Stasera in tv: “Bella ciao, per la libertà” su Rai 3

Rai 3 stasera propone “Bella ciao – Per la libertà”, film documentario del 2022 di Giulia Giapponesi con Vinicio Capossela e Marcello Flores D’Arcais.

“Bella ciao, per la libertà” vede la partecipazione del cantautore Vinicio Capossela e (in ordine alfabetico): Ilkay Akkaya (cantante turca), Stefano Bellotti detto “Cisco” (ex cantante Modena City Ramblers), Cesare Bermani (Storico e ricercatore della cultura orale), Eduardo Carrasco (fondatore e leader del gruppo musicale cileno Quilapayun), Marcello Flores D’Arcais (Storico della Resistenza), Fausto Giovannardi (ingegnere e autore di una scoperta sulla melodia di Bella Ciao), Mohammed Osamah Hameed (performer e autore della Bella Ciao irachena), Hazal Koyuncuer (rappresentante della comunità curda), Aimaro Isola (architetto, partigiano), Hilario Isola (artista), Luigi Morrone (avvocato “col pallino della Storia” che sostiene che i partigiani non abbiano mai cantato Bella Ciao), Banu Ozdemir (attivista politica turca incarcerata per aver diffuso i video di Bella Ciao dalle moschee), Moni Ovadia (attore, musicista, scrittore), Carlo Pestelli (insegnante e cantautore), Floriana Diena Putaturo (maestra, si ricorda quando cantava Bella Ciao da bambina ad Alba), Giacomo Scaramuzza (comandante partigiano di 98 anni e giornalista).

La trama

Da inno dei partigiani a canzone di lotta delle nuove generazioni di tutto il mondo, hit dei più famosi artisti internazionali e colonna sonora della serie Netflix La casa di Carta. A quasi un secolo dalla sua nascita, la forza di Bella Ciao non si arresta.”Bella ciao, per la libertà” racconta i misteri, la genesi e la storia della canzone della Resistenza, che riappare ovunque si combatta contro l’ingiustizia. Un canto inarrestabile, oggi patrimonio dell’umanità nella lotta per la libertà.

La vera storia di Bella Ciao

“Bella ciao” è una canzone notissima che, diffusa in diverse versioni in tutto il mondo, rimane al tempo stesso un simbolo identitario forte di un momento storico e di una parte importante della società italiana. In realtà la canzone è diventata l’inno ufficiale della Resistenza solo vent’anni dopo la fine della guerra. Durante la Resistenza la sua diffusione è stata limitata; era nota in alcuni reparti combattenti di Reggio Emilia e del Modenese, nella leggendaria Brigata Maiella e in altri gruppi partigiani delle Langhe. Cesare Bermani, uno dei più importanti esperti di storia orale e di canzoni popolari, a proposito di Bella ciao, ha parlato di invenzione di una tradizione; La canzone fu favorita dal suo carattere unitario, dalla sua capacità di rappresentare tutta la Resistenza, a differenza del molto diffuso Fischia il vento, legato alle formazioni garibaldine. Le origini della canzone, sia del testo che della musica, sono peraltro piuttosto incerte. Carlo Pestelli in Bella ciao. La canzone della libertà, ADD editore, ne ricostruisce il lungo percorso, racconta i luoghi dove la canzone è stata cantata e tramandata, i conflitti che ha attraversato. Pestelli, attraverso approfondite ricerche, individua tracce di Bella ciao in alcune canzoni popolari dell’Italia settentrionale. Il testo rimanda molto probabilmente a Fior di tomba, una canzone popolare di argomento sentimentale, che presenta assonanze significative con Bella ciao sia per l’incipit sia per il tema, ricorrente in alcune varianti, della tomba e del fiore. Più complicato indicare l’origine della musica: dalla canzone popolare Bevanda sonnifera sembra prendere il ritmo e le ripetizioni, ma ci sono molte somiglianze con il brano di musica kletzmer Koilen, inciso a New York nel 1919 da Mishka Ziganoff, musicista zigano originario di Odessa. Rilanciata negli anni Sessanta come canzone simbolo della Resistenza, entrata nel repertorio di artisti celebri come Yves Montand, Bella ciao è diventata nel tempo un successo mondiale che si adatta a tutte le lotte per la libertà contro invasori e oppressori. Ne esistono versioni in curdo, in turco, in russo e in molti Paesi le note di Bella ciao accompagnano le speranze di eserciti partigiani e di movimenti di protesta. Il libro di Pestelli, che ricostruisce tutta questa storia e si arricchisce della prefazione di Moni Ovadia, prende spunto dall’utilizzo di Bella ciao nelle manifestazioni di solidarietà che ci furono in Francia nel 2015 in reazione alla strage nella redazione di Charlie Hebdo . [fonte Treccani]

