Educazione siberiana: video del making of - Le armi e il freddo

Due nuovi video dal making of di Educazione Siberiana, il nuovo film di Gabriele Salvatores. Dopo aver visto il video sulle scenografie (dopo il salto insieme al trailer e alle foto), oggi vediamo qualche interessante curiosità sulle armi e sul freddo. Come Bonus vi linkiamo l'intervista a Nicolai Lilin, autore del romanzo Educazione Siberiana (2009).

Le armi: Ogni arma aveva una sua personalità ed erano sempre trattate con cura. Erano anche decorate con materiali preziosi. Secondo la regola siberiana, quando Dio creò l'uomo gli regalò un coltello. Per questo la "picca" era considerata quasi un simbolo religioso.

Il freddo: Il clima ha messo a dura prova il cast, il regista e tutti quelli che hanno partecipato al film. I gradi sono arrivati addirittura a -30.

Educazione siberiana: video del making of - La Scenografia

Post del 24 gennaio 2013: Uscirà il 28 febbraio il film drammatico Educazione siberiana diretto da Gabriele Salvatores. Dopo aver visto trailer e foto (dopo il salto), oggi vi regaliamo un video del making of della scenografia. Il regista Gabriele Salvatores ha spiegato:

"Niente di ciò che si vede nel film esisteva già, abbiamo dovuto ricreare un mondo, è quasi un film in costume".

Le scenografie sono di Rita Rabassini, gli Architetti-scenografi sono Roberto Caruso e Monica Sironi. L'Arredatrice è Alessia Anfuso. Nel cast del film ci sono: John Malkovich, Peter Stormare, Eleanor Tomlinson, Giedrius Nagys, Andrius Paulavicius, Donatas Simukauskas, Arnas Fedaravicius, Riccardo Zinna. Ecco la trama ufficiale:

Prima della divisione dell'URSS, al confine tra Moldavia e Ucraina, una comunità di "criminali onesti", deportati lì negli anni '30 da Stalin, vive rispettando un codice etico (divieto a qualsiasi tipo di droga e rispetto per gli anziani e i disabili) autoimposto; tutto il resto é lecito...

Educazione siberiana: immagini del nuovo film di Gabriele Salvatores

Educazione siberiana immagini 1

Post del 24 gennaio 2013: Dopo Giuseppe Tornatore con La migliore offerta anche Gabriele Salvatores si cimenta con una produzione dal cast internazionale (tra gli interpreti John Malkovich e Peter Stormare) girata in Siberia. Il regista Premio Oscar per Mediterraneo adatta Educazione Siberiana, romanzo autobiografico dello scrittore russo Nicolai Lilin. Il libro come il film narra dell'educazione criminale impartita sin da ragazzini all'interno di una comunità di malavitosi nel sud della Russia.

Dopo il primo trailer, molto evocativo, oggi vi proponiamo una serie di immagini che includono stralci del film e foto dal set. Educazione siberiana è un crime che ci mostra molti degli elementi tipici che si riscontrano nella mitologia malavitosa di stampo cinematografico, quella narrata prima da Coppola con la trilogia Il Padrino e poi da Scorsese con Quei bravi ragazzi: vedi tutta la cultura religiosa legata all'ambiente, i rituali e un codice d'onore che va di pari passo con omicidi e brutalità.

Educazione siberiana immagini 1 Educazione siberiana immagini 2 

Il trailer promette davvero bene e Salvatores è un regista capace di cimentarsi con una cinema di ampio respiro, basta ricordare che è anche uno dei pochi cineasti nostrani che abbia avuto il coraggio di confrontarsi in epoca contemporanea con il genere fantascientifico, realizzando nel lontano 1997 l'ambizioso, imperfetto e spesso sottovalutato Nirvana. L'uscita italiana di Educazione siberiana è fissata al prossimo 28 febbraio.

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Educazione siberiana: primo trailer del prossimo film di Gabriele Salvatores

Dobbiamo avere rispetto per tutte le creature viventi. Eccetto che la polizia, i bancheri, gli usurai. Rubare a queste persone è permesso.


Estrapoliamo solo una delle frasi d'impatto che troviamo all'interno di questo primo, accattivante trailer del prossimo film di Gabriele Salvatores, ossia Educazione Siberiana. Film che, come già evidenziato da in occasione dell'intervento del regista a Courmayeur, di italiano ha davvero poco.

Il taglio è quello di un thriller alquanto suggestivo, le cui note rimandano a certe esose produzioni condotte dall'altra parte dell'oceano. "Un film che si avvicina di più all'idea di cinema che avevo quando cominciai", ha affermato la scorsa settimana il regista. Vedremo se le intriganti premesse saranno rispettate. In attesa anche di un responso da Berlino, dove Educazione siberiana potrebbe partecipare in Concorso il prossimo Febbraio.

