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Stasera in tv: “Buon compleanno Massimo” docufilm su Massimo Troisi su Rai 3

Rai 3 stsera propone “Buon compleanno Massimo”, il film documentario di Marco Spagnoli (Sophia!) che racconta la storia di Massimo Troisi con interviste a Renzo Arbore, Jerry Calà, Maurizio Casagrande, Nino D’Angelo e Frank Matano.

17 Febbraio 2023 09:42

Buon compleanno Massimo, su Rai 3 il film documentario di Marco Spagnoli che racconta la storia di Massimo Troisi, dalla sua infanzia a San Giorgio a Cremano fino alla nomination agli Oscar per Il Postino (1994), raccontata da Maurizio De Giovanni e dalle persone che meglio l’hanno conosciuto nella sfera professionale e intima. Il racconto di un artista che ha sovvertito tutti gli stereotipi della napoletanità regalandoci momenti indimenticabili al cinema e in televisione.

“Ricordare Massimo Troisi nei giorni in cui avrebbe compiuto settanta anni – dice Fabrizio Zappi, Direttore di Rai Documentari – è per me e per la Rai motivo di grande soddisfazione, alla quale si unisce un affetto sincero per uno straordinario personaggio, che, andandosene troppo presto, ci ha lasciato la sensazione di aver perso un amico prima ancora che uno dei più grandi attori e registi del dopoguerra. Questo documentario, che riesce a ritrarre la sua più autentica umanità oltre al suo straordinario talento artistico, nasce anche con l’ambizione di lenire questa ferita collettiva, restituendoci di Massimo una memoria più viva che mai”.

Buon compleanno Massimo – Trama e trailer

“Buon compleanno Massimo” racconta la vita, il lavoro, il genio e lo sguardo di Massimo Troisi attraverso testimonianze inedite e coinvolgenti e ripercorre i momenti più importanti di una vita e di una carriera “unici”. La vita di Massimo Troisi viene ricordata dai suoi stessi familiari, dagli amici, dai collaboratori e da chi ha avuto modo di conoscerlo nei tanti aspetti della sua personalità. I ricchi materiali di repertorio, mescolati a un racconto intenso ed emozionante, condurranno lo spettatore in un viaggio alla scoperta dell’artista oltre l’uomo indimenticabile, profondo, dalla grande ironia e umanità. Una storia sul cuore fisico, ma anche metaforico di uno dei più grandi artisti italiani del Novecento, sul suo rapporto con Napoli, sul suo sguardo pacato e sincero sulla vita e sul mondo, ma anche sulle ingiustizie e sulle grettezze dell’esistenza, che lui ripudiava in pieno. Massimo Troisi viene ricordato da tanti testimoni diretti, alcuni probabilmente inattesi, che raccontano del suo lavoro e del suo impegno personale come uomo e come artista: gli aneddoti dei suoi amici e colleghi (I Gatti di Vicolo Miracoli, Nino D’Angelo, Francesca Neri, ecc.) si mescolano alle memorie di tutti coloro che hanno lavorato in maniera sistematica con l’artista di San Giorgio a Cremano in contesti diversi, come Renzo Arbore. Infine, saranno presenti interviste di artisti di oggi che a Troisi si ispirano più o meno direttamente, come per esempio Frank Matano. In questo racconto, a guidare lo spettatore alla scoperta della vita di Massimo Troisi e della sua importanza nell’immaginario collettivo di Napoli e italiano, è Maurizio De Giovanni, uno dei principali scrittori italiani e anche uno degli autori napoletani più influenti della sua generazione. De Giovanni, grande ammiratore di Massimo Troisi, appartiene alla stessa generazione del regista scomparso da cui lo separava poco meno di un lustro: nato nel 1958 a Napoli, De Giovanni ricorda molto bene l’impatto del cinema di Massimo Troisi (1953) e della sua figura carismatica, per non parlare poi della benefica influenza sulla città partenopea di cui egli stesso è un narratore, sebbene da un punto di vista diverso.

Intervengono nel film: Renzo Arbore, Eugenio Bennato, Jerry Calà, Maurizio Casagrande, Enrico Casarosa, Vittorio Cecchi Gori, Nino D’Angelo, Enzo De Caro, Maurizio De Giovanni Lello Esposito, Fabio Fazio, Francesco Frigeri, Massimiliano Gallo, Frank Matano, Pietra Montecorvino, Francesca Neri, Franco Oppini, Ferzan Özpetek, Iris Peynado, Roberto Perpignani, Nini Salerno, Umberto Smaila, Cinzia TH Torrini, Rosaria Troisi, Roberto Vecchioni.

Curiosità sul film

  • Marco Spagnoli (Sophia!, Franco Battiato – La Voce del Padrone) dirige “”Buon compleanno Massimo” da una suo soggetto scritto con Leonardo Barrile e Francesco Favale (Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord).
  • Il team che ha supportato il regista Marco Spagnoli dietro le quinte ha incluso i direttori della fotografia Samuela Zampagni, Daniele Lianka Carlevaro (Sorelle) e William Santero (Sorelle).
  • Le musiche originali di “Buon compleanno Massimo” sono di Eugenio Bennato (Toto’ Sapore e la Magica Storia della Pizza, Napoli Eden)
  • “Buon compleanno Massimo” è una produzione Samarcanda Film, in collaborazione con Rai Documentari, con Regione Campania Film Commission e con Ufficio Cinema del Comune di Napoli.

