perché cambiare vita, se puoi aggiustare quella che hai?”

di carla
pubblicato 12 Febbraio 2015 aggiornato 30 Luglio 2020 18:11

Uscirà il 19 febbraio la commedia Italiana The Repairman diretta da Paolo Mitton con Paolo Giangrasso, Elena Griseri, Fabio Marchisio, Francesca Porrini, Irene Ivaldi, Beppe Rosso, Marco Bifulco, Michele Costabile, Alessandro Federico, Lorenzo Bartoli, Anna Bonasso. Qui sopra trovate il trailer, ma leggiamo insieme la trama ufficiale:

Scanio Libertetti, un mancato ingegnere che si guadagna da vivere riparando macchine da caffè, segue un corso di recupero punti in un’autoscuola di provincia. Chiamato a spiegare come abbia perso la patente, travolge insegnante e compagni di corso con il racconto del suo ultimo anno di vita. Tra amici ormai realizzati che non perdono occasione per criticarlo, lo squillo insistente di un vecchio telefono e lo zio panettiere che lo incoraggia sempre a valorizzare le sue doti, Scanio si muove in equilibrio precario fra le contraddizioni del mondo moderno. Solo Helena, giovane inglese trasferitasi in Italia per lavorare come esperta di risorse umane, pare essere la presenza in grado di capirlo e di rassicurarlo. Almeno per un po’.

Il Cast

Daniele Savoca: Scanio
Hannah Croft: Helena
Paolo Giangrasso: Fabrizio
Fabio Marchisio: Gianni
Irene Ivaldi: Zoe
Francesca Porrini: Carmen
Elena Griseri: l’insegnante dell’autoscuola
Alessandro Federico: Pitu
Lorenzo Bartoli: l’Idraulico
Beppe Rosso: Zio
Anna Bonasso: la Padrona di casa
Ettore Scarpa: Commesso
Barbara Mazzi: Studentessa universitaria

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Note di Regia

Sono sempre stato affascinato dalle relazioni umane e dalla loro imperfezione. Per questo ho scelto come protagonista di ‘The Repairman” Scanio, un personaggio talmente fuori luogo rispetto al mondo che lo circonda che crea imperfezioni ovunque si relazioni. Perché è un personaggio antico che si muove in un mondo che non l’ha voluto aspettare. Perché di mestiere ripara, in un mondo che piuttosto sostituisce con un modello più recente. Perché è lento e preferisce fare le cose per bene, in un mondo dove conta arrivare per primi. Avrei potuto situare la storia in una grande città, con l’obiettivo di creare una contrapposizione fra il personaggio e la modernità. Ma la provincia e la campagna si muovono più velocemente ancora, per cercare di recuperare il tempo perso, e possono offrire contrasti più evidenti rispetto a quelli a cui in città ci si è oramai assuefatti.

Proprio perché la perfezione non esiste, ho cercato con la regia di non prendere mai le parti dell’uno o dell’altro personaggio. Nessuno di loro ne esce vincitore, e anche la scelta di muovere poco la macchina da presa si propone di lasciare allo spettatore lo spazio per affezionarsi a chi più desidera. È vero, certo, che la storia è raccontata in prima persona dal protagonista e che le immagini del film sono presentate come se uscissero dai suoi ricordi, ma l’intenzione di Scanio non è di prendere le proprie difese nei confronti di un mondo che potrebbe facilmente descrivere come coalizzato contro di lui; al contrario sembra provare un piacere quasi perverso nel descrivere le situazioni per quello che sono, anzi a colorirle con uno sguardo a tratti esagerato, sempre sospeso tra il verosimile e l’immaginario. Come se ingrandire le disavventure le rendesse più risibili e ci permettesse di accettare con più serenità la nostra condizione.

Paolo Mitton