Di Nuovo in Gioco - Recensione

Di Nuovo in Gioco - RecensioneClint Eastwood, Amy Adams e Justin Timberlake, con l’aggiunta di John Goodman, tanto per gradire: basta dare un’occhiata allo straordinario cast di Di Nuovo in Gioco, anche conosciuto in madrepatria come Trouble with the Curve, per ritrovare inesorabilmente catturata la propria attenzione.

Dopo lo straordinario successo raccolto da L’arte di Vincere, arriva finalmente anche sui nostri schermi un nuovo film dedicato al baseball, amato negli Stati Uniti non solo dal pubblico ma anche dalla settima arte, sempre pronta a raccontare storie legate a quello che è il più romantico degli sport made in USA.

Per l’occasione, Eastwood decide di tornare dall’altro lato della macchina da presa, caricando ulteriormente Di Nuovo in Gioco di aspettative: scopriamo insieme che cosa ha studiato per noi Robert Lorenz, dopo tante produzioni legate proprio all'amico Eastwood arrivato finalmente al suo esordio alla regia, con il quale prova a strabiliarci con la sua palla curva nel film arrivato proprio questa settimana in Italia.

Gus Lobel (Clint Eastwood) è uno degli osservatori degli Atlanta Braves, squadra di baseball professionista. Dopo tanti anni di onorato servizio, a Gus viene offerta un’ultima possibilità attraverso un nuovo incarico, che potrebbe essere anche l’ultimo: lo scout infatti non vede di buon occhio tutte le modernità che la tecnologia offre allo sport, e complice anche la sua progressiva perdita della vista potrebbe ritrovarsi presto in pensione forzata. Il suo capo e amico Pete (John Goodman) lo manda quindi a osservare un giovane talento, chiedendo a sua figlia Mickey (Amy Adams) di assisterlo nel viaggio con un doppio scopo: assicurarsi da un lato che Gus stia bene, aiutandolo allo stesso tempo nella valutazione della grande promessa che gioca nella squadra locale. Recatisi in North Carolina, i due incontrano Johnny, una vecchia scoperta di Gus che ha dovuto però abbandonare il campo a causa di un infortunio, finendo anch’egli a fare l’osservatore per i Boston Red Sox. Una storia fatta di caduta e rivalsa, sia nella vita personale di Gus che nella sua professione, che però finisce per non convincere pienamente: quelli che dovrebbero essere i colpi di scena (compreso quello finale) sono facilmente indovinabili da un occhio neanche troppo attento, mentre il “villain” della situazione Matthew Lillard finisce per essere più una caricatura di sé stesso che un convincente cattivo.

Il paragone con L’arte di Vincere è, almeno inizialmente, obbligatorio: la visione di Di Nuovo in Gioco del baseball va infatti a ribaltare quanto Brad Pitt e Jonah Hill ci mostravano coi loro meravigliosi calcoli al computer, facendoci amare la figura di Gus e la sua visione del proprio lavoro legata a fogli, appunti scritti a mano e viaggi in giro per gli States per guardare da vicino i futuri campioni. Mickey è invece la classica figura completamente assorbita dal proprio lavoro, nel quale trova sfogo la sua sofferenza per essere stata abbandonata dal padre alla morte della madre. Avvocato di successo in procinto di diventare uno dei soci del proprio studio, Mickey prova timore nello stringere rapporti duraturi con l’altro sesso, a causa della paura di essere nuovamente abbandonata. Se ne L’arte di Vincere poteva essere uno dei protagonisti, in Di Nuovo in Gioco il baseball non è altro che lo sfondo e il contorno della vicenda familiare che interessa i personaggi interpretati da Clint Eastwood e Amy Adams: a conferma di ciò, il fatto che di scene in cui vengono ritratti attimi di partita se ne possono contare davvero poche.

Clint Eastwood torna a recitare da attore protagonista dopo Gran Torino, e dopo aver annunciato il proprio ritiro come attore: proprio alla personalità burbera di Walt Kowalski somiglia quella di Gus Lobel, tanto cocciuto e sgorbutico quanto esperto di baseball. Un amabile “vecchietto” di 82 anni che riesce a scherzare proprio sulla vecchiaia e sulla debilitazione fisica, aprendo il film con una divertente scena in cui cerca di convincere l’amico del piano di sotto a effettuare in tranquillità la sua minzione mattutina, per poi scontrarsi con un tavolino nel soggiorno. Su Amy Adams c’è ormai ben poco da dire, visto che l’attrice è ormai entrata di diritto nella rosa delle più talentuose attualmente in attività: la cosa più riuscita di Di Nuovo in Gioco è infatti l’alchimia tra Gus e Mickey, legata naturalmente dalla passione di entrambi per il baseball, grazie alla quale riusciranno a riconciliarsi. E poi, c’è Justin Timberlake: sempre bravo anche lui per carità, ma stavolta un po’ sotto tono forse più per demerito della sceneggiatura e di Lorenz, che non riescono a rappresentare con la giusta forza l’amore che nasce tra Johnny e Mickey, mancando di coinvolgimento anche negli attimi che dovrebbero essere più romantici.

Di nuovo in Gioco, Recensione

L’accenno alla sceneggiatura ci porta a valutare il lavoro svolto da Randy Brown, anch’egli esordiente nel proprio ruolo per Di Nuovo in Gioco, che purtroppo non riesce a dare al film la profondità che potevamo sperare: conseguenza o effetto collaterale, decidete voi, per Bob Lorenz, il cui film riesce a tenersi in piedi principalmente per merito della bravura dei suoi protagonisti. Proprio considerando gli attori coinvolti, però, sarebbe stato lecito come abbiamo detto all’inizio della recensione attenderci qualcosina in più, considerando che Di Nuovo in Gioco potrebbe essere (stavolta veramente) l’ultimo film in cui Clint Eastwood appare come attore protagonista: cosa ci dà questa certezza? Lo stesso Gus, che parlando con un giocatore mette in risalto l’importanza della famiglia. Si dà il caso che l’interprete del ragazzo altri non sia che Scott Eastwood, figlio del nostro caro Clint.

Voto Rosario: 6

Di Nuovo in Gioco (Trouble With the Curve, USA, drammatico-sportivo) di Robert Lorenz; con Clint Eastwood, Amy Adams, Justin Timberlake, Matthew Lillard e John Goodman; uscita in Italia il 29 novembre 2012. Trailer in italiano.

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