Note di regia

Anche se a noi Italiani può sembrare incredibile, oggi una larga parte dei giovani di tutto il mondo conosce “Bella Ciao” solo in quanto colonna sonora della serie spagnola di Netflix La Casa di Carta, che dal 2018 l’ha resa una hit internazionale, oggetto di remix dance e techno e ispirazione per cover di artisti di tutto il mondo. Sotto i video di Bella Ciao che si trovano su YouTube, teenager e adulti lasciano ogni giorno commenti in cui dichiarano il loro amore sia per Bella Ciao che per la serie TV. A volte, tra questi, si trovano commenti di utenti italiani che lamentano un utilizzo “irrispettoso” del canto dei partigiani, ma anche, al contrario, ringraziamenti a La Casa di Carta per aver reso famosa nel mondo una canzone del nostro Paese. Ma il suo successo mondiale è davvero merito de La Casa di Carta? L’idea alla base del film nasce dalla necessità di ristabilire il percorso biografico di Bella Ciao alla luce del suo essere diventata canzone internazionale. Una necessità che diventa più urgente in questo momento storico di passaggio, dove la Memoria della Seconda Guerra Mondiale – raccontata dalla viva voce di chi ha vissuto l’occupazione nazifascista – lascia il passo alla Storia, intesa come racconto del passato attraverso le fonti documentali. La biografia di Bella Ciao si intreccia dunque alla storia del nostro Paese. Il suo diffondersi inizia durante la guerra, ma soprattutto negli anni del boom economico, quando Bella Ciao diviene nota in tutto il mondo grazie ai Festival della Gioventù, raggiungendo quel successo internazionale che oggi tanti attribuiscono erroneamente a Netflix. In questo racconto, accompagnato da materiale d’archivio inedito e da immagini di cronaca dal mondo, la voce delle memorie dei testimoni della Resistenza ancora in vita si confonde con quella degli attivisti che nelle lotte in Cile, Turchia, Iraq e in Kurdistan hanno cantato Bella Ciao. Attraverso vivaci conversazioni con storici (non senza forti contrasti fra loro), musicisti e autori dei nuovi testi della canzone, emerge una grande verità, già espressa da un personaggio del famoso romanzo Il Postino: “La poesia non è di chi la scrive, ma di chi gli serve”. Bella Ciao è triste, è allegra e la sua melodia conquista persone lontanissime tra loro sia geograficamente che per età ed estrazione sociale. Il suo messaggio universale di libertà risiede nella sua semplicità e bellezza, una sorta di lasciapassare che le permette di superare barriere culturali e linguistiche. Con un ritmo serrato, la pluralità delle voci e dei punti di vista di “Bella ciao, per la libertà” ci racconta che questa canzone, senza autore e senza patria, è oggi patrimonio di tutti coloro che si sentono oppressi e ci ricorda che il più grande omaggio alla memoria della Resistenza è continuare a lottare per la libertà. [Giulia Giapponesi]

Colonna sonora e “Bella Ciao” da tutto il mondo

  • Le musiche originali di “Bella ciao, per la libertà” sono del compositore Marco Biscarini (Il Vegetariano, Volevo Nascondermi, Un giorno devi andare, Itaker – Vietato agli Italiani, Le Più Piccole del ’68).

“Into Oblivion” Thomas Beck, Scott Doran, Caspar Kedros MSJ 045 – Champions Must Save Jane
“Bella ciao” di Vinicio Capossela e Dimitris Mystakidis
“Cav bella” – Grup Yorum
“Bella ciao” – Milva
“Khela Khao” – Baba Shengal
“Bella ciao” – Της Αγάπης Επανάστ
“Bella ciao” – Obrada na srpskom
“Bella ciao” – Орест Лютий
“Bella ciao” – Destino Uganda
“Bella ciao” – Werner Van Rillaer
blokada Kraków 26.10.2020 // Di Libe brent wi a nase Szmate
“Bella ciao” – Chasidizitz band
“Bella ciao” (Fausto Amodei) El Profesor – Bella Ciao (Hugel Remix)
“Bella ciao” – Mohammed Al-Bakri
“Bella ciao” – Koma Dengê Azadî
“Bella ciao” – Coro ANA Valnure
“Bella ciao” di Yves Montand
“Fior di tomba” – Registrato il 16/7/1977 a Castello Tesino (TN) da Renato Morelli in “Canti popolari del Tesino”
“Bella ciao (mondine)” – Giovanna Daffini
“L’uva fogarina” – Giovanna Daffini
“March Of The Turkeys” – Wolfgang Amadeus Mozart
“La batea” – Quilapayun
“El Pueblo unido” – Quilapayun
“Bella Ciao” – Quilapayun
“Bella Ciao” – Modena City Ramblers
“Koilen” – Mishka Tziganoff
“Cav Bella” – Grup Kizilimak
“Cav Bella” Illkay Akkaya “Bella Ciao” – Nuit Debout
“Kelon Ye3ni Kelon” – Siba Band
“Bella Ciao” – Moneer Alsaqri
“Con te” – La Tarma
“Una perfetta excusa” Modena City Ramblers
“Bravo, ma come parla bene” – Parole e musica di R. De Angelis
“Bella Ciao” – The New Christy Minstrels

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