Black Panther, Ava DuVernay motiva il suo addio

"Se ci sono troppi compromessi, non sarebbe un film di Ava DuVernay“. La regista di Selma spiega il perché al suo no a Black Panther.

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Accalamata dalla critica grazie alla regia di Selma, Ava DuVernay era pronta al grande salto formato blockbuster grazie alla regia di Black Panther. La regista aveva quasi accettato la proposta arrivatale dalla Marvel, per poi ripensarci e salutare tanto lo studios quanto l'iconico supereroe nero. Ebbene oggi, passate alcune settimane da quel rifiuto, Ava ha provato a motivare il suo addio:

“A un certo punto la mia risposta era sì, perchè ho pensato che ci fosse del valore nel mettere quel tipo di immaginario culturale in un film che verrà visto in tutto il mondo: emozioni, azione, divertimento, tutte quelle cose, ma comunque rimanere concentrati su un uomo di colore che è un eroe, cosa che sarebbe stata abbastanza rivoluzionaria. Questi film vanno dappertutto, da Shanghai all’Uganda, e nient’altro di quello che farò probabilmente raggiungerà così tante persone, quindi trovavo del valore in questo. È così che la conversazione è continuata, perchè questo era quello che mi interessava. Ma tutti si interessano a cose differenti”.

E qui casca l'asino, perché gli interessi della Marvel e della DuVernay, evidentemente, non coincidevano:

“A cosa il mio nome viene associato significa molto per me, i film sono i miei bambini. Questa è la mia arte, questo è ciò che vivrà quando me ne sarò andata. Quindi per me è importante che tutto ciò sia valido anche per chi sono in questo momento. Se ci sono troppi compromessi, non sarebbe un film di Ava DuVernay“.

Coerente fino in fondo, la regista ha smosso persino un paragone televisivo ("E' come Scandal. Si tratta del mondo di Shonda Rhimes"), per poi spezzare comunque una lancia in favore del Black Panther Marvel che vedremo in sala il 6 luglio del 2018:

"Sarà un film straordinario, e io sarò in prima fila il giorno dell'uscita in sala per vederlo".

Fonte: Comingsoon.net

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