Meet The Spartans (3ciento – Chi l’ha duro la vince): recensione in esclusiva da Los Angeles

3ciento – Chi l’ha duro… la vince (Meet the Spartans – Usa 2008) di Jason Friedberg e Aaron Seltzer con Sean Maguire, Carmen Electra, Diedrich Bader, John Di Domenico, Greg Ellis, Martin Klebba, Theo Kypri, Method Man, Jim Nieb, Nicole Parker, Jenny Robinson, Emily Wilson Il 24 gennaio al Mann Festival Theater di Westwod, Los

di mario

3ciento poster 3ciento – Chi l’ha duro… la vince (Meet the Spartans – Usa 2008) di Jason Friedberg e Aaron Seltzer con Sean Maguire, Carmen Electra, Diedrich Bader, John Di Domenico, Greg Ellis, Martin Klebba, Theo Kypri, Method Man, Jim Nieb, Nicole Parker, Jenny Robinson, Emily Wilson

Il 24 gennaio al Mann Festival Theater di Westwod, Los Angeles, si è tenuta una proiezione speciale del nuovo parto del cinema parodistico-demenziale che tanto pare di moda oggi ad Hollywood, denotando una carenza di idee ed una tendenza al vampirismo che non lasciano presagire nulla di buono per l’immediato futuro della produzione media made in USA. Metto subito in chiaro una cosa: il sottoscritto ha presenziato solo perché è riuscito ad ottenere l’ingresso gratuito. Nulla mi attendevo, e nulla è arrivato.

Che non ci si trovi dinanzi ad un’espressione artistica di grande gusto lo conferma il fatto che all’esterno del cinema, nonostante una pioggia battente ed un freddo inusuale per questi lidi, facevano la loro “bella” presenza una decina di aitanti ragazzoni vestiti da spartani come neanche nei peplum italiani degli anni 60: un triste clichè che ha attirato l’attenzione di qualcuno e le risa dei più. L’arrivo in limousine di attori e presumibilmente registi (perché ci si son messi in due a creare quest’opera!) non ha fatto che sottolineare una pretenziosità quanto mai fuori luogo.

3ciento meet the spartans

Sono due i modi di approcciare film del genere: fingersi superintellettuali e smontarlo pezzo per pezzo, rivelandone l’inutilità, oppure regredire allo stato della burla infantile e farsi trascinare dalla visione (le stesse due vie che ci si trova dinanzi se si vuole parlare dei cinepanettoni, in pratica). Io ho cercato una via di mezzo, ma francamente c’è un limite preciso alle mie possibilità di essere freddo e imparziale.

Pur non lasciandosi impressionare negativamente dal circo di contorno, quel che resta dopo la visione è francamente sconcertante, e riporta, come sempre in questi casi, un antico dilemma nella nostra mente: come mai si sprecano soldi per produrre idiozie del genere, cancellando invece progetti meritevoli dalla schedule delle case di produzione? I risultati al botteghino delle prossime settimane (il film è in uscita ufficiale negli Usa il 1 febbraio; in Italia il 27 di giugno) ci diranno se è solo un calcolo economico, o semplice mancanza di iniziativa e voglia di rischiare (di raschiare c’è n’è sempre).

Raccontare la trama del film è pressoché inutile, tanto il trailer dice già tutto: si parte dalla parodia spinta del film 300, per poi innestare rimandi ad altri film, jokes culturali (o il più delle volte sub-culturali) e semplice volgarità. La cosa singolare è che ogniqualvolta si batte il tasto della parodia del film di Zack Snyder, il film non diverte più di tanto: il problema nasce dal fatto che l’originale è già di per sé abbastanza ridicolo. A favore di Meet the Spartans c’è la scarsa propensione a prendersi sul serio che invece affliggeva come una peste il polpettone nato dalla mente di Frank Miller.

Quel che invece ho trovato inaccettabile, pur nell’ambito ridanciano che contraddistingue il film, è la continua derisione dell’omosessualità. Parlando con altri spettatori dopo la visione mi sono reso conto che non tutti l’hanno notata, o trovata eccessiva. Alcuni l’hanno persino considerata la vera forza del film. Quindi è tutta una questione di sensibilità personali. Ma sappiate che a qualcuno di voi potrebbe dare molto fastidio.

Non c’è molto altro da dire: se avete amato film di questo genere usciti negli scorsi anni, a partire da Scary Movie andando in giù (in quanto a qualità) probabilmente troverete molto divertente anche questo prodotto. Anche se, per i riferimenti continui alla cultura pop americana, gli spettatori a stelle e strisce se lo godranno comunque più di voi. E non è per forza un male. Per quanto mi riguarda continuo a rimpiangere prodotti sanamente esilaranti come Una pallottola spuntata o Hot Shots.

Voto Mario: 2
Voto Gabriele: 2

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