The ABCs of Death: Red Band trailer e poster del film horror collettivo di 26 episodi

26 episodi, 26 modi per morire. Guarda il trailer vietato ai minori di The ABCs of Death, antologia horror di corti diretti da giovani talenti del genere.

Quello di The ABCs of Death è certamente un esperimento curioso, perché porta all’estremo il genere delle “antologie horror”. Al 30. Torino Film Festival potremo vedere il tanto chiacchierato V/H/S, che ha scatenato i fan del genere e fatto infuriare Roger Ebert. Ma se quel film “alla Creepshow” ci regala sei diversi episodi all’interno di una cornice, The ABCs of Death di episodi ce ne regala… ventisei. Ce lo conferma la sinossi ufficiale:

Ventisei registi. Ventisei modi per morire. The ABCs of Death è forse l’antologia più ambiziosa che sia mai stata creata, con una produzione che copre quindici paesi, e che ci presenta episodi diretti da oltre due dozzine tra i più grandi talenti del cinema di genere contemporaneo del mondo. Ispirato ai libri educativi per bambini, il film è composto da ventisei capitoli individuali, ognuno diretto da un regista diverso, a cui è stata assegnata una lettera dell’alfabeto. Ai registi è stata poi data carta libera nel scegliere la parola per creare una storia che riguarda la morte.

Non si entra nel merito dei vari cortometraggi, ovviamente: il film dura due ore, e quindi la durata media dei diversi episodi è di cinque minuti. Vale la pena scoprirli da soli, quindi: basta sapere che dentro c’è un po’ di tutto, anche un corto in stop motion. Tra i registi troviamo Jason Eisener (Hobo with a Shotgun), Xavier Gens (Frontiers), Srdjan Spasojevic (A Serbian Film), Nacho Vigalondo (Los Cronocrimenes), Ti West (The House of the Devil) e Ben Wheatley (Kill List).

Presentato in anteprima mondiale nella sezione Midnight Madness dell’ultimo Toronto Film Festival, The ABCs of Death punta ad una distribuzione particolare, come ormai molti titoli indie o di genere in America. Arriverà infatti prima on demand, il 31 gennaio 2013, e poi limited nei cinema l’8 marzo.

Dopo il salto trovate tutti i titoli dei 26 corti con i nomi dei rispettivi registi.



A Is for Apocalypse: Nacho Vigalondo
B Is for Bigfoot: Adrián García Bogliano
C is for Cycle: Ernesto Díaz Espinoza
D Is for Dogfight: Marcel Sarmiento
E is for Exterminate: Angela Bettis
F is for Fart: Noboru Iguchi
G is for Gravity: Andrew Traucki
H is for Hyrdo-Electric Diffusion: Thomas Cappelen Malling
I is for Ingrown: Jorge Michel Grau
J is for Jidai-geki: Yudai Yamaguchi
K is for Klutz: Anders Morgenthaler
L is for Libido: Timo Tjahjanto
M Is for Miscarriage: Ti West
N is for Nuptials: Banjong Pisanthanakun
O is for Orgasm: Hélène Cattet e Bruno Forzani
P Is for Pressure: Simon Rumley
Q Is for Quack: Adam Wingard
R Is for Removed: Srdjan Spasojevic
S is for Speed: Jake West
T Is for Toilet: Lee Hardcastle
U Is for Unearthed: Ben Wheatley
V is for Vagitus: Kaare Andrews
W is for WTF?: Jon Schnepp
X Is for XXL: Xavier Gens
Y Is for Youngbuck: Jason Eisener
Z is for Zetsumetsu: Yoshihiro Nishimura