Courmayeur 2012: Gabriele Salvatores presenta il suo "Educazione siberiana"


Courmayeur 2012: Gabriele Salvatores presenta il suo Educazione siberiana

Arrivato oggi in un'assolata Courmayeur, Gabriele Salvatores ha presentato agli intervenuti qui al Noir Film Festival il suo prossimo, atteso lavoro. Parliamo di Educazione siberiana, già in preselezione per il Festival di Berlino e pronto per il debutto americano. Qui in Italia il film uscirà a Febbraio, distribuito da 01.

Insieme al regista anche lo scrittore dell'omonimo libro da cui è tratto il film, ossia Lilin Nicolai, nonché due dei protagonisti, i giovani Arnas Fedaravicius e Vilius Tumalavicius. Ma la scena, per forza di cose, è tutta per Salvatores, che dopo il trailer di circa due minuti e mezzo ci ha parlato di alcuni retroscena inerenti alla produzione e non. In primis, come alcuni potrebbero sospettare, Educazione siberiana non avrà nulla a che vedere con La promessa dell'assassino di Cronenberg. Nonostante i due contesti siano affini, i due film si muovono su binari a quanto pare totalmente differenti.

Quali prospettive si pone, allora, Educazione siberiana? Ecco cosa risponde Salvatores:

Il film non ha un intento strettamente sociale o documentaristico. Il libro è composto da una serie di aneddoti che andavano in qualche modo legati, ed in cui ogni personaggio reagisce in modo diverso ai cambiamenti in atto. [...] Le riprese sono state provanti, specie per gli attori, che sono stati sottoposti ad un intensa preparazione fisica.

Courmayeur 2012: Gabriele Salvatores presenta il suo Educazione Siberiana

Courmayeur 2012: Gabriele Salvatores presenta il suo
Courmayeur 2012: Gabriele Salvatores presenta il suo

Ci sono analogie rispetto ai film che ha diretto sino ad ora?

Cerco sempre qualcosa di diverso per mettermi in gioco, sennò non mi diverto. Ci sono temi che chiaramente ricorrono nel mio cinema, e che ho scorto immediatamente leggendo il libro di Lilin. Ma è anche vero che ho imparato più cose in questo film che negli altri 14 che lo hanno preceduto. In tal senso, non so nemmeno se possa definirsi un film strettamente italiano, visto che è ambientato nell'Est Europa ed è girato in inglese. Per quanto atipico rispetto a ciò che ho girato sino ad ora, Educazione siberiana si avvicina di più al genere di cinema che sognavo di fare quando cominciai. [...] La lavorazione mi ricorda comunque quella di Nirvana, perché davvero abbiamo dovuto ricreare un mondo; e si è trattato di un lavoro enorme. Si può dire che questo sia un film in costume, che dà meno soddisfazioni rispetto ad uno ambientato per esempio nel '700: lì certe differenze le noti chiaramente, qui no, però ci sono ed andavano integrate (il film è ambientato a cavallo tra gli anni '80 e '90, ndr.). D'altra parte quello dei personaggi è un mondo molto particolare: il loro rapporto con la religione, il linguaggio dei loro tatuaggi. A tal proposito è bene evidenziare che per loro il tatuaggio aveva un valore ben diverso rispetto a chi se lo fa generalmente oggi. Questo tipo di persone andava dal tatuatore e si apriva a lui come fosse il loro confessore. Dopodiché, appresa la storia di ognuno, era quest'ultimo a decidere cosa tatuare.

E del rapporto con John Malkovich cosa può dirci?

Stando alle voci ero terrorizzato. Mi avevano infatti detto che Malkovich è uno molto educato ma capace all'improvviso di metterti le mani al collo. Ed invece non è stato così. Siamo partiti da ciò che ci accomuna, cose un po' più intime, come per esempio l'aver superato entrambi la soglia dei 60 anni. L'uomo vive questo passaggio come uno di quei cambiamenti epocali. Abbiamo costruito il suo personaggio insieme, e lui mi ha chiesto espressamente che il suo aspetto non fosse in alcun modo modificato, anche se il film si svolge nell'arco di dieci anni. Voleva che il cambiamento fosse interno. A riguardo ho un aneddoto da raccontare. Di ritorno sul luogo dove stavamo girando, dopo qualche giorno di febbre, lo vidi scendere dalla macchina con difficoltà; mi avvicinai e gli dissi che se non se la sentiva avremmo potuto fare altro quel giorno. Al che mi rispose: "sono più vecchio. È quello che mi chiedesti all'inizio, ricordi?"

 

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