Note di regia

Quando i produttori Leonardo Barrile e Francesco Favale mi hanno proposto di lavorare insieme ad un soggetto che raccontasse Massimo Troisi in occasione dei suoi 70 anni ho iniziato subito a riflettere riguardo il come affrontare il racconto di un artista unico. Massimo Troisi, ha, infatti, ha esercitato una grande influenza sulla mia vita personale di ragazzino della Napoli degli anni Settanta e Ottanta e su quella dei miei coetanei. Nessuno di noi poteva prescindere da Massimo Troisi che già all’epoca rappresentava un’icona, una filosofia, uno sguardo sulla vita contemporaneo e, certamente, innovativo. E come si puň raccontare, oggi, un artista scomparso da così tanto tempo – troppo in effetti – la cui assenza ha procurato choc e dolore non solo nei suoi amici, ma in tutti noi che lo abbiamo conosciuto e amato giovanissimo con i primi sketch della Smorfia in televisione? Per me questo film è un’altra tappa del mio personale percorso per raccontare l’entertainment italiano e la sua grande Storia cosè come non č mai avvenuto prima: un viaggio professionale e personale per provare a fare il punto non solo rispetto a quello che č stato, ma soprattutto a quello che resta e ciò che, nonostante tutto, ancora sarà. Avevo undici anni, quando mia cugina a Napoli mi portò al cinema Acacia a vedere Ricomincio da Tre: pur non essendo i primi giorni di programmazione, la folla oceanica era attentissima al racconto che quel ragazzo stava facendo attraverso un grande film, diverso da quanto avevamo visto fino a quel momento.

Era una “rivoluzione” dal punto di vista della commedia e tanto dell’immaginario di Troisi, oggi, fa parte del sentire comune di una città, ma anche di un’intera nazione. Ed è per questo motivo, per il suo essere parte della nostra identitŕ collettiva di Italiani ed Europei che sulle bancarelle di Spaccanapoli, sugli altarini pagani dei bar e in alcuni incroci della Napoli piů antica, nei negozietti della Stazione Centrale, Massimo Troisi fa parte di quel pantheon postmoderno che include anche Totò, Sophia Loren e che altrove vede aggiungersi – magari – anche Anna Magnani con Alberto Sordi. Uno spazio di venerazione dove altri grandi, grandissimi non sono riusciti ad entrare e non per ‘demeriti’ o perché fossero ‘meno’, bensì perché Massimo Troisi fosse di più. Troisi, infatti, č stato un rivoluzionario gentile: un artista unico e irripetibile capace di fare ridere anche dicendo verità terribili e importanti legate alla società e alla politica. Un filosofo del paradosso che abbiamo voluto raccontare per quella che a Hollywood si chiamerebbe ‘Legacy’ ovvero il suo lascito artistico e morale, per il suo esempio, per il suo talento e per il suo genio autoironico che ha segnato tutti perché c’è un ‘prima’ e un dopo Troisi e questo ‘dopo’ non è diventato meglio o più importante perché lui è morto.

La morte di Troisi non ha niente a che vedere con la sua Arte: ci resta il rimpianto di pensare a quello che avrebbe potuto fare, ma quello che ha fatto, le tantissime interviste, gli sketch, i film restano. E lo faranno per sempre passando di generazione in generazione, perché Massimo Troisi appartiene al mondo e a chi vuole mettersi in ascolto di questo grande artista divertente, geniale, unico. Oltre a ringraziare Leonardo Barrile e Francesco Favale, quindi, per avermi dato l’opportunità di fare questo lavoro di scoperta insieme e un caloroso grazie anche a Fabrizio Zappi, direttore di Rai Documentari per la fiducia anche per questo progetto dopo ‘Sophia!’ dedicato a Sophia Loren e andato in onda lo scorso settembre, esprimo gratitudine anche a tutti gli amici di Troisi e tutte le per sone che abbiamo coinvolto in questo racconto corale, in questa biografia plurale di un grande artista e della sua eredità. Non solo quelle sullo schermo, ma anche quelle che hanno preferito restare fuori da esso, aiutandoci con suggerimenti e aneddoti preziosi. Massimo Troisi è stato un attore e un regista capace di farci ridere e di commuoverci, ma è stato anche un uomo capace di portare avanti le scelte che ha fatto con coraggio e intelligenza.

