Il gesto delle mani: recensione del film di Francesco Clerici

Francesco Clerici porta al cinema Il gesto delle mani insieme alla pratica artigianale millenaria che da forma all'arte


Mentre perdiamo il contatto con la materia e i sensi che la plasmano dando forma e sostanza alle idee, il cinema dimostra di saper tornare alle origini della creazione con Il gesto delle mani di Francesco Clerici, entrando nella fucina di abili artigiani che forgiano il bronzo destinato ai monumenti dell'eternità, con la stessa tecnica usata dai Greci nel V/VI secolo a.C. per infondere vigore e vitalità ai Bronzi di Riace.

Un viaggio nella memoria di gesti antichi, rimasti immutati per secoli con il lungo processo della fusione a cera persa, praticata dagli artigiani della Fonderia Artistica Battaglia di Milano sin dal 1913, per realizzare le sculture di Giacomo Manzù, Lucio Fontana, Arnaldo Pomodoro o il cavallo della Rai di Francesco Messina.

«Ho scoperto la Fonderia Battaglia molti anni fa e ne ho un ricordo magico: fuori nevicava, faceva freddissimo e il traffico era impazzito, dentro era caldissimo e silenzioso»

Francesco Clerici

Lo stesso lungo processo usato da Velasco Vitali, in arte Velasco, per realizzare uno dei cani della sua celebre muta, scandito dal ritmo della cera che scivola dal vaso al refrattario, dagli scalpelli che battono il bronzo, delle mani che plasmano, lisciano, piegano, scrostano, lucidano ... cera, gesso, bronzo fuso, fuoco, acqua, nel film senza parole di uno storico dell'arte e regista autodidatta, alla ricerca delle atmosfere ancestrali dell'officina sospesa nel tempo di ritmi lenti, silenzi, con 50 gradi di temperatura.

77 minuti di documentario visivo, per restituire la coreografia di gesti consapevoli e attenti delle 77 ore necessarie a dar forma alla scultura, accompagnando la partitura di suoni e rumori d'ambiente (compresa la musica classica che arriva dalla radio) alle riprese delle immagini. Quelle dei filmati d'archivio in 16mm del 1967, con quelle meticolose realizzate dal solo Clerici, per non alterare l'atmosfera della fonderia e la naturalezza dei sui artigiani al lavoro, adeguando i tempi del cinema a quelli di raffreddamento, gestazione, cottura ...

«La scultura non è un concetto. La scultura è il gesto delle mani. Un gesto d'amore»

Giacomo Manzù

Le parole di Manzù citate dal titolo del film low budget, prodotto da Velasco e la Fonderia con un procedimento “artigiano” analogo a quello seguito dalle mani che legano il passato al presente, trovano compimento nella «sinfonia» di gesti e rumori, scelta per rappresentare l'Italia nella sezione Forum della 65/a edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino, premiata con il FIPRESCI (Fédération Internationale de la Presse Cinématographique) e distribuito nelle nostre sale cinematografiche da Lab 80 film, a partire dal 3 dicembre 2015.

voto di cut-tv's 8

voto di Gabriele 8

Il gesto delle mani (Hand Gestures ,Italia 2014, 77') di Francesco Clerici, con Velasco Vitali, Mario Conti, Lino De Ponti, Luigi Contino. Al cinema dal 3 dicembre 2015

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