David 2019, Valeria Golino e Alice Rohrwacher riscrivono la Storia - tutti dietro Dogman

A casa tutti Bene, maggior incasso italiano del 2018, fermo alle 3 candidature.

Sono state annunciate questa mattina le candidature della 64a edizione dei Premi David di Donatello, a poco più di un mese dalla cerimonia di premiazione che si terrà mercoledì 27 marzo, in onda su Rai 1 con Carlo Conti conduttore.

Tutti i film nominati sono usciti al cinema tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018, per un'edizione che ha introdotto una serie di importanti riforme del regolamento dei premi. Fra le numerose novità, una nuova giuria e la modifica del sistema di voto, entrambi adeguati ai modelli proposti dai grandi riconoscimenti internazionali; nuove regole di ammissione dei film che concorrono all’assegnazione dei premi; la nascita del David dello Spettatore. A guardare tutti dall'alto al basso, come previsto, Dogman di Matteo Garrone, con 15 nomination, seguito a sorpresa da Capri-Revolution, a quota 13. Probabilmente uno sproposito, per un David di Donatello che ha sempre sotterrato di candidature Mario Martone. 13 con Noi Credevamo, sette dei quali vinti, e 14 per Il Giovane Favoloso, 5 dei quali vinti. Capri-Revolution, uscito a mani vuote da Venezia e passato inosservato in sala, ha chiuso la trilogia con 40 candidature totali. Garrone, già vincitore di 5 David (compresa la regia per l'ultimo Il racconto dei racconti - Tale of Tales) punta a fare filotto con Dogman, purtroppo escluso dalla corsa agli Oscar.

Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino fa coppia con Loro di Paolo Sorrentino a quota 12 candidature, mentre spiccano due donne tra le migliori regie dell'anno. Valeria Golino con Euforia (7 candidature totali) e Alice Rohrwacher per Lazzaro Felice (9 nomination totali), candidate anche per la miglior sceneggiatura e il miglior film. Non era mai successo prima che due donne corressero per la miglior regia, mai assegnata nella storia dei David ad una regista.

Netflix irrompe anche ai David grazie a Sulla mia Pelle, candidato a nove riconoscimenti, e a Roma di Alfonso Cuaron, mentre l'acclamato La terra dell'abbastanza dei fratelli d'Innocenzo si è fermato alle 4 candidature. Avrebbero meritato qualche nomination in più.

Fa sicuramente rumore A Casa tutti Bene, principale incasso italiano del 2018 ma fermatosi a quota 3 candidature. Gabriele Muccino, spesso polemico in tal senso, potrebbe presto tuonare, mentre sorprende la presenza di Fabrizio De André – Principe Libero, film distribuito sul grande schermo il 23 ed il 24 gennaio 2018 da Nexo Digital per poi diventare miniserie tv Rai. Tre le nomination, una delle quali molto sentita, perché postuma al grande Ennio Fantastichini, deceduto nel 2018. Vincitore della Festa del Cinema di Roma, Il vizio della Speranza si è dovuto accontentare di 3 candidature, con il pluri-vincitore Valerio Mastandrea (4 David conquistati) che ha strappato la sua undicesima e la sua 12esima nomination in carriera: la prima in assoluto in qualità di regista con Ride, da sommare alla candidatura come miglior attore non protagonista con Euforia. Alba Rohrwacher ha toccato quota sei candidature (2 vinti) con Troppa Grazia, Toni Servillo ha strappato l'ottava candidatura con Loro (dopo averne vinti 4), Jasmine Trinca è arrivata all'ottava con Sulla mia Pelle e Alessandro Boghi alla quinta in 3 anni. 44esima candidatura, invece, per Nanni Moretti, in corsa tra i doc con Santiago, Italia, dopo averne vinti otto (fra cui due premi speciali nel 1986).

Grande sconfitto, possiamo certificarlo, Paolo Sorrentino, escluso con Loro da tutte le candidature più importanti: film, regia, produttore, sceneggiatura.

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