Come sottolinea Maurizio De Giovanni che ci guida in questo comune viaggio cinematografico “Si crede che sia il talento a plasmare la vita, mentre accade più spesso il contrario.” In questo senso Massimo Troisi è anche un grande esempio per tutti noi: un ragazzino che sognava la Coppa dei Campioni e che non potendo giocare a calcio per colpa della sua malattia, ha superato, lo stesso, le avversità, tramite l’arte e la recitazione. Massimo Troisi, quindi, anche questo: un uomo e un artista capace di andare oltre e di lasciare a tutti noi una fonte eterna di grandi risate e di ispirazione. Buon compleanno Massimo è la commistione di sublime e profano; di esilarante e tragico: il racconto di sofisticato e popolare che Troisi ha guidato verso di noi, riuscendo, come pochi a scardinare i luoghi comuni e farci ridere al tempo stesso delle nostre grandezze e delle nostre miserie. Una Rivoluzione gentile capace di dire tutto a tutti senza insultare nessuno che solo un grande uomo e un grande artista poteva immaginare e portare avanti. Questo film è il mio ringraziamento personale nei suoi confronti: anche se non gli ho mai potuto stringere la mano e dirgli che grazie a lui ho scorto per la prima volta l’assurdità brutale dell’esistenza e, soprattutto, la possibilità di ridere per iniziare non a riscattarsi, ma – semplicemente – per cambiare e chissà, a quel punto, riuscire a diventare migliori. [Marco Spagnoli]

Massimo Troisi – Note biografiche

 

Nato a San Giorgio a Cremano, alle porte di Napoli il 19 febbraio del 1953, Massimo Troisi inizia la sua carriera di attore sul finire degli anni sessanta, dando vita alla compagnia teatrale del Centro Teatro Spazio a cui si uniscono Enzo De Caro e Lello Arena, insieme ai quali alcuni anni più tardi formerà La Smorfia. Questo gruppo teatrale si esibirà in tutta Italia, fino al debutto in radio e in televisione, dove il trio partecipa a diversi programmi, tra i quali Non stop (1977), La sberla (1978) e Luna Park (1979). L’ultimo spettacolo teatrale del trio è Così è (se vi piace), subito dopo Troisi lascia La Smorfia per intraprendere la carriera cinematografica, grazie a Ricomincio da tre (1981), con cui debutta al cinema come attore e regista, un film che viene baciato da uno straordinario successo di pubblico in sala. Realizzato a budget ridotto e girato in sei settimane tra Napoli e Firenze, Ricomincio da tre riscosse un grosso successo di pubblica e critica, incassi record tali da superare al botteghino film come Fantozzi contro tutti e L’impero colpisce ancora, restando in programmazione ben 600 giorni. Questo insieme a diversi premi e riconoscimenti che contano due David di Donatello, (per il miglior film e per il miglior attore protagonista), quattro Nastri d’argento (miglior attore, regista emergente, soggetto e produttore) e due Grolle d’oro. Nel 1982, è protagonista dello speciale televisivo di Rai Tre, Morto Troisi, viva Troisi!, con al suo fianco ospiti prestigiosi, tra cui Roberto Benigni, Carlo Verdone, Lello Arena e Marco Messeri. Inoltre, torna sul grande schermo con l’amico Lello Arena, nel film No grazie, il caffè mi rende nervoso, diretto da Lodovico Gasparini. Nel 1983, è protagonista nel film Scusate il ritardo, mentre l’anno seguente vede la luce Non ci resta che piangere, in cui al suo fianco (come coprotagonista e coregista) troviamo Roberto Benigni. Questa coppia prestigiosa fa segnare il maggiore incasso del 1984 in Italia, portando al cinema quasi 4 milioni di spettatori. Nel 1987 torna alla regia con il film Le vie del Signore sono finite, che quell’anno diventa il titolo italiano più visto. A questo titolo, fanno seguito le sue interpretazioni nei film di Ettore Scola Splendor (1988) e Che ora è? (1989), che gli permette di vincere la Coppa Volpi alla Mostra di Venezia assieme a Mastroianni; e Il viaggio di Capitan Fracassa (1990), dove interpreta Pulcinella, presentato al Festival di Berlino. Il suo ultimo film da regista (in cui è impegnato anche come sceneggiatore e protagonista), è Pensavo fosse amore… invece era un calesse del 1991, con Francesca Neri e Marco Messeri. Nel 1994 è il protagonista de Il Postino, per la regia di Michael Radford, il suo ultimo film, a causa dell’arresto cardiaco che ha posto fine alla sua vita il 4 giugno del 1994. Nonostante fosse consapevole di doversi sottoporre a un intervento chirurgico, Troisi aveva deciso di portare avanti le riprese de Il Postino, concluse con estrema fatica poche ore prima di morire. Il postino è il film più premiato di Troisi e quello più famoso, anche a livello internazionale. Infatti, viene candidato a cinque premi Oscar, tra cui quello come miglior attore protagonista per Troisi, vincendo la statuetta per le musiche di Luis Bacalov; si aggiudica i Bafta Award per il miglior film straniero, il miglior regista e le migliori musiche; conquista il premio di miglior film straniero della National Board of Review; oltre a ottenere decine di altri riconoscimenti in tutto il mondo. Distribuito dalla Miramax dei fratelli Weinstein, il film all’epoca è diventato il maggiore incasso di sempre per una pellicola straniera negli Stati Uniti, con circa 22 milioni di